Di tanti pulpiti.

Dal 2006, episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: Čajkovskij

Terzo concerto della stagione autunnale al Teatro Verdi di Trieste. Cosa avrebbe detto Čajkovskij della Barcolana?

La Barcolana, seppure in forma più timida del solito per ovvi motivi, potrebbe aver sottratto qualche spettatore al Verdi. L’importante è che ci sia continuità nell’attività teatrale!
Scusate per la formattazione stravagante del testo, purtroppo WordPress mi ha imposto un nuovo editor e per ora non ci capisco una cippa (strasmile amaro)

In questi tempi grami, mentre mi preparavo per l’ascolto del terzo concerto della stagione autunnale triestina che si colloca poco prima della Barcolana, mi sono divertito a immaginare che musica avrebbe tratto Čajkovskij dall’atmosfera che si respira a Trieste nei giorni che precedono la grande regata. Mi piace pensare che non sarebbe stata poi così diversa da quella del Capriccio Italiano che ha aperto la serata e così cito, parafrasando, una lettera del compositore alla mecenate Nadezda von Meck:

il carattere di questa festa è determinato dal clima e dalle antiche usanze…se si osserva bene il pubblico che si accalca in modo così selvaggio sulle Rive, ci si convince che l’allegria di questa folla, per quanto possa assumere aspetti davvero singolari, in fondo è sincera e naturale. Non ha bisogno né di grappa né di vino, si inebria con l’aria del posto.

Se poi, come pare, l’aria del posto assumerà domenica prossima i connotati della bora scura, beh, di sicuro ci divertiremo.
Jordi Bernàcer, come già nel concerto precedente, si è confermato direttore di sicura professionalità sul podio dell’Orchestra del Verdi di Trieste, riuscendo a trovare equilibrio in una pagina musicale complessa, in cui convivono sprazzi militareschi, afflati romantici e suggestioni popolaresche. Dell’orchestra, sottolineo tra le altre cose l’ottimo rendimento delle percussioni e degli ottoni.Il passaggio tra la musica di Čajkovskij e quella, più severa e imponente, di Beethoven, può anche risultare ostico, ma il Quarto concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra ha caratteristiche peculiari.
Composto quasi in contemporanea a pietre miliari quali Fidelio e la Quinta sinfonia, il brano ha un retrogusto dolce e luminoso, scorrevole e discorsivo, quasi privo di quelle asperità che caratterizzano molta della produzione di Beethoven.
La solista Mariangela Vacatello ne ha colto in pieno l’umore romantico senza risultare svenevole o zuccherosa – l’ Allegro moderato iniziale si presterebbe a qualche eccesso di miele – e al contempo ha conferito un misurato vigore al più contrastato Andante con moto successivo, palesando anche tocco delicato e grande abilità nel “giocare” con le dinamiche. Poi, nel Rondò che chiude il concerto, la pianista ha dato ampia prova di un virtuosismo mai ostentato, finalizzato a un’espressività calorosa e vivacissima, solare.
Grande successo per lei, che ha ricambiato gli applausi del pubblico con due bis.
Gli archi e i legni dell’orchestra triestina hanno contribuito in modo fondamentale alla buona riuscita di una pagina musicale molto impegnativa.
L’Eroica rectius Terza sinfonia in mi bemolle maggiore op.55 – si può considerare un’opera etica, quasi un esempio di moralità in musica. Su questa pagina musicale si è scritto qualsiasi cosa (anche qualche corbelleria) e forse spingere troppo sul pedale della retorica non aiuta a godere di quello che è, in primis, uno straordinario monumento culturale. Perciò tralascerei Napoleone, l’Iliade e quant’altro, concentriamoci sulla musica.
La terza di Beethoven è innanzitutto musica da brividi, palpitante ed emozionante come poche altre perché porta con sé un tumulto di sentimenti difficilmente governabile sin dall’inizio, che sembra quasi un trionfo della vitalità dell’uomo. Poi, con la Marcia funebre ci ritroviamo, tutti, al cospetto con le grandi domande della vita che, com’è giusto che sia, sono disperatamente senza risposta.
Lo Scherzo ci rasserena e ci trasporta in un mondo dal sapore bucolico, a una spensieratezza ancestrale. L’Allegro molto del quarto movimento è energia pura e credo sia davvero uno dei momenti più adrenalinici di tutta la produzione di Beethoven il quale, non a caso, considerava proprio questa la sua sinfonia più riuscita.
Il direttore Jordi Bernàcer ha scelto una lettura prudente, forse non troppo personale ma sicuramente encomiabile per precisione e accuratezza. È mancata, dal mio punto di vista, quella scintilla che sarebbe potuta scaturire da agogiche più spregiudicate.
Brillante in toto il rendimento della compagine orchestrale triestina.
Il concerto è stato gradito dal pubblico, questa volta meno numeroso rispetto alle ultime occasioni, che ha ripetutamente chiamato al proscenio Jordi Bernàcer.

Pëtr Il’ič ČajkovskijCapriccio italiano in la maggiore op.45
Ludwig van BeethovenQuarto concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra
Ludwig van BeethovenTerza sinfonia in mi bemolle maggiore op.45
  
DirettoreJordi Bernàcer
PianoforteMariangela Vacatello
  

Orchestra del Teatro Verdi di Trieste



Trionfo per Sergej Krylov nel secondo concerto della stagione autunnale al Teatro Verdi di Trieste.

Sergej Krylov e l’Orchestra del Teatro Verdi trionfano a Trieste in un emozionante concerto. Teatro esaurito per la seconda volta consecutiva. Il Covid-19 resta a casa (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Un po’ di nostalgia nel secondo concerto estivo al Teatro Verdi di Trieste.

Nostalgia per il tempo, che pare ormai lontanissimo, dei teatri affollati, e anche per il mood dei brani proposti.
Leggi il resto dell’articolo

Grande serata al Teatro dell’opera di Lubiana: Una fiammeggiante Nuška Drašćek Rojko nei panni della Pulzella d’Orléans di Pëtr Il’ič Čajkovskij incendia il pubblico.

Su OperaClick stiliamo la classifica dei migliori spettacoli di ogni anno; credo che per il 2020 difficilmente potrò fare a meno di segnalare questa serata! Insomma, tra Lucrezia Borgia e Pulzella l’anno è cominciato benissimo.
E, con un minimo di orgoglio dico che quando vidi Káťa Kabanová (per il regista) e La Cenerentola (per la protagonista), fui facile profeta.

Leggi il resto dell’articolo

Recensione seria del DVD di Pikovaja Dama (La dama di picche) di Pëtr Il’ič Čajkovskij: quando il teatro lirico emoziona davvero!

Ai bei tempi lo facevo più spesso, ma ora non mi dedico più con frequenza alla recensione di DVD. Peraltro, come sapete benissimo, i tempi non sono più belli. È probabile però che ci sia un ritorno di fiamma e mentre lo scrivo già mi ha preso ancora più caldo. Insomma, si comincia con Čajkovskij e, credetemi, è un bel cominciare.

Tutto ciò in attesa della presentazione della nuova stagione del Teatro Verdi di Trieste, che avverrà il prossimo 11 luglio.
Leggi il resto dell’articolo

Stagione della Società dei concerti di Trieste: serata da ricordare con i Philharmonisches Capriccio Berlin, il sestetto d’archi dei Berliner.

Nel settembre del 1971, Herbert von Karajan inaugurò la stagione della Società dei concerti di Trieste con i “suoi” Berliner Philharmoniker di cui era a quel tempo Direttore stabile: negli anfratti di casa mia ci deve essere ancora il programma di sala della serata. Leggi il resto dell’articolo

La stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste si è conclusa con Čajkovskij e Respighi. Fabrizio Maria Carminati pronto per I puritani di Bellini che apriranno la stagione lirica il 16 novembre prossimo.

Ormai siamo quasi pronti per l’inaugurazione della stagione lirica. Prima di disquisire, inutilmente peraltro, sull’orribile fa sovracuto che il tenore dovrebbe (ma per me sarebbe meglio evitare) emettere nel terzo atto, prendiamo atto che Fabrizio Maria Carminati è in ottima forma. Leggi il resto dell’articolo

La “musica puzzolente” di Čajkovskij profuma il Teatro Verdi di Trieste. Ravel fa il resto e si torna a casa contenti (o quasi).

Dopo l’ottimo inizio della scorsa settimana, la stagione sinfonica al Verdi di Trieste è arrivata al secondo concerto che si è svolto ieri sera.
Quando mi appresto a recensire un brano di Čajkovskij mi viene sempre in mente una circostanza: vita tormentata quella del compositore, e tante amarezze non gli furono negate neanche dalla critica (ovviamente con il terribile Hanslick in prima fila, che definì musica puzzolente questo concerto). Beh, spero che in qualche modo il buon Pëtr sia a conoscenza di quanta serenità sparge a piene mani la sua musica e quanto sceme e inopportune furono le critiche nei suoi confronti. Certo, sarebbe un risarcimento aleatorio e postumo, ma credo anche meritato. Leggi il resto dell’articolo

Allestimento bulgaro per Evgenij Onegin al Teatro Verdi di Trieste

È partita la stagione lirica triestina e siamo tutti contenti. Io però, come cerco di spiegare nel dettaglio nell’articolo, vorrei vedere anche a Trieste un altro tipo di teatro. Non più bello, non più moderno o altro: semplicemente più vivo. Non bulgaro nella peggiore delle accezioni del termine appunto, sia detto senza offesa.
Quest’anno con gli allestimenti sarà durissima, lo sento (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

L’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo infiamma il pubblico del Festival di Lubiana.

Alla fine, come sempre, c’era chi rimpiangeva…Rubinstein! Verrà mai il giorno che lo spettatore tipo apprezzerà quello che vede e sente dal vivo e non qualche disco polveroso?
Mi rispondo da solo: NO! (strasmile)

Al Festival di Lubiana era molto attesa l’esibizione dell’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, che avrebbe dovuto essere guidata dal direttore principale, Yuri Temirkanov.
Purtroppo un’improvvisa indisposizione ha costretto al forfait il grande vecchio Yuri, ma gli esiti artistici della serata non sono stati compromessi perché Nikolay Alexeev – che è il direttore artistico della famosa compagine – non ha fatto rimpiangere il più blasonato collega. Leggi il resto dell’articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: