Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: Lubiana

Ultima trasferta a Lubiana, protagonista Piotr Beczala.

Con Il recital di Piotr Beczala, di cui potete leggere la cronaca su La Classica Nota, si è chiusa anche quest’anno la mia esperienza da cronista al Festival di Lubiana.
È stata una bella – e impegnativa, devo dire – galoppata tra generi musicali diversi interpretati da artisti e orchestre che di solito a Trieste non si vedono. La qualità complessiva delle serate è stata di ottimo livello e mi sono divertito sempre.
Noi che scriviamo di musica, l’ho già detto da qualche parte, siamo fortunati perché possiamo vedere più spesso di altri il lato migliore di quest’umanità che nel complesso non dà proprio un’immagine edificante di se stessa.
Il Festival di Lubiana è una manifestazione molto bella, di là dei meriti artistici la trovo autenticamente popolare: per la politica dei prezzi, anche, che consente a una larga parte di persone di accedere agli spettacoli senza svenarsi. E poi perché il pubblico di Lubiana è interessante029 dal lato antropologico, in quanto rappresenta bene una nazione piccola, giovane, che ci tiene alle proprie tradizioni ma non ne fa una bandiera da ostentare. In molti avrebbero da imparare da questo tipo di filosofia ma, come ben sapete, qui si parla di musica e oltretutto in modo semiserio perciò…lascio ancora qualche foto (cliccare) dell’ultimo concerto senza approfondire un discorso che sarebbe doloroso.
La prossima settimana comincia la stagione sinfonica, che si presenta interessante, al Teatro Verdi di Trieste: ne parlerò anche qui, in qualche modo.

Un saluto a tutti, alla prossima!

Daniele Gatti e la Royal Concertgebouw Orchestra trionfano a Lubiana.

Debussy e Stravinskij sono compositori particolari, ai quali non ci si deve accostare con quello spirito molto italiano che pretende una melodia fluida e lineare, altrimenti si rischia una delusione.
Quello sopra è il classico fervorino che faccio a qualche neofita quando incontra buona parte della musica del Novecento. Beh, avreste dovuto sentire Métaboles di Henri Dutilleux (strasmile)!
Il programma del concerto a Lubiana della Royal Concertgebouw Orchestra era piuttosto impegnativo, vero. Ma quando sul podio c’è un fuoriclasse (per me) o almeno un direttore sempre interessante e mai banale (e questo spero valga per tutti) come Daniele Gatti gli ostacoli sembrano più facili da affrontare.
Qui, su La Classica nota, potete leggere le mie sensazioni sulla serata e anche qualche considerazione più personale sulla fortuna che abbiamo noi che, per passione o per mestiere, frequentiamo i teatri.
Anche questa volta ho scattato un paio di foto (cliccare), rischiando di essere cacciato (smile).

Un saluto a tutti, alla prossima!

Due recensioni al prezzo di una dal Festival di Lubiana, protagonisti il violino, la London Symphony Orchestra e Gianandrea Noseda.

Non è stato facile, dopo la terribile notizia della scomparsa di Daniela Dessì, tornare a teatro. Lo ammetto senza problemi. Credo però che si debba andare avanti, ed è con questo spirito costruttivo che torno a scrivere di musica sul blog, per segnalarvi le mie due ultime uscite a Lubiana.

Sergej Krilov

Sergej Krilov

La prima recensione si riferisce al bel concerto del violinista Sergej Krilov.

La seconda alla trionfale sortita della London Symphony Orchestra guidata da Gianandrea Noseda, impreziosita dalla bravura della violinista Lana Trotovšek.

Vi assicuro che le mie parole non rendono giustizia alla bellezza del suono della LSO – circa cento professori d’orchestra, una sessantina gli archi – e neanche alla sobrietà della compagine da camera lituana.

Gianandrea Noseda è un ottimo direttore che, a mio parere, non è sufficientemente considerato in patria (e non è neanche l’unico a essere sottovalutato, peraltro). In realtà vale molto di più di colleghi eccessivamente strombazzati.
Vi allego anche un paio di foto che ho strappato alle arcigne maschere slovene (strasmile)

Un saluto a tutti, alla prossima!

Otello di Verdi al Festival di Lubiana.

Otello di Giuseppe Verdi è sempre un’opera che si ascolta con piacere; è anche un lavoro difficile da mettere in scena, sotto ogni punto di vista.mediaspeed-26
Ieri sera a Lubiana credo di poter affermare che si è giunti a un buon compromesso tra regia e parte musicale. Magari l’allestimento presentava qualche criticità (nei costumi, per esempio) ma la parte musicale mi ha soddisfatto. Non è poco.
Alla fine ho fatto una riflessione: chissà che anche nei teatri italiani non possa funzionare il sistema degli artisti residenti? All’estero è una pratica piuttosto frequentata, e dopo gli esiti artistici della Katja Kabanova e dell’Otello di ieri, beh, quasi quasi…un pensierino lo farei.
Credo valga soprattutto per quelle realtà che non possono permettersi cast di primo (presunto) piano e cioè la maggioranza dei teatri italiani con pochissime eccezioni.
Pensateci, sovrintendenti, anche al netto di complicazioni organizzative.
Qui la mia cronaca dell’Otello, su La Classica Nota.
A proposito, approfitto per ringraziare tutti coloro che mi scrivono in privato per complimentarsi e anche per lamentarsi di qualche mio parere. Prima o poi, come sapete, rispondo con chiarezza.

Un saluto a tutti, alla prossima!

Partito il Festival di Lubiana, con un Erwing Schrott in gran forma.

Ieri sera si è inaugurato il Festival di Lubiana, che anche quest’anno presenta numerosi concerti interessanti.Lubi1_00002.jpg
Ieri è stata la volta di un godibilissimo recital di canto di cui ho dato conto qui, su La Classica nota.
Come scritto nell’articolo linkato, peccato che le elezioni comunali abbiano costretto alla rinuncia dell’anteprima a Trieste in Piazza Unità, come si fece negli anni scorsi.

Peccato soprattutto per il risultato di dette elezioni, più che altro (strasmile).

A presto!

La nuova stagione del Teatro Verdi e un po’ di peperoncino.

Come forse saprete, ieri si è svolta la presentazione del nuovo cartellone del Teatro Verdi.
Ho scritto un paio di considerazioni su La Classica Nota e vi linko l’articolo così, se volete, possiamo commentare insieme.
Consentitemi una nota polemica.
Ho letto più volte tra ieri e oggi il Comunicato Stampa del Teatro riportato come articolo, con tanto di firma sotto. I redazionali non si firmano, si riproducono.
Allo stesso modo volevo invitare le numerose brillanti firme che si ispirano alle mie recensioni di farlo con moderazione, perché saccheggiare gli articoli di altre persone è riprovevole e pure abbastanza squallido.
Seguirò il Festival di Lubiana, che comincia lunedì prossimo con un concerto in piazza di Erwin Schrott.
Presto parlerò anche di Bayreuth 2016.
Insomma, non mollatemi che c’è tanta carne al fuoco e io sono un cuoco e non certo uno chef. Ne vedremo (e leggeremo) delle belle!
Scatterò anche qualche foto in giro, come queste che hanno avuto un discreto successo in…altri lidi.

Buona estate a tutti, in ogni caso.

Káťa Kabanová di Leóš Janáček a Lubiana.

Succede che anche un vecchio trombone pantofolaio come me vada in trasferta: questa volta la mia meta è stata Lubiana, dove c’è un Teatro dell’Opera che, come potete vedere, è di una bellezza allucinante.
Lubiana_00002
Il palazzo è stato costruito nel 1892 e l’ispirazione architettonica è, diciamo così, molto familiare (strasmile).Lubiana_00001Le meraviglie proseguono all’interno e…
Lubiana_00001 (2) Lubiana_00002
…anche sul palco, in quest’occasione, le cose sono andate molto bene. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria di Tristan und Isolde al Festival di Lubiana: un Tristan in maschera.

Bacio1

Il wagneriano fradicio è una bestia vorace nomade e allo stesso tempo tenera e sentimentale, va là dove lo porta il cuore. Poi, mette da parte i sentimenti e qualche lacrimuccia e se vede l’opportunità sbrana qualcuno. Ultimamente noi wagneriani siamo ghiotti di registi, per esempio, che peraltro fanno di tutto per rendersi appetibili. A Bayreuth, la sacra collina, quest’anno è stata smembrata Kathy Wagner, colpevole di una regia deplorevole del TuI (lo chiamiamo così, noi, il Tristan und Isolde, neanche fosse una tassa).

II atto

Alcune foto (cliccate, per apprezzare meglio) dello spettacolo a seguire, ma a questo link le potete trovare tutte. Leggi il resto dell’articolo

Festival di Lubiana: bel concerto di canto di Željko Lučić ed Evelin Novak.

I recital di canto sono una delle colonne portanti del cartellone del Festival di Lubiana e dopo l’inopinata rinuncia di Elīna Garanča (la settimana scorsa ha dato forfait per gravissimi motivi familiari), era molto atteso il concerto di Željko Lučić, affiancato dalla giovane Evelin Novak.
Il programma era decisamente nazionalpopolare, come credo sia giusto per un recital inserito in una manifestazione che si rivolge a un pubblico vasto qual è la kermesse slovena. Arie e pagine musicali notissime, quindi, tratte esclusivamente dal repertorio italiano più classico: Verdi, Puccini, Leoncavallo, Giordano e nessuna escursione nel Belcanto. Leggi il resto dell’articolo

Festival di Lubiana: il Requiem polacco di Penderecki raccoglie consensi unanimi.

Ieri è scomparso inopinatamente Paolo Vero, Maestro del Coro del Teatro Verdi di Trieste.
Questo post, che tratta di un Requiem in cui le masse corali sono particolarmente numerose e impegnate, è dedicato alla Sua memoria. Leggi il resto dell’articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: