Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Recensione sbalordita di Stiffelio di Giuseppe Verdi al Teatro La Fenice: regia?

Oggi è una giornata importante perché finalmente posso dare testimonianza indiscutibile della situazione terribile dei gabbiani assassini nell’orrida Venezia.
Questa mattina ho scaricato un paio di foto che ho scattato ieri e…guardate un po’! Credo che le parole non servano. L’orrore (strasmile).Monster
Ma passiamo alle cose meno serie. Leggi il resto dell’articolo

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Recensione semiseria e horror del Trovatore di Giuseppe Verdi al Teatro La Fenice di Venezia: buon debutto di Gregory Kunde.

Siamo qui a parlare di nuovo di gabbiani assassini. Anche questa volta l’orrida Venezia non mi ha privato di una scena leggendaria, destinata a rimanere per sempre nella mia memoria e con la quale terrorizzerò i nipoti miei e quelli degli amici durante le altrettanto epocali sere invernali davanti al caminetto acceso come una pira.
Mentre ero sul vaporetto che mi stava portando alla Fenice, ho notato che su di una gondola che passava vicina una giapponesina cercava di farsi un selfie (la peste di questo secolo, a mio parere) in equilibrio precario sul natante. Ad un certo punto è stata attaccata dall’alto da un gabbiano gigante che ne ha compromesso la già periclitante stabilità.

Un esemplare di cucciolo di gabbiano gigante, pochi minuti dopo la nascita

Un esemplare di cucciolo di gabbiano gigante, pochi minuti dopo la nascita

Impaurita, ha perso la presa sulla fotocamera che è caduta in acqua. Allora, impavida, si è tuffata nelle salubri acque del Canal Grande per recuperarla, ma si è ricordata che non sapeva nuotare. Per sua fortuna la densità dell’acqua a Venezia è pari al mercurio (anche se , di fatto, il mercurio è meno tossico) per cui si è trovata a galleggiare vicino alla macchina fotografica. Il suo momentaneo sorriso di sollievo è stato stemperato dalla visione del remo del gondoliere il quale, evidentemente in combutta con i gabbiani, l’ha colpita violentemente sulla testa. La poverina ha perso i sensi ed è stata finita dal becco appuntito dell’enorme uccello che, una volta consumato il tetro pasto, diligentemente ha sfilato il portafoglio alla piccola salma smembrata e l’ha consegnato al Caronte lagunare. Una scena tremenda, che si può vedere solo a Venezia. Qui una foto che ho scattato al cadavere:
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Questa la reazione di una ragazza che ha assistito dalla riva:
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Ma passiamo alle cose meno serie e cioè alla musica (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria dei Masnadieri al Teatro La Fenice di Venezia: l’estetica del brutto, sporco e cattivo.

L’orrida Venezia questa volta mi ha deluso, accidenti. Io volevo vedere almeno un rendering o un souvenir della Torre Cardin e invece nulla, maledizione!
torrePerché chi non vorrebbe che una zona già inquinata da fabbriche maleodoranti e altre meraviglie sia ulteriormente deturpata dal monumento a se stesso di uno stilista francese? Chi non desidera ardentemente un’ulteriore costruzione simbolo fallico che stimoli il fanatismo di qualche estremista di qualsivoglia credo religioso? Mica possono bastare campanili, minareti e pagode, no? E poi, leggo che la torre dovrebbe essere alta intorno ai 250 metri. Dico, sapete a che velocità arrivano a terra, da quell’altezza, le deiezioni dei piccioni e dei gabbiani assassini? Già vedo il titolo su tutti i quotidiani: Cacca di piccione uccide 650 giapponesi e provoca un maremoto che distrugge il Ponte di Calatrava a Venezia. Disperse 1600 fotocamere mentre 4200 telefoni cellulari risultano irraggiungibili.
Ok, c’è la buona notizia della distruzione del Ponte di Calatrava che è brutto forte (mai come lo spettacolo di Lavia, peraltro) e pericoloso come un tornante ghiacciato, ma i giapponesi non meritano una simile sorte, direi (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

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