Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

La stagione operistica 2010-2011 al Teatro Verdi di Trieste.

È stata presentata ieri mattina la stagione lirica e di balletto del Teatro Verdi di Trieste.

Prima di dare un veloce sguardo ai titoli e agli interpreti, credo sia giusto fare un paio di considerazioni di carattere generale.
La prima è che accontentare tutti, pubblico e critica, è impossibile, soprattutto quando la disponibilità finanziaria è ridotta al lumicino e si possono presentare, giocoforza, 7-8 titoli a stagione (più un paio di balletto, ma come sapete io non mi occupo di quella nobile Arte perché sono totalmente incompetente in materia).
Quindi bisogna ragionare tenendo ben presenti questi limiti che sono oggettivi.
D’altro canto è anche vero che una stagione operistica che non comprenda neanche un lavoro di Mozart, Wagner e Rossini (proprio per voler restare al minimo sindacale) non può che considerarsi, altrettanto oggettivamente, monca.
Però bisogna scegliere, e chi ha la responsabilità delle scelte e cioè il Sovrintendente Giorgio Zanfagnin (alla sua ultima stagione: quest’anno scade il suo mandato) deve tenere conto di molti parametri, molti dei quali sono sconosciuti al grande pubblico: i numeri del bilancio finanziario, per intenderci, solo per citare una circostanza determinante. I soldini a disposizione sono pochi e la congiuntura economica è sfavorevole per tutti e in particolare per le Fondazioni Liriche.
Sembra che in questo senso Zanfagnin abbia fatto un buon lavoro. Dico sembra perché i bilanci sono solo dei pezzi di carta che si lasciano scrivere. Una cosa è certa, il Verdi di Trieste non sarà commissariato e, magari con operazioni non proprio rispettose del pubblico (artisti annunciati ma poi…scomparsi dal cartellone, secondi cast piuttosto deboli e altro) dal punto di vista finanziario la situazione non si è aggravata.
Ma veniamo al cartellone.
Si comincia il 12 novembre 2010 con La Traviata di Giuseppe Verdi che conta sulla presenza, nientemeno, di Sua Mariellestà Mariella Devia, affiancata dal tenore emergente Stefan Pop. L’allestimento è della Fondazione dell’Arena di Verona. Dirige Andrea Battistoni.
Ancora Sua Mariellestà e Capitan Fracassa!
È chiaro che la Violetta di Mariella Devia, artista straordinaria, vale il costo del biglietto!
Il 21 gennaio, dopo la consueta sosta natalizia e il primo balletto (Romeo e Giulietta), un’altra opera di Verdi: I due Foscari. Sul podio Renato Palumbo, figura di spicco dell’attuale panorama musicale, mentre tra gli interpreti spiccano i nomi del baritono Dalibor Jenis e del soprano Maria José Siri. Si tratta, in questo caso, di un nuovo allestimento del Verdi in coproduzione con l’Opera di Bilbao.
Il 18 febbraio è la volta di Samson et Dalila, di Camille Saint Saëns, in coproduzione con Liegi, Bologna e Breslavia. Il cast è interessante: il tenore Ian Storey, il mezzosoprano Luciana D’Intino, il baritono Claudio Sgura.
Sulla carta potrebbe essere una serata interessante, Storey ha voce adatta per la parte e la D’Intino garantisce sempre un livello artistico d’eccellenza.
Il quarto appuntamento è per il 12 marzo con la Salome di Richard Strauss, nello spettacolo in coproduzione con Bologna che ho visto qualche mese fa: nel cast anche tre nomi sentiti e visti in quell’occasione e cioè il tenore Robert Brubaker, il basso baritono Mark Doss e il tenore Mark Milkhofer.
Compagnia artistica Salome Bologna.
Salome è una delle opere imprescindibili del 900 e l’allestimento di Gabriele Lavia è molto gradevole.
Si torna ancora al Verdi, dopo il secondo balletto(La Bayadère) , il 19 aprile, con la Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai: Julian Kovatchev sul podio e Hasmik Papian, Andrew Richards e Giorgio Surian tra gli interpreti principali. L’allestimento è una coproduzione tra Trieste e Zurigo.
In questo caso è forte il rimpianto per l’assenza di Fabio Armiliato e Daniela Dessì, originalmente previsti in questa produzione.
Il 17 maggio è il turno di uno strano dittico composto dal Gianni Schicchi di Giacomo Puccini e The Medium di Gian Carlo Menotti: in evidenza il baritono Luca Salsi (che rivedo assai volentieri a Trieste) e Manuela Bisceglie nello Schicchi e Tiziana Fabbricini come Madame Flora, nuovo allestimento del Verdi di Trieste.
Grande curiosità per la prestazione della Fabbricini, che amici mi dicono molto efficace in questa parte.
Chiude la stagione la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti con l’Edgardo di Celso Albelo, la Lucia di Silvia Dalla Benetta e l’Enrico Ashton di Alberto Gazale, ancora uno spettacolo nuovo in coproduzione con Verona.
In questo caso da segnalare nel secondo cast il tenore Jean Francois Borras, brillante Roméo lo scorso febbraio nell’opera di Gounod.
In generale credo che gli appassionati triestini possano essere contenti della stagione del Teatro Verdi, anche perché molti dei titoli proposti mancano da una trentina d’anni, una generazione intera d’appassionati: la Francesca da Rimini, Samson et Dalila, I due Foscari.
Certo se io fossi sovrintendente penserei ad una stagione diversa, ma per fortuna di tutti mi limito a scribacchiare senza continuità su questo blog!
Un saluto a tutti.

 

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23 risposte a “La stagione operistica 2010-2011 al Teatro Verdi di Trieste.

  1. utente anonimo 13 giugno 2010 alle 11:25 am

    come mai la signora dessì (e anche fabio armiliato) si vedono sempre meno sui palcoscenici italiani? c'è qualcosa che i fan non sanno? erano previsti a roma nell'aida, ma…spariti! (e non andrò certo a vedere l'aida della carosi, mio dio!)è una loro scelta, oppure sono poco simpatici a qualcuno?

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  2. amfortas 13 giugno 2010 alle 12:12 pm

    1, ti rispondo ma è una mia opinione personale e quindi prendila per tale.Credo si tratti di una questione di programmazione e di affidabilità dei teatri italiani, che non è altissima.So per certo che Daniela Dessì e Fabio Armiliato sarebbero ben felici di cantare più frequentemente in Italia.Come saprai, hanno appena interpretato una bellissima Tosca a Genova, per esempio.Siccome leggono questo blog, se vorranno saranno più precisi loro stessi.Ciao e grazie.

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  3. utente anonimo 13 giugno 2010 alle 3:18 pm

    si lo so. non conosco personalmente la coppia dessì/armiliato, ma abbiamo amici in comune. se leggono questo blog, allora sapranno una volta di più che le loro presenze in italia sono troppo poche. sono artisti straordinari e il pubblico (che oggi deve spesso sorbirsi spettacoli indecenti) ritrova in loro una qualità e un carisma che sono molto rari oggi.saluti

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  4. amfortas 14 giugno 2010 alle 7:18 am

    Sono d'accordo con te, ciao!

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  5. utente anonimo 14 giugno 2010 alle 10:23 am

    Meno Male che Zanfagnin aveva detto mai più Traviata! Titoli abbastanza banali e interpreti per lo più sconosciuti soprattutto per le seconde compagnie: La Devia doveva cantare Anna Bolena dove è finita? Mah vedremo sono molto scettico

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  6. utente anonimo 14 giugno 2010 alle 12:47 pm

    Dopo il fallimentare esito registico di Tosca un paio d'anni or sono, non capisco perchè perseverare nella ripresa degli orrendi allestimenti proposti nella stagione invernale dalla Fondazione Arena al Filarmonico di Verona.  E' lodevole avere a Trieste una grande artista come la Devia, ma farla comparire in un'allestimento così insulso e retrogrado è davvero un insulto. Non c'era nei depositi del Verdi una Traviata un po' più degna? E la magnifica Bolena di Graham Vick  (a quanto risulta pagata anche dalla fondazione triestina) che fine ha fatto? L'hanno scambiata con questa risibile Traviata da oratorio?Come giudicare la stagione? Nulla da ridire sui singoli titoli ma è evidente che si naviga a vista….  Bisogna poi vedere che rimmarrà di tutto ciò: ormai a Trieste fino ad un'ora prima dell'alzata del sipario non si sa chi canterà, chi sostituirà chi, chi sarà sostituito da chi.Una cosa è certa, se avessi un turno di abbonamento in cui figurano le seconde compagnie mi farei pagare per sottoscrivere o rinnovare l'abbonamento.Io ormai mi affido unicamente agli ingressi del loggione…. 

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  7. Fiordiligi89 14 giugno 2010 alle 12:48 pm

    Caro Paolo,non posso che concordare con te sulla questione economica che, in questo momento, non può essere tralasciata.D'altra parte non posso neanche fare a meno di ragionare da appassionata (e abbonata) e sentirmi istintivamente abbastanza delusa. Spero che a fine stagione, grazie a esecuzioni di buon livello, il mio giudizio cambi, ma sulla carta questa stagione a me non piace.Era proprio necessario riproporre Traviata dopo 3 o 4 anni dall'ultima rappresentazione? Io avrei impiegato la Devia in qualcosa di più "originale".Inoltre Mozart manca dal 2007, non c'è Rossini, di barocco neanche parlarne…

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  8. amfortas 14 giugno 2010 alle 3:34 pm

    5, a parte la Traviata, che effettivamente è un titolo che abbiamo visto qui a Trieste poco tempo fa, i titoli non sono il problema.6, hai ragione, i secondi cast sono in generale assai deboli e quest'anno di sostituzioni dell'ultimo momento ne abbiamo viste troppe.Francesca, anche tu hai ragione e Mozart manca da tempo, almeno Wagner l'abbiamo visto quest'anno.Ciao a voi e grazie dei contributi.

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  9. utente anonimo 14 giugno 2010 alle 7:52 pm

    Oggi a Brescia e' scomparso il tenore Giacinto Prandelli. Sono troppogiovane per conoscerlo bene, pero' recentemente avevo seguito unalunga intervista sul rete Brescia. Mi era piaciuto molto. Simpatico.ironico, appassionato e semplice come solo i grandi sono.Se avete qualche notizia in piu' su quest'uomo…..prego!IRIS

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  10. amfortas 14 giugno 2010 alle 9:37 pm

    Iris, di Prandelli ho un bellissimo cd, mi pare della Bongiovanni, che racchiude molte bellissime sue interpretazioni, forse si può trovare ancora in vednita, non so.Era un tenore lirico vecchio stampo, oggi probabilmente avrebbe affrontato un repertorio più spinto.Tra le altre cose, contrariamente a Giudici, a me sembra un buon Rodolfo nella Boheme a fianco della Tebaldi, mi pare nei primissimi anni 50.Ciao.

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  11. utente anonimo 15 giugno 2010 alle 9:38 am

    Zanfagnin quando scade?     Cosi' finalmente non sentiremo piu' balle del tipo….  "abbiamo lo stesso cast del Metropolitan" con accento triestinazzo!

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  12. amfortas 15 giugno 2010 alle 1:32 pm

    11, Zanfagnin è uno yogurt? :-)Comunque il suo mandato è sostanzialmente scaduto, vedremo che combinerà il prossimo sovrintendente…sai…senza soldi si può fare pochino.Ciao e grazie.

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  13. Princy60 16 giugno 2010 alle 4:38 pm

    Francesca da Rimini è una delle mie preferite!

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  14. amfortas 16 giugno 2010 alle 7:29 pm

    Marina, anche a me piace abbastanza, speriamo bene per la prossima stagione, che vede il titolo di Zandonai nel cartellone.Ciao!

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  15. utente anonimo 17 giugno 2010 alle 6:27 am

    Personalmente apprezzo molto il fatto che siano presenti ben tre titoli del '900.Quando molti anni fa cominciai ad interessarmi di opera, la mia attenzione era rivolta quasi esclusivamente al repertorio ottocentesco, ma via via che cresceva il mio interesse e la mia conoscenza della "materia" ho prestato sempre più attenzione anche al repertorio del '900, che vanta anch'esso capolavori assoluti.Credo che il repertorio del '900 sia più difficile per l'orecchio dello spettatore medio, ma superiore a tantissime opere dell'800 dal punto di vista del teatro.Saluti,              Enrico

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  16. amfortas 17 giugno 2010 alle 7:22 am

    Enrico, i 3 titoli del 900 fanno piacere anche a me, ma si torna al discorso al quale ho accennato nel post e cioè i pochi titoli: capisci che 3 titoli su 7 sono troppi e il cartellone è sbilanciato.Ciao e grazie.

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  17. utente anonimo 17 giugno 2010 alle 11:19 am

    Secondo me il cartellone se e' sbilanciato lo e' in tutt'altra direzione e ben altri sono i problemi.La cosiddetta opera ottocentesca e' tra l'altro rappresentata da titoli come Traviata e Lucia di Lammermoor assenti da pochi anni e ora riproposti in allestimenti (dei quali uno nuovo di zecca) di cui proprio non si sentiva l'esigenza.  Intanto la programmazione continua ad ignorare capolavori assenti da decenni del repertorio italiano e non (Mozart, Beethoven, Weber i russi, le non solite 4 opere francesi?).Salome sara' opera novecentesca ma e' di strarepertorio (almeno in Europa). Bologna e Trieste hanno coprodotto questo nuovo allestimento nonostante il titolo fosse assente da appena una decina d'anni da entrambi i teatri, mentre da svariati decenni sono assenti ben altri capolavori di Richard Strauss (Elektra per esempio si vedra' mai nella mitteleuropeaTrieste?).Poi per fare la cosa alternativa ci si affida al prezzemolino Menotti con annessa pseudo vecchia gloria in declino (in questo caso assai precoce): The Medium. Nota opera fondamentale della storia del melodramma novecentesco degno di rubare la scena alle varie Lulu, Melisande, Jenufa, Judith…..Una stagione come questa dimostra che e' ora di mandare a casa sovrintendenti e direttori artistici, facendo fare le stagioni direttamente ai vari agenti che , pare, sono i primi a fare autentici affari d'oro. 

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  18. amfortas 19 giugno 2010 alle 7:49 am

    17, scusa del ritardo nella risposta.La tua è una posizione condivisibile per certi punti, infatti anch'io ho detto che la "mia" stagione sarebbe molto diversa da codesta proposta.Dissento per "The Medium" che trovo sia un bellissimo lavoro, stimolante.Se io fossi sovrintendente punterei sulla programmazione a lungo termine, organizzando una stagione "di nicchia" dal punto di vista dei titoli, capace di attirare davvero appassionati dal resto dell'Italia e dall'estero, magari con meno titoli ma con interpreti di rilievo.Mi chiedo: un'impostazione di questo tipo è possibile oggi? Economicamente, intendo. Sono certo che a lungo andare si otterrebbero risultati interessanti, ma bisognerebbe dare visibilità agli spettacoli invitando la stampa nazionale per esempio. E soprattutto puntare sulla qualità.Un Euryanthe, solo per fare un esempio, io la vedrei volentieri, magari inserita in un cartellone a tema. Voglio dire che si potrebbe trovare un tema comune, magari non forzato e banale, e "cucirci" sopra una stagione operistica. Che ne dici?Ciao e grazie.

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  19. utente anonimo 20 giugno 2010 alle 8:13 pm

    La tua proposta della stagione a tema (sulla scia di certi festival) non e' secondo me peregrina: anche perche' con un po' di ampie vedute e di intelligenza consentirebbe in realta' scelte di amplissime vedute , assai varie e per nulla scontate. La stagioni generaliste che oramai i teatri imbandiscono sono fuori dalla realta' culturale ed economica. Infatti tra poco meno di una generazione i teatri saranno vuoti per mancanza di pubblico, e questo nonostante tutte le traviate, butterfly e tosche che verranno gettate a mo' di salvagente. In Italia (e a Trieste in particolar modo) il ricambio del pubblico e' non meno urgente della questione economica e per questo occorrerebbe rischiare. A Berlino il primo anno di Rattle fu visto come una tragedia dai tradizionai abbonati che fuggirono in massa, rimpiazzati pero' nel giro di breve tempo da nuovi frequentatori attratti da una innovativa offerta culturale.Certo Trieste o Bologna (tanto per citare due esempi) non sono Berlino, ma non siamo proprio dei trogloditi! Il risultato e' che ultimamente le programmazioni in Italia si occupano di accontentare solo un minima e vecchia parte del pubblico, tralasciando di coltivarne uno nuovo. Molti amanti dell'opera sempre piu' spesso se ne stanno a casa o limitano drasticamente la loro presenza.  L'Arena di Verona ad esempio e' per un terzo vuota non per la crisi del turismo, ma perche' molti che amano l'opera non hanno piu' le palle (chiedo scusa per il termine) di popparsi sempre le stesse cose e sempre lo stesso Zeffirelli!In effetti una stagione a tema consentirebbe di pensare, di dialogare, di confrontarsi, di avere un senso di continuita' nelle cose……tutti aspetti che nella nostra vita stanno sempre piu' mancando mi pare….Su Menotti e' ovvio che non tutti debbano avere la mia opinione negativa..Andrea

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  20. utente anonimo 20 giugno 2010 alle 8:31 pm

    Ciao a tutti, volevo solo esprimere il mio forte dissenso di fronte a una francesca da rimini interpretata da Hasmik Papian!!! L'ho sentita in Maria Stuarda e non mi ha convinto più di tanto… Io farei una stagione con solo "Francesca", ma con due interpreti strepitosi come Daniela Dessì e Fabio Armiliato!!!!!!!! Rivoglio Daniela e Fabio!!!!!!!!!Ciao Paolo (ti chiami così giusto?:))Giacomo

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  21. amfortas 21 giugno 2010 alle 7:24 am

    Andrea, sono perfettamente d'accordo con te, anche se forse la stiamo facendo troppo facile, non so.Tra l'altro ora che all'Arena le voci sono amplificate, non so neanche se si possa più parlare di opera lirica…mah!Ciao e grazie.Giacomo, ciao, anch'io avrei voluto vedere la Francesca con Dessì e Armiliato, ma purtroppo non sarà così. Spero almeno che arrivi una Fanciulla o una Gioconda, chissà…La Papian con la Stuarda non c'entrava nulla, forse nella Francesca sarà più efficace…boh…Sì mi chiamo Paolo, è scritto in alto a sinistra :-)Ciao e grazie anche a te.

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  22. utente anonimo 21 giugno 2010 alle 8:50 pm

    La Medium sarà quella di Cremona per la regia di Cigni? Era fantastica, l'ho vista due volte nel giro di un mese!

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  23. amfortas 22 giugno 2010 alle 7:15 am

    22, no, si tratta di una nuova produzione del Verdi affidata alla regia di Giulio Ciabatti.Ciao.

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