Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi delle etichette: Gamberoni

Recensione abbastanza seria di Un ballo in maschera al Teatro La Fenice di Venezia: la coppia Meli-Gamberoni illumina un ballo un po’ spento.

Mancavo dall’orrida Venezia da parecchio tempo e, francamente, rivederla è stato il solito dispiacere. Gli ossessivi compulsivi come me hanno bisogno di conferme e, in questo senso, Venezia è formidabile in certi schemi precostituiti.
Scendi dal treno e sai che verrai investito dal trolley di un giapponese e mentre cercherai, a fatica perché gli anni passano, di rialzarti, due sceriffi statunitensi ti investiranno con la carrozzella in cui un neonato obeso succhia un leccalecca gigante a forma di Kim Jong-un. Se sopravvivi – qualcuno ce la fa – potrai cadere svenuto sulla via che ti porta alla Fenice, preda dell’incredibile commistione di aromi di zucchero filato, vongole filippine, castagne, pesce fritto, spaghetti al forse ragù e pizza. I terribili buttadentro dei locali attenteranno alla tua vita a ogni passo mentre tu, nel frattempo, cerchi di schivare gli attacchi degli ormai famosi gabbiani assassini le cui dimensioni sono ormai tali che le grandi navi che scorrazzano in laguna sembrano giocattoli. E, come potete vedere dall’immagine, anche gli aeroporti sono ormai invasi dai pennuti giganti (qui ne vediamo uno che si è mimetizzato da aereo e attacca una pattuglia di caccia militari, che scompaiono quasi).
Insomma, tutto nella norma, perciò passiamo alle cose meno serie (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Annunci

Recensione semiseria della Carmen di Bizet al Teatro Verdi di Trieste.

E così, il femminicidio più famoso del melodramma si è nuovamente perpetrato al Teatro Verdi di Trieste. Ovviamente sto parlando della Carmen di Bizet, seconda tappa della stagione lirica triestina (qui le interviste che ho fatto ai cantanti nei giorni scorsi).
Stava per consumarsi anche l’omicidio di un corista in diretta, scivolato su di un fiore vigliaccamente lanciato dall’alto durante la passerella finale: sembra che subito prima di rialzarsi abbia accenanto a La fleur que tu m’avais jetée, ma devo chiedere conferma. Una serata sanguinosa, insomma (smile).
Come i miei lettori forse ricorderanno, a suo tempo la scelta del titolo aveva lasciato qualche strascico polemico. Cito dal vecchio post, che potete leggere qui in tutto il suo splendore [diffidate da chi dice “odio citarmi”: io adoro attorcigliarmi intorno alle mie opinioni, le poche volte che sono sensate (strasmile)].

Prendiamo la Carmen che è quella che vidi al Maggio Fiorentino qualche anno fa, a firma Carlos Saura, regista cinematografico prestato alla lirica. Beh, avevo preparato una rassegna stampa con le critiche all’allestimento di firme prestigiose (non Paoli Bulli qualsiasi) ma poi sembra che si voglia girare il coltello nella piaga. Chi vuole si informi. Aggiungeteci che è uno spettacolo pensato per il palcoscenico del teatro comunale di Firenze, che è “leggermente” più ampio di quello triestino e, di conseguenza, dovrà essere riadattato. Di solito la qualità non migliora, in queste situazioni.

Sono stato facile profeta, anche se in effetti i problemi sono venuti più che altro dalla parte logistica di adattamento che da un risultato scadente dal punto di vista artistico.Carmen, Trieste 5 febbraio 2013 Leggi il resto dell’articolo

Lo Stabat Mater di Gioachino Rossini al Teatro Verdi di Trieste: una grande serata di musica.

Dopo l’appuntamento veneziano col giovane Rossini buffo, mi sono dovuto confrontare di nuovo con il compositore pesarese, a 24 ore di distanza. Questa volta era un Rossini…pensionato, come si può evincere dal breve “cappello” alla recensione. Leggi il resto dell’articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: