Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Veronica decide di morire, ovvero La Favorite di Gaetano Donizetti al Teatro La Fenice di Venezia.

Il ritorno, dopo qualche mese, nell’orrida Venezia, è stato tutto sommato all’insegna della normalità. Persino i temibili gabbiani assassini lagunari mi sono sembrati un po’ impigriti e mogi, circostanza che un po’ mi preoccupa perché potrebbe anche essere una mossa strategica degli astuti pennuti per favorire la distrazione degli umani, in maniera di divorarli poi con un attacco multiplo a sorpresa. Vedremo nel prossimo futuro.
La serata invece mi ha regalato un’emozione: ho battagliato per il bracciolo della poltroncina nientemeno che con la mitica Simona Marchini, la quale, sventurata, si è pure scordata il cellulare acceso all’inizio del terzo atto. L’ho perdonata volentieri, in nome dei ricordi di gioventù (strasmile) e anche perché tra un paio di settimane avrò modo di vedere la sua regia di L’amico Fritz di Mascagni, sempre a Venezia.
Ma, come sempre, passiamo alle cose meno serie e cioè all’esito della serata. Leggi il resto dell’articolo

Recensione malinconica di Attila di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste. Arrivano i barbari? Magari…

Caro Sindaco Roberto Cosolini, che presiedi il CDA del teatro: tu che hai fatto molto – oggettivamente – per il Verdi, devi riprendere a tirare qualche gomitata come quando giocavi sotto canestro nella Talpa (e io ne so qualcosa, strasmile). Siamo ai supplementari e manca poco alla fine della partita. Ci vuole qualche intervento al limite del regolamento perché in questi casi conta il risultato e non il savoir faire.
È urgente che lo staff dirigenziale del Teatro Verdi si rimbocchi le maniche e cerchi di risolvere quello che, a mio parere, è il più grande problema del momento: la disaffezione del pubblico per il proprio teatro. Leggi il resto dell’articolo

Recensione poco seria di Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Teatro Verdi di Trieste.

Madama Butterfly, Trieste 27 febbraio 2014

La Madama Butterfly di Puccini dilaga ovunque: in febbraio si è vista a Torino, Firenze, Genova e Trieste. Tra qualche settimana sarà la volta dell’orrida Venezia. Dove ti giri vedi una giapponesina e uno yankee assatanato. Leggi il resto dell’articolo

La stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste: incanta la violinista Francesca Dego.

Continua, con grande successo di pubblico, la stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste. La sensazione è che la proposizione di capolavori del grande repertorio sia gradita e, in questo senso, attingere alla purissima fonte di Pëtr Il’ič Čajkovskij è sempre una garanzia.

Francesca Dego

Francesca Dego

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Recensione semiseria dell’Attila di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: si omaggia Verdi e saltano fuori Wagner e Mozart!

La prima notazione positiva che mi viene in mente, a proposito dell’Attila a Trieste, è che gli spettatori non hanno disertato (come temevo) il teatro. Era un rischio concreto, sia per lo scarso appeal del titolo (intendo per il pubblico meno appassionato, non certo per i melomani duri e puri) sia perché siamo in estate e fino a due giorni fa faceva un caldo orribile. Pubblico numeroso, quindi, almeno alla prima di venerdì scorso. Spero che l’affluenza sia buona anche nelle recite di domenica e martedì.Attila, Trieste 21.06.2013 https://amfortas.wordpress.com/
Un altro omaggio a Verdi nell’anno del bicentenario e ancora con un titolo non molto frequentato dopo Il corsaro di qualche mese fa e il più recente e noto Macbeth. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria di Tosca di Giacomo Puccini al Teatro Verdi di Trieste.

Tosca, Trieste 10 maggio 2013

Un’altra Tosca? Mi hanno obiettato in molti a suo tempo. C’è una spiegazione, però.

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Recensione semiseria della Carmen di Bizet al Teatro Verdi di Trieste.

E così, il femminicidio più famoso del melodramma si è nuovamente perpetrato al Teatro Verdi di Trieste. Ovviamente sto parlando della Carmen di Bizet, seconda tappa della stagione lirica triestina (qui le interviste che ho fatto ai cantanti nei giorni scorsi).
Stava per consumarsi anche l’omicidio di un corista in diretta, scivolato su di un fiore vigliaccamente lanciato dall’alto durante la passerella finale: sembra che subito prima di rialzarsi abbia accenanto a La fleur que tu m’avais jetée, ma devo chiedere conferma. Una serata sanguinosa, insomma (smile).
Come i miei lettori forse ricorderanno, a suo tempo la scelta del titolo aveva lasciato qualche strascico polemico. Cito dal vecchio post, che potete leggere qui in tutto il suo splendore [diffidate da chi dice “odio citarmi”: io adoro attorcigliarmi intorno alle mie opinioni, le poche volte che sono sensate (strasmile)].

Prendiamo la Carmen che è quella che vidi al Maggio Fiorentino qualche anno fa, a firma Carlos Saura, regista cinematografico prestato alla lirica. Beh, avevo preparato una rassegna stampa con le critiche all’allestimento di firme prestigiose (non Paoli Bulli qualsiasi) ma poi sembra che si voglia girare il coltello nella piaga. Chi vuole si informi. Aggiungeteci che è uno spettacolo pensato per il palcoscenico del teatro comunale di Firenze, che è “leggermente” più ampio di quello triestino e, di conseguenza, dovrà essere riadattato. Di solito la qualità non migliora, in queste situazioni.

Sono stato facile profeta, anche se in effetti i problemi sono venuti più che altro dalla parte logistica di adattamento che da un risultato scadente dal punto di vista artistico.Carmen, Trieste 5 febbraio 2013 Leggi il resto dell’articolo

Ultimo appuntamento con la Stagione Sinfonica al Teatro Verdi di Trieste: proposto un giovane Ferruccio Busoni.

Sabato mattina è stata presentata la Stagione Lirica 2013 del Teatro Verdi di Trieste.
Alla fine della conferenza stampa ho espresso la mia insoddisfazione, con un intervento che probabilmente è stato mal interpretato e che mi pare di capire abbia creato qualche malumore. Oppure mi sono espresso male io, tengo in considerazione anche questa ipotesi.
Nei prossimi giorni mi riprometto perciò di scrivere un post – che era in programma comunque, come da tradizione consolidata (che ne dite? L’anno scorso non scrissi proprio stupidaggini, vero?)… – in cui spiegherò, nello specifico, i motivi del mio disappunto.

Intanto è giusto dare spazio all’ultimo atto della Stagione Sinfonica. Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria della Bohème di Giacomo Puccini al Teatro Verdi di Trieste.

[ATTENZIONE, SPOILER: IN QUESTO ARTICOLO SI RIVELA COME FINISCE L’OPERA, CHI NON VUOLE ROVINARSI LA SORPRESA NON LEGGA.] Leggi il resto dell’articolo

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