Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Recensione semiseria ed espressa di Giovanna d’Arco al Teatro alla Scala di Milano: allestimento ridicolo e i registi erano due.

Anche quest’anno, quando le trovo e ho tempo, metterò qui le recensioni che trovo online:
OperaClick
Alberto Mattioli

Roberto Mastrosimone

Daland
Operadisc
Andrea Merli
Enrico Stinchelli

Il corriere musicale

Il corriere della Grisi

Repetita iuvant, per cominciare:

Come ogni anno e come nelle confezioni di medicinali (Amfortas ci sta, come nome di un presidio medico chirurgico: un lassativo?), prima di fare un uso improprio di questo post bisogna leggere le avvertenze, la prima delle quali è che so già che farò un uso sconsiderato di parentesi e incisi (forse anche qualche divagazione, che ne so) che renderanno la lettura più faticosa del solito. Come se non bastasse, alcune scene mi hanno ricordato in modo irresistibile questo film di James Bond (strasmile).Goldfinger_Golden-girl
Questa recensione è frutto della visione televisiva della prima scaligera, perciò attenzione: solo dal vivo uno spettacolo può essere valutato in modo completo, per ragioni tanto evidenti che non sto neanche a elencare. Detto questo, andiamo avanti. Leggi il resto dell’articolo

Recensione quasi seria del Simon Boccanegra al Teatro La Fenice di Venezia: un piccolo uomo scalzo al comando.

Segnalo in apertura che durante un cambio di scena c’è stato il lancio di alcuni manifestini in cui si contestava la gestione del territorio, segnatamente riguardo il passaggio delle grandi navi da crociera in laguna. Che dire, hanno ragione gli arrabbiati perché è evidente il devastante impatto ambientale che quel via vai di navi enormi provoca alla già orrida Venezia. Ecco qui un’altra eloquente e terribile testimonianza, riferito a una spaventosa mutazione genetica:

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Recensione semiseria di Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste. Metti, un gobbo a cena.

Rigoletto come un brodino caldo, che ristora momentaneamente il povero Teatro Verdi malato e febbricitante, in attesa delle vitamine Bohème prossime venture, che saranno somministrate dopo gli stravizi pasquali.
Una metafora culinaria di una tristezza agghiacciante, lo ammetto, scritta solo per scoraggiare i perditempo: ” ‘Mazza se comincia così neanche vado avanti.” – già li sento -. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria del Trovatore alla Fenice di Venezia: ritrovato il cavallo bianco protagonista di uno spot di qualche anno fa.

L’ orrida Venezia non si smentisce mai, anzi le tinte tardo autunnali che tanto fanno sdilinquire i cuori romantici le conferiscono quel surplus di viscidume marcio e unto che me la fanno odiare con maggiore intensità.
Come non restare affascinati dalla patina gelatinosa – un misto di sudore cosmopolita, polvere e residui di deiezioni aviarie – che s’appiccica sui sedili dei vaporetti? Sono bei momenti, impossibile negarlo, tanto che quando l’addetto alla cassa del posteggio di Piazzale Roma ti chiede 27 euro per una sosta di 4 ore un moto arcano dell’anima ti spingerebbe a chiedergli: Solo 27, ma io voglio pagare di più!

Transeat. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria ed espressa dell’Anna Bolena di Gaetano Donizetti dalla Staatsoper di Vienna.

Vorrei avventurarmi in una piccola premessa, prima di passare alla recensione di questa Anna Bolena.
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