Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Recensione espressa e morigerata di Andrea Chénier al Teatro alla Scala di Milano: vince Riccardo Chailly, perde il teatro lirico.

Repetita iuvant.
Questa recensione è frutto della visione televisiva della prima scaligera, perciò attenzione: solo dal vivo uno spettacolo può essere valutato in modo completo, per ragioni tanto evidenti che non sto neanche a elencare. Detto questo, andiamo avanti.
Anche quest’anno soffro di recensione praecox, non c’è nulla da fare. Insomma mi espongo un po’ ma è tradizione di questo blog sgravare una recensione espressa, cotta sul momento.
Andiam, incominciaaaaaaaaaate (dai, è una citazione facile e mi si addice, strasmile).eyvazov_netrebko-kZT--1280x960@Web Leggi il resto dell’articolo

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Recensione abbastanza seria di Madama Butterfly al Teatro alla Scala di MIlano: viene la Siri.

Repetita iuvant. Questa recensione è frutto della visione televisiva della prima scaligera, perciò attenzione: solo dal vivo uno spettacolo può essere valutato in modo completo, per ragioni tanto evidenti che non sto neanche a elencare. Detto questo, andiamo avanti.
Anche quest’anno soffro di recensione praecox, non c’è nulla da fare. Insomma mi espongo un po’ ma è tradizione di questo blog sgravare una recensione espressa, cotta sul momento.
Comincio col dire che io sono contento della scelta di rappresentare la prima versione di Madama Butterfly, perché è molto raramente messa in scena. Quindi, a mio parere, sono inutili le elucubrazioni sulla lesa maestà della scelta, ogni giorno ovunque si allestisce la “solita” Butterfly. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria ed espressa di Giovanna d’Arco al Teatro alla Scala di Milano: allestimento ridicolo e i registi erano due.

Anche quest’anno, quando le trovo e ho tempo, metterò qui le recensioni che trovo online:
OperaClick
Alberto Mattioli

Roberto Mastrosimone

Daland
Operadisc
Andrea Merli
Enrico Stinchelli

Il corriere musicale

Il corriere della Grisi

Repetita iuvant, per cominciare:

Come ogni anno e come nelle confezioni di medicinali (Amfortas ci sta, come nome di un presidio medico chirurgico: un lassativo?), prima di fare un uso improprio di questo post bisogna leggere le avvertenze, la prima delle quali è che so già che farò un uso sconsiderato di parentesi e incisi (forse anche qualche divagazione, che ne so) che renderanno la lettura più faticosa del solito. Come se non bastasse, alcune scene mi hanno ricordato in modo irresistibile questo film di James Bond (strasmile).Goldfinger_Golden-girl
Questa recensione è frutto della visione televisiva della prima scaligera, perciò attenzione: solo dal vivo uno spettacolo può essere valutato in modo completo, per ragioni tanto evidenti che non sto neanche a elencare. Detto questo, andiamo avanti. Leggi il resto dell’articolo

Giovanna d’Arco al Teatro alla Scala di Milano: prima incursione poco seria.

Il 7 dicembre prossimo va in onda (è proprio il caso di dirlo perché ci sarà la diretta televisiva su RAI5 e RADIO3) il consueto caravanserraglio della prima dal Teatro Alla Scala di Milano, che quest’anno prevede la Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi.
Ora, potevo io far finta di niente? Magari – direte voi – e invece eccomi qui come ormai è infausta tradizione da molti anni. Perché sì, non è proprio l’opera migliore di Verdi (e polemiche inutili a parte, è obiettivamente così) ma è comunque un lavoro che ha fascino e anche qualche pagina ispirata.

Anna Netrebko beim Life Ball 2015

Anna Netrebko e Yusif Eyvazof

Ci sono poi tanti motivi d’interesse e due emergono con forza: è la prima volta da direttore musicale di Riccardo Chailly e, nei panni della vergine guerriera (definizione tra le più tristi mai coniate, rifletteteci) ci sarà Anna Netrebko, forse il soprano più famoso del momento e sicuramente la donna che si accompagna all’uomo peggio vestito di sempre (ok, anche lei non scherza, ma insomma…).
Completano il cast il tenore Francesco Meli, il baritono Carlos Álvarez, il basso Dmitry Beloselskiy e il tenore Michele Mauro.

A seguire una lenzuolata semiseria eppure noiosissima sugli anni di galera. Leggi il resto dell’articolo

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