Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Recensione semiseria di Nabucco di Giuseppe Verdi a Udine.

UPDATE: Ecco qui la testimonianza fotografica della manifestazione odierna.

Mentre scrivo queste righe, i lavoratori – spero numerosi – del Teatro Verdi di Trieste stanno protestando e manifestando in Piazza Unità nella maniera più civile possibile e anche nel modo che per loro è più naturale: suonando e cantando. Non so che pagine musicali abbiano scelto, ma l’opera è maestra di vita come la Storia e perciò le opzioni sono molte: Patria oppressa, tanto per restare in ambito del bicentenario verdiano.
Il mio contributo può essere uno solo e cioè scrivere dell’esito artistico positivo della serata di ieri sera al Teatro Nuovo Giovanni di Udine, dove Coro, Orchestra e tecnici del Teatro Verdi erano in trasferta per una recita di Nabucco di Giuseppe Verdi, assolvendo in questo modo il compito di divulgazione culturale che spetta al massimo teatro regionale. Servirà a qualcosa? Il messaggio sarà recepito dalla politica? Temo che le risposte saranno generiche e comunque insoddisfacenti. Leggi il resto dell’articolo

Recensione seria del Macbeth di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: tremate, tremate, le streghe sono tornate.

Certo, ascoltare oggi il coro che intona, e soprattutto il Coro di Trieste che è spettacolare, una pagina come “Patria oppressa” fa una certa impressione. Forse non come a quasi metà degli anni 50 dell’Ottocento. Forse. Gli oppressori oggi sono altri. Sono quelli che applicano la spending review alla cultura e si fanno poi rimborsare dallo stato i preservativi che, peraltro, mai come oggi possono essere considerati sotto la voce “spese di rappresentanza”. E non c’è un cazzo da ridere, scusate la franchezza. Scusate questa volgarità alla quale non sono abituato, ma prendete questo linguaggio triviale come esempio della mia estrazione popolare. La parolaccia è democratica, la capisce chiunque, non ha importanza se una persona è colta oppure è ignorante. La parolaccia non è un messaggio polisemico. Se ti dico che sei un ladro bastardo, non c’è possibilità di fraintendimento. Quello sei, un ladro bastardo.
E allora anche “Patria oppressa” acquista un significato nuovo no? In questi particolari si vede il genio di Verdi e di altri grandi nel campo dell’Arte. Sapevano che la loro musica, le loro parole, sarebbero servite sempre. Anche a uno scribacchino come me, un giorno che causaforzamaggiore, tutto attaccato, si sveglia male, non ha alcuna voglia di farlo, ma sa che il suo “dovere” è raccontare come è andata la prima del Macbeth al Teatro Verdi di Trieste, l’otto marzo 2013.
Partitura Macbeth, Trieste 8 marzo 2013
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