Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: Wagner

Grande orchestra, grande direttore e grande musica. Il Teatro Verdi vince a mani basse.

Dopo l’evento di domenica scorsa in cui Ezio Bosso ha trionfato come uomo e come musicista, si è aperta ufficialmente la stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste con un concerto di grande interesse. Leggi il resto dell’articolo

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Il Festival di Lubiana si chiude nel segno di Wagner e del grande Valery Gergiev.

Siegfried Mihail Vekua, Dimitrij Voropajev
Alberich Roman Burdenko
Mime Andrej Popov
Brünnhilde Jekaterina Šimanovič, Larisa Gogolevska
Wotan Jevgenij Nikitin
Fafner Mihail Petrenko
Erda Zlata Buličeva
Waldvogel Ana Denisova
Waltraute Olga Savova
Gutruna Jekaterina Šimanovič
Gunther Jevgenij Nikitin
Hagen Mihail Petrenko
Woglinde Žana Dombrovska
Wellgunde Irina Vasiljeva
Flosshilde Jekaterina Sergejeva
Figlie del Reno Ana Kiknadze, Svetlana Volkova, Tatjana Kravcova
Direttore Valery Gergiev
Regia Valery Gergiev, George Cipin
Scenografia George Cipin
Luci Gleb Filštinski
Costumi Tatjana Noginova
Coro e Orchestra del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo

Ero in sonno come Brünnhilde e, seppure privato del Siegfried di turno, mi sono risvegliato da solo (stramile).

Ecco qui le ultime cronache da Lubiana. Presto riprenderanno anche le note dal Teatro Verdi di Trieste e, a dio piacendo, anche quelle dall’orrida Venezia. Leggi il resto dell’articolo

I’m in Bayreuth state of mind 2017. E un bel libro di Pietro Tessarin su Richard Wagner.

Ormai ci siamo: la settimana prossima parte il gran baraccone chiamato Festival di Bayreuth.
Quest’anno – a meno che non perda colpi, ipotesi da considerare sempre – la benemerita Radio3 trasmetterà solo i Meistersinger del 25 luglio, giornata inaugurale della kermesse. Gli appassionati sapranno in ogni caso sopperire alla mancanza frequentando le consuete emittenti alternative.
Insomma, il titolo I’m in Bayreuth state of mind si può riproporre serenamente per l’ennesima volta.
Per l’edizione 2017 non sono previsti topi e a mio parere è già un passo avanti. Forse.
Seguirò il Festival ma non credo proprio che ne scriverò qualcosa, ormai ho un’età in cui le forze vanno centellinate con cura (strasmile). Ma non si sa mai eh? E comunque sì, presto sostituirò la foto (ultrasmile).
Nel frattempo, tanto per introdurre l’argomento Wagner segnalo un libro recentemente pubblicato. A me è piaciuto molto e lo consiglio a tutti i piccini wagneriani. Leggi il resto dell’articolo

Tristan und Isolde al Teatro Verdi di Trieste: cronaca di una non morte annunciata.

Insomma, siamo arrivati felicemente alla fine nonostante le difficoltà. Serata impegnativa, decisamente. Ah, sì, scusate, sto parlando di me percosso da una feroce infreddatura (strasmile) che mi ha reso ben più allucinato di Tristan nel terzo atto.
Qui qualche foto della generale.
Uno zombie, sembravo, e per fortuna che al Verdi mi vogliono bene e mi hanno sistemato in un palco sterilizzato dal secondo atto in poi. Nonostante questo, la democratica diffusione di bacilli durante il primo atto in platea ha decimato il pubblico triestino, che già di suo, mediamente, è pericolosamente esposto ai colpi d’aria vista l’età media rilevabile solo col Carbonio-14 o col carotaggio. Ho visto una coppia che presentava evidenti residui del Quaternario.
Ma passiamo alle cose meno serie, un saluto a tutti!

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Divulgazione sconsiderata della musica lirica: Tristan und Isolde, ovvero di quello che non si può dire nè scrivere.

Anche per un perfect wagnerite – nel mio caso wagneriano fradicio sembra più appropriato – non è agevole dire due parole su Tristan und Isolde, titolo impegnativo che il Teatro Verdi presenta al pubblico in una nuova produzione autoctona.
Tale è infatti la complessità dell’opera che trovare un focus è impresa ardua.
Ci provo, abbiate pietà.

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Tannhäuser al Teatro La Fenice di Venezia: una serie di sfortunati eventi.

Purtroppo deluderò chi aspetta con ansia notizie dai temibili gabbiani assassini dell’orrida Venezia ma il pomeriggio di ieri è stato pur sempre ricco di avvenimenti.
Intanto il previsto tenore Stefan Vinke è stato sostituito, causa indisposizione, dal collega Paul McNamara. Come se non bastasse ha dovuto dare forfait pure la arpista e, non essendo disponibile un sostituto, la parte è stata affidata alla bravissima Roberta Ferrari al…piano elettrico. Inoltre, all’inizio una signora seduta vicino a me si è sentita male, perciò direi che per i gabbiani passiamo avanti (strasmile).venus-1

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I’m in a Bayreuth state of mind 2016. Ovvero la musica come terapia.

Breaking News:

Parsifal in onda IN DIRETTA anche su RADIO3 dalle 16 di lunedì prossimo.

Dunque, ci risiamo. A sollevarci (spero, non è detto…) dalle terribili notizie che continuano ad arrivare da ogni parte del mondo, incombe il Festival di Bayreuth che comincerà nientemeno che con Parsifal il prossimo lunedì 25 luglio. A seguire, nei giorni successivi, saranno il Ring – con il consueto intervallo di Der fliegende Holländer tra Siegfried e la Götterdämmerung – e Tristan und Isolde. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria di Tristan und Isolde al Festival di Lubiana: un Tristan in maschera.

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Il wagneriano fradicio è una bestia vorace nomade e allo stesso tempo tenera e sentimentale, va là dove lo porta il cuore. Poi, mette da parte i sentimenti e qualche lacrimuccia e se vede l’opportunità sbrana qualcuno. Ultimamente noi wagneriani siamo ghiotti di registi, per esempio, che peraltro fanno di tutto per rendersi appetibili. A Bayreuth, la sacra collina, quest’anno è stata smembrata Kathy Wagner, colpevole di una regia deplorevole del TuI (lo chiamiamo così, noi, il Tristan und Isolde, neanche fosse una tassa).

II atto

Alcune foto (cliccate, per apprezzare meglio) dello spettacolo a seguire, ma a questo link le potete trovare tutte. Leggi il resto dell’articolo

Festival di Bayreuth 2015 alla partenza.

Oggi segnalo in apertura il bel post tecnico gossiparo (strasmile) di Daland, che ha messo nero su bianco buona parte dei rumors su Thielemann vs Petrenko, Kampe&Petrenko e nipotine di Wagner rampanti varie.

Si comincia sabato prossimo 25 luglio, ed è un inizio col botto perché quest’anno la prima opera in programma è nientemeno che Tristan und Isolde, vale a dire uno dei monumenti della musica e dell’Arte tout court.

Il grande Daland qui dà i numeri (smile), nel senso che ci propone qualche interessante statistica.
Ovviamente io, da wagneriano fradicio, sono già in agitazione da qualche tempo (I’m in Bayreuth state of mind, scrivevo una volta). Non so però se avrò tempo di scrivere qualcosa e soprattutto se ne avrò voglia. Ultimamente intorno al mondo della lirica c’è troppa tensione. Come ovunque, peraltro, ed è logico che sia così visto che i microcosmi quasi sempre risentono dell’andamento climatico generale.
Radio3 trasmetterà il Tristan iniziale, la prima recita dell’orribile Lohengrin (il Rattengrin, cioè) del regista Hans Neuenfels (produzione nefanda, esecrabile e maledetta che poi dovrebbe essere abbandonata per sempre) e il successivo Olandese.ratten
Nel palinsesto non vedo traccia del Ring, diretto anche quest’anno da Kirill Petrenko (designato dopo un’aspra battaglia prossimo direttore dei Berliner Philharmoniker). Poco male, ci sono tante altre radio che seguiranno con più costanza la manifestazione.
Quindi, anche se non ci saranno probabilmente recensioni semiserie volevo mettere a disposizione questo spazio per chi avesse voglia di esprimere qualche parere: non mancheranno certo motivi di discussione.
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Posteggio la tastiera, allora (strasmile).

Un saluto a tutti!

Recensione semiseria di Das Liebesverbot al Teatro Verdi di Trieste: alla ricerca del Wagner perduto.

Lo so che non frega niente a nessuno, ma la serata è stata funestata dall’incontro – dopo tanti anni – con l’attuale Magnifico (anzi, di più) Rettore dell’Università di Trieste, Maurizio Fermeglia (riciao!). Mi ha ricordato una delle peggiori (vabbè) giornate della mia vita quando alla finale di basket del liceo la mia classe, strafavorita, riuscì a perdere contro la sua. Io che ero la stellina (rivabbè) della squadra giocai in modo inverecondo. Sono passati quarant’anni e ancora me ne vergogno.Das Liebesverbot TS foto di Fabio Parenzan-0039
Anzi, forse nel pomeriggio vado a rubare uno dei terribili costumi che indossavano gli artisti del coro per Das Liebesverbot e mi espongo al pubblico ludibrio sotto l’albero di Natale in Piazza Unità. Di sicuro nessuno mi potrebbe prendere per un regalo (strasmile). Un Re Mogio, forse.
Insomma, è partita la stagione operistica al Teatro Verdi con quest’opera di Wagner sconosciuta ai più.
Tra il pubblico ho notato un’insolita presenza di giovani ed è la prima circostanza positiva da segnalare. Per il gossip spinto c’è Il Piccolo, io, scusatemi ma non mi cimento in questa disciplina giornalistica invasiva.
Da segnalare in sede semiseria che di Wagner, quello vero, si è comunque ascoltata qualche nota quando l’interprete di Brighella ha accennato alla Cavalcata delle Valchirie durante un cambio scena. Credo di essermene accorto solo io, ma è stato un bel momento. Poi, sempre Brighella ha rovesciato per sbaglio una sedia e Dorella ha perso il suo vezzoso cappellino. Insomma, i tipici inconvenienti delle serate teatrali su cui c’è una corposissima aneddotica. Leggi il resto dell’articolo

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