Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Mensili: aprile 2012

Recensione semiseria della Sonnambula di Vincenzo Bellini alla Fenice di Venezia: applaudito un pullman.

Chi mi segue da un po’ sa che quando vado alla Fenice, nell’orrida Venezia, per vedere un’opera non posso esimermi dallo scrivere qualche riga promozionale sulla città lagunare. Me lo impone il contratto con il locale ufficio turistico, quindi abbiate pazienza. Leggi il resto dell’articolo

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I Premi Abbiati 2011.

Assegnati i Premi Abbiati, quest’anno i miei voti devono essere andati persi, accidenti! Vabbè, evidentemente ho gusti più sofisticati dei miei colleghi (strasmile). Anzi, ci metto pure il tag “nuovi mostri”, così imparano. Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria della Bohème di Giacomo Puccini al Teatro Verdi di Trieste.

[ATTENZIONE, SPOILER: IN QUESTO ARTICOLO SI RIVELA COME FINISCE L’OPERA, CHI NON VUOLE ROVINARSI LA SORPRESA NON LEGGA.] Leggi il resto dell’articolo

La Bohème di Giacomo Puccini al Teatro Verdi di Trieste: uno sguardo semiserio.

Sempre cercando di mantenere uno stile divulgativo e poco serioso – ne sento particolarmente il bisogno, in questi giorni –  comunico che venerdì prossimo al Teatro Verdi di Trieste va in onda, per l’ennesima volta, la Bohème di Giacomo Puccini. Leggi il resto dell’articolo

Sono stato nominato.

Se l’opera lirica diventa opera buffa

di Marco Filoni

Che l’opera lirica sia noiosa è opinione diffusa. Soprattutto fra chi non l’ha mai vista. Ma ancor peggio sono gli ineffabili “critici” – e qui i pregiudizi popolari hanno qualche ragione. Si può parlare della lirica senza esser pedanti, magari persino divertendo? Sì, e la prova è il blog Di tanti pulpiti. Scritto da Paolo Bullo, esercita il suo giudizio con “episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie, sempre tra il serio e il faceto, naturalmente”, come recita l’home page (amfortas.wordpress.com). Letture interessanti anche per neofiti o per chi non è un grande appassionato: c’è comunque di che incuriosirsi. E indignarsi per le sempre più precarie risorse dei teatri lirici. Come il Verdi di Trieste che, però, scrive ironico il critico, offre perle: “I pochi intimi che hanno visto l’ultimo spettacolo al Verdi, hanno potuto godere della vista di Giorgio Albertazzi seminudo, son cose che lasciano il segno e non hanno prezzo”.

06.04.2012

La citazione è tratta dalla rubrica Bar Web dell’inserto “Venerdì” del quotidiano Repubblica e mi è stata segnalata dal mio amico Giuliano.
Il trafiletto compare sotto a una foto del ministro Fornero, colta in uno dei rari momenti in cui non piange.
Io non ne sapevo nulla ma m’ero accorto che le visite al blog avevano subito un’impennata paurosa, al momento mi sono pure spaventato.
Ringrazio ovviamente Mr.Filoni, si scrive per essere letti e magari apprezzati, non si sa mai. E poi scrivere di lirica senza essere pedanti e magari divertendo è l’unico mio proposito, come ben sanno tutti coloro che mi seguono dai tempi di Tiscali.

Mi preme però sottolineare che io non sono che un critico e quindi tutte le richieste di audizioni ecc ecc che mi stanno arrivando via mail non possono essere soddisfatte perché non faccio il talent scout.

Ora il problema è: diventerò famoso? Se sì, sposerò un calciatore? O mi devo accontentare di fare la velina single?

Intanto per la prossima Bohème a Trieste c’è stata la prima sostituzione. La parte di Mimì non sarà cantata da Rossana Potenza ma da Alexia Voulgaridou.

Beh, ancora auguri a tutti.

Alberto Mattioli, il critico ninja.

Ecco qui una recensione del libro, piuttosto pepata, dell’amico Daland.

Le caratteristiche essenziali per una diagnosi di sofferenza di un disturbo ossessivo- compulsivo sono, appunto, le ossessioni e le compulsioni. Leggi il resto dell’articolo

Lo Stabat Mater di Pergolesi in riva al mare.

Di solito quando la location di qualche evento è un luogo incantevole, si comincia così la cronaca: Nella splendida cornice del ecc ecc. Leggi il resto dell’articolo

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