Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Recensione quasi seria del Simon Boccanegra al Teatro La Fenice di Venezia: un piccolo uomo scalzo al comando.

Segnalo in apertura che durante un cambio di scena c’è stato il lancio di alcuni manifestini in cui si contestava la gestione del territorio, segnatamente riguardo il passaggio delle grandi navi da crociera in laguna. Che dire, hanno ragione gli arrabbiati perché è evidente il devastante impatto ambientale che quel via vai di navi enormi provoca alla già orrida Venezia. Ecco qui un’altra eloquente e terribile testimonianza, riferito a una spaventosa mutazione genetica:

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Recensione semiseria dei Masnadieri al Teatro La Fenice di Venezia: l’estetica del brutto, sporco e cattivo.

L’orrida Venezia questa volta mi ha deluso, accidenti. Io volevo vedere almeno un rendering o un souvenir della Torre Cardin e invece nulla, maledizione!
torrePerché chi non vorrebbe che una zona già inquinata da fabbriche maleodoranti e altre meraviglie sia ulteriormente deturpata dal monumento a se stesso di uno stilista francese? Chi non desidera ardentemente un’ulteriore costruzione simbolo fallico che stimoli il fanatismo di qualche estremista di qualsivoglia credo religioso? Mica possono bastare campanili, minareti e pagode, no? E poi, leggo che la torre dovrebbe essere alta intorno ai 250 metri. Dico, sapete a che velocità arrivano a terra, da quell’altezza, le deiezioni dei piccioni e dei gabbiani assassini? Già vedo il titolo su tutti i quotidiani: Cacca di piccione uccide 650 giapponesi e provoca un maremoto che distrugge il Ponte di Calatrava a Venezia. Disperse 1600 fotocamere mentre 4200 telefoni cellulari risultano irraggiungibili.
Ok, c’è la buona notizia della distruzione del Ponte di Calatrava che è brutto forte (mai come lo spettacolo di Lavia, peraltro) e pericoloso come un tornante ghiacciato, ma i giapponesi non meritano una simile sorte, direi (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria e prolissa dell’Aida di Giuseppe Verdi al Maggio Musicale Fiorentino.

Beh, intanto bisogna notare che la qualità della trasmissione RAI è stata scandalosa, per lunghi tratti fuori sincrono, un orrore tale che spesso ho dovuto chiudere gli occhi perché altrimenti venivo distratto dall’ascolto. Poi si può andare avanti.

Il neofita potrebbe pensare che Aida sia un’opera di facile esecuzione, poiché si rappresenta spesso e ovunque, dal Manzanarre al Reno, ma non è vero, anzi! Leggi il resto dell’articolo

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