Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

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Veronica decide di morire, ovvero La Favorite di Gaetano Donizetti al Teatro La Fenice di Venezia.

Il ritorno, dopo qualche mese, nell’orrida Venezia, è stato tutto sommato all’insegna della normalità. Persino i temibili gabbiani assassini lagunari mi sono sembrati un po’ impigriti e mogi, circostanza che un po’ mi preoccupa perché potrebbe anche essere una mossa strategica degli astuti pennuti per favorire la distrazione degli umani, in maniera di divorarli poi con un attacco multiplo a sorpresa. Vedremo nel prossimo futuro.
La serata invece mi ha regalato un’emozione: ho battagliato per il bracciolo della poltroncina nientemeno che con la mitica Simona Marchini, la quale, sventurata, si è pure scordata il cellulare acceso all’inizio del terzo atto. L’ho perdonata volentieri, in nome dei ricordi di gioventù (strasmile) e anche perché tra un paio di settimane avrò modo di vedere la sua regia di L’amico Fritz di Mascagni, sempre a Venezia.
Ma, come sempre, passiamo alle cose meno serie e cioè all’esito della serata. Leggi il resto dell’articolo

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Recensione semiseria e horror del Trovatore di Giuseppe Verdi al Teatro La Fenice di Venezia: buon debutto di Gregory Kunde.

Siamo qui a parlare di nuovo di gabbiani assassini. Anche questa volta l’orrida Venezia non mi ha privato di una scena leggendaria, destinata a rimanere per sempre nella mia memoria e con la quale terrorizzerò i nipoti miei e quelli degli amici durante le altrettanto epocali sere invernali davanti al caminetto acceso come una pira.
Mentre ero sul vaporetto che mi stava portando alla Fenice, ho notato che su di una gondola che passava vicina una giapponesina cercava di farsi un selfie (la peste di questo secolo, a mio parere) in equilibrio precario sul natante. Ad un certo punto è stata attaccata dall’alto da un gabbiano gigante che ne ha compromesso la già periclitante stabilità.

Un esemplare di cucciolo di gabbiano gigante, pochi minuti dopo la nascita

Un esemplare di cucciolo di gabbiano gigante, pochi minuti dopo la nascita

Impaurita, ha perso la presa sulla fotocamera che è caduta in acqua. Allora, impavida, si è tuffata nelle salubri acque del Canal Grande per recuperarla, ma si è ricordata che non sapeva nuotare. Per sua fortuna la densità dell’acqua a Venezia è pari al mercurio (anche se , di fatto, il mercurio è meno tossico) per cui si è trovata a galleggiare vicino alla macchina fotografica. Il suo momentaneo sorriso di sollievo è stato stemperato dalla visione del remo del gondoliere il quale, evidentemente in combutta con i gabbiani, l’ha colpita violentemente sulla testa. La poverina ha perso i sensi ed è stata finita dal becco appuntito dell’enorme uccello che, una volta consumato il tetro pasto, diligentemente ha sfilato il portafoglio alla piccola salma smembrata e l’ha consegnato al Caronte lagunare. Una scena tremenda, che si può vedere solo a Venezia. Qui una foto che ho scattato al cadavere:
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Questa la reazione di una ragazza che ha assistito dalla riva:
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Ma passiamo alle cose meno serie e cioè alla musica (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Recensione abbastanza seria di L’Africaine di Giacomo Meyerbeer alla Fenice di Venezia: aperti per Meyerbeer e chiusi per Putin.

chiusoputinUn’orrida Venezia più sobria del solito mi si è presentata ieri in occasione della trasferta in laguna.
Pochi – si fa per dire, ovviamente – turisti, forse anche perché noi triestini abbiamo pensato di accoglierne qualche migliaio proprio nei giorni in cui c’era Putin in città, dimostrando un timing davvero brillante. Vi lascio immaginare l’impatto sul traffico e la felicità dei nostri negozianti, i quali proprio quando c’era qualche forestiero in giro sono stati costretti a tenere “chiusi per Putin” i loro esercizi commerciali. Qualcuno ha cercato furtivamente di tenere aperto, ma è stato abbattuto a fucilate dai gorilla del premier russo, che erano davvero parecchi, seppure meno numerosi delle stupidaggini che spara ad altezza d’uomo il presidente della provincia di Udine sul Teatro Verdi di Trieste (strasmile).navi da crociera 17.6.2012 Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria della Carmen di Bizet alla Fenice di Venezia: è nata una stella?

Tenete presente che quella di ieri potrebbe essere stata la mia ultima trasferta nell’orrida Venezia. Sì, perché scopro chez Winckelmann che tra un paio di giorni da quelle parti consentono questo scempio e, di conseguenza, non è improbabile che dell’amata città lagunare non restino che macerie affondate o, se ci va bene, affioranti. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria del Trovatore alla Fenice di Venezia: ritrovato il cavallo bianco protagonista di uno spot di qualche anno fa.

L’ orrida Venezia non si smentisce mai, anzi le tinte tardo autunnali che tanto fanno sdilinquire i cuori romantici le conferiscono quel surplus di viscidume marcio e unto che me la fanno odiare con maggiore intensità.
Come non restare affascinati dalla patina gelatinosa – un misto di sudore cosmopolita, polvere e residui di deiezioni aviarie – che s’appiccica sui sedili dei vaporetti? Sono bei momenti, impossibile negarlo, tanto che quando l’addetto alla cassa del posteggio di Piazzale Roma ti chiede 27 euro per una sosta di 4 ore un moto arcano dell’anima ti spingerebbe a chiedergli: Solo 27, ma io voglio pagare di più!

Transeat. Leggi il resto dell’articolo

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