Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Recensione seria di Die Zauberflöte (Il Flauto magico) di Mozart alla Fenice di Venezia: ovvero gli esami non finiscono mai.

I miei fan mi perdoneranno, ma oggi salto la parte più interessante e cioè quella che riguarda l’orrida Venezia, perché ieri c’era tanta gente che mi devo ancora riprendere dall’ansia. Vi dico solo che davanti a me, in platea, c’era Paolo Bonaiuti che batteva il tempo sulla moglie che gli stava seduta vicino. Una tragedia agghiacciante. E io posso pure sfidare i gabbiani assassini ma i politici no eh? Quindi abbiate pietà (strasmile).

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Recensione semiseria ed entusiasta del Don Giovanni di Mozart alla Fenice di Venezia. Finalmente disponibile un accessorio per i selfie.

Mi chiedo, ogni tanto: Ma perché vai nell’orrida Venezia, Amfortas? Effettivamente succede che mi faccia queste domande esistenziali. Poi, però, appena scendo la scalinata che porta dalla stazione al primo girone infernale lagunare, trovo la risposta: ci vado perché così sono sempre informato sulle ultime, straordinarie, alzate d’ingegno del genere umano. Ieri sono bastati pochi passi e mi sono imbattuto in una marea di venditori ambulanti che vendevano i supporti per farsi i selfie.selfie

Nella mia ignoranza tipica del provinciale triestino, non ne conoscevo l’esistenza. Voglio dire, chi non vorrebbe farsi un selfie mentre è sbranato da un gabbiano assassino gigante oppure quando si rotola per i dolori lancinanti alle viscere post spaghettata con vongole adulterate? Oppure mentre paga 29 eurazzi per due ore di sosta in Piazzale Roma? Dai! Sono momenti dei quali bisogna conservare memoria.
E poi, ma questo ho potuto apprezzarlo alla fine, in quale altro luogo posso vedere pantaloni brutti come quelli che indossava il direttore, Stefano Montanari? Una via di mezzo tra una mutazione genetica e una severa malattia epidermica. Terribili (strasmile).
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Recensione abbastanza seria di The Rake’s Progress di Igor Stravinskij al Teatro La Fenice di Venezia.

Ovvero Glitter and be Michieletto o la strana storia di Conchita Wurst la Turca. Ma ci arriveremo.
Eurovision Song Contest 2014

Questa volta non mi metto neanche a dissertare sull’orrida Venezia e mi limito a guardare il lato positivo. Il clima da città subtropicale, la spaventosa concentrazione di umanità varia, il fatto che abbia dovuto correre in stazione per non mancare il treno mi hanno fatto perdere qualche chilo e un paio di centimetri di giro vita: ne avevo bisogno, perciò, per una volta Grazie, orrida Venezia (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria della Vedova Allegra di Franz Lehàr al Teatro Verdi di Trieste, ma non c’è poi tanto da ridere.

Beh, è vero che ufficialmente la stagione operistica triestina si concluderà con il Barbiere di Siviglia programmato per novembre, però abbiamo 5 mesi davanti e quindi la Vedova allegra di ieri sera segna almeno l’inizio della pausa estiva, che sarà piuttosto lunga. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria delle Nozze di Figaro di Mozart alla Fenice di Venezia: la regia di Damiano Michieletto fa discutere.

Il Vignettaio, giustamente, ha ritenuto di prendere in giro la mia prosa involuta e pure la chiave di lettura di Damiano Michieletto. Non me la sento di biasimarlo…

Non c’è nulla da fare, l’orrida Venezia mi stupisce sempre. Anzi, in qualche caso addirittura m’intimorisce pure. Leggi il resto dell’articolo

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