Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Svolta nella vita culturale triestina. Era ora.

Oggi è stata una giornata potenzialmente importantissima per la cultura a Trieste e per il Teatro Verdi in particolare. Si è svolta infatti una conferenza stampa, piuttosto affollata, in cui è stato comunicato che la Società dei Concerti, benemerita associazione culturale triestina, svolgerà la propria attività al Verdi “abbandonando” la sede del Politeama Rossetti (il nostro teatro di prosa).
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Molte le ragioni del trasloco, in primis la necessità di una sinergia tra le due principali realtà musicali triestine, com’è evidente a chiunque. La seconda motivazione è l’efferata collocazione del Rossetti, nei pressi del quale trovare un posteggio è impresa davanti alla quale tremerebbe anche un navy seal.
Dal mio punto di vista, non so quanto condiviso, si tratta di una notizia straordinaria perché in questo modo si rafforzeranno sia il Verdi sia la Società dei Concerti. Ora bisogna studiare una strategia, anche di comunicazione oltre che di programmazione, che sia vincente.
Mi auguro che l’Orchestra del Verdi sia coinvolta il più possibile sotto ogni punto di vista. Ci sono, ovviamente, problemi economici e non solo: bisogna superarli e basta. Credo che un’offerta artistica intelligente e di qualità possa trovare sponsor economici privati (che ora latitano, a voler essere generosi) e soprattutto possa incontrare il gradimento del pubblico, anche dai paesi limitrofi.

Il problema è sempre quello. Trieste può essere periferia dell’Italia o centro dell’Europa: non so voi, ma io tenderei ad appoggiare la seconda opzione.

Un saluto a tutti, alla prossima.

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7 risposte a “Svolta nella vita culturale triestina. Era ora.

  1. Pm 15 maggio 2015 alle 2:48 pm

    E’ una bellissima notizia.
    Soprattutto se sara’ possibile acquistare biglietti x le singole rappresentazioni e non solo per i tesserati.
    Vedere turisti stranieri in visita nella bellissima Trieste, appassionati di musica classica, impossibilitati ad accedere al solo concerto dei Tokyo String Quartet o al solo recital di Yulianna Avdeeva perche’ riservato ai soli soci.
    La musica classica, Trieste non si “promuovono” in questo modo.

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  2. alexandersearch 15 maggio 2015 alle 7:06 pm

    Finalmente. L’acustica ringrazia. Si spera che ora aprano anche alla vendita di biglietti singoli come tutte le società dei concerti del mondo. È un peccato che l’accordo arrivi dopo la rimozione di Baldini che aveva portato una ventata di aria nuova coinvolgendo anche l’orchestra del Verdi…

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    • Amfortas 16 maggio 2015 alle 12:58 pm

      Alexander, ciao. In effetti…hai ragione. Ieri in conferenza stampa ho chiesto al sovrintendente Pace proprio un maggior coinvolgimento dell’orchestra. Non so, la risposta mi è sembrata ponderata ma freddina, vedremo. Sull’acustica hai ragione e tra l’altro, in questo senso, il Verdi è straordinario. Non lo dico io ché conterebbe poco, ma tutti gli artisti che si avvicendano in teatro lo sostengono…da sempre.
      Ciao e grazie.

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  3. Heldentenor 28 maggio 2015 alle 3:39 pm

    E fare una promozione per un abbonamento Verdi / Soc. dei Concerti zusammen? Ci andavo anni fa, avevo fatto l’abbonamento nel Pleistocene quando c’era ancora il vecchio avvocato Pontini, gran signore e persona simpaticissima, ho visto cose che voi umani,,,Rostropovich, Schwartzkopf, Berliner, Norman, le piu’ famose formazioni di musica da camera, Berman etc etc (conservo tutti i programmi), ed era un’impresa trovare un posto a sedere talvolta. Stavo in piedi in seconda galleria.Poi non sono andato più per una certa ripetitività delle stagioni (dopo che hai visto e rivisto per più volte le stesse facce in teatro e sul palco ti stufi ). Grande è stata la mia meraviglia, invitato a un concerto di Bostridge credo tre anni fa ,di vedere il Politeama vuoto, come il Verdi certe sere. Ebbene sì, come giustamente dici tu, sono necessarie sinergie intelligenti.

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  4. Pingback:La stagione 2015/2016 al Teatro Verdi di Trieste: un paio di considerazioni a latere, serie e semiserie. | Di tanti pulpiti.

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