Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Recensione semiseria di Il Re pastore di Mozart al Teatro Verdi di Trieste: oddio, un governante illuminato che non si fa i selfie!

La buona notizia è che ieri sera al Teatro Verdi c’erano parecchi giovani. Quella cattiva è che due ragazzine si sono sedute vicine a me e hanno giocato col cellulare o qualsiasi altra cosa fosse per tutta l’opera. Beh, certo, all’intervallo si sono riposate. Tenetele a casa, tenetele. O mandatele a un webinar, che ne so. Per fortuna una delle due a un certo punto si è addormentata e non ha neanche russato, il che non è da sottovalutare. Probabilmente si è messa a contare le pecore del gregge che erano sul palco, chissà. Erano ben cinque, si può capire la sua stanchezza.

Da sinistra: le pecore, Alida Berti (Aminta), Eva Mei (Elisa) e Angelo Codeluppi (Agenore)

Da sinistra: le pecore, Alida Berti (Aminta) e Eva Mei (Elisa)

C’era anche un ragazzo che, mi è stato fatto notare, era vestito e truccato in modo da assomigliare (involontariamente) al Joker della saga di Batman, solo più brutto e spaventoso. Ragazzi siamo a Trieste, l’età media degli spettatori si calcola col carbonio14, non potete fare così. Voglio dire, una signora seduta in pepiano pensava fossero arrivati gli UFO e ha cercato di farsi rapire, dai. Leggi il resto dell’articolo

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Recensione semiseria della Vedova Allegra di Franz Lehàr al Teatro Verdi di Trieste, ma non c’è poi tanto da ridere.

Beh, è vero che ufficialmente la stagione operistica triestina si concluderà con il Barbiere di Siviglia programmato per novembre, però abbiamo 5 mesi davanti e quindi la Vedova allegra di ieri sera segna almeno l’inizio della pausa estiva, che sarà piuttosto lunga. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria e prolissa dell’Aida di Giuseppe Verdi al Maggio Musicale Fiorentino.

Beh, intanto bisogna notare che la qualità della trasmissione RAI è stata scandalosa, per lunghi tratti fuori sincrono, un orrore tale che spesso ho dovuto chiudere gli occhi perché altrimenti venivo distratto dall’ascolto. Poi si può andare avanti.

Il neofita potrebbe pensare che Aida sia un’opera di facile esecuzione, poiché si rappresenta spesso e ovunque, dal Manzanarre al Reno, ma non è vero, anzi! Leggi il resto dell’articolo

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