Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: stagione lirica 2017

Recensione abbastanza seria di Così fan tutte di Mozart al Teatro Verdi di Trieste: buona la prima.

Ok, ormai lo sapete. Io vorrei un teatro diverso a Trieste, più vivo e movimentato, ma sembra che non sia possibile. Moriremo teatralmente democristiani, con allestimenti che non dicono nulla di nuovo e vogliono, al contempo, accontentare tutti.
Pazienza, perché tanto Mozart resta Mozart! Leggi il resto dell’articolo

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Recensione semiseria di Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti al Teatro Verdi di Trieste: trionfa il tenore Piero Pretti.

Ok, nonostante le stampelle ce l’ho fatta a seguire anche questa produzione del Teatro Verdi di un lavoro che amo moltissimo. Consiglio a tutti di andare a vedere l’opera perché è davvero ben cantata e ottimamente diretta. L’allestimento di Giulio Ciabatti è bello e intelligente, insomma non mancate e se avete voglia lasciate qui la vostra opinione, così posso tracciarvi e vendervi una collana in soli 24 volumi in cui ho raccolto le mie recensioni (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Lucia di Lammermoor di Donizetti al Teatro Verdi di Trieste: la malattia delle donne vergini.

La prossima settimana torna al Teatro Verdi di Trieste la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, perciò una volta di più è il momento della cosiddetta divulgazione semiseria, categoria particolarmente presente in questo non luogo virtuale di cui sono squallido tenutario (strasmile).

Natalie Dessay (ph. Ken Howard)

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Divulgazione semiseria della musica lirica: Evgenij Onegin di Pëtr Il’ič Čajkovskij al Teatro Verdi di Trieste

Comincia venerdì prossimo la stagione lirica del Teatro Verdi di Trieste, e lo fa con un’opera bellissima: Evgenij Onegin di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Deve essere molto adrenalinica l’occasione di ri-cominciare una stagione in teatro, ci avete mai pensato? I preparativi, i casini vari, gli inconvenienti, i famosi finanziamenti di Schrödinger che vanno e vengono come guidati da quel mago perverso e ignorante che si chiama Stato. E poi, come per incanto, quei maghetti buoni che sono gli artisti impegnati nella produzione e i dipendenti del teatro fanno sì che lo spettacolo cominci. Così il censore di turno, nell’esercizio delle sue finzioni tra velluti rossi e la grande bellezza di un teatro all’italiana può distruggere tutto con quattro righe scritte alla membro di segugio.
Meglio non pensarci, accidenti, quella del critico musicale deve essere un’attività infame e paramalavitosa (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

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