Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Ex aequo.

Questo mio post, evidentemente, non è stato capito. La colpa è mia, che non sono riuscito ad esprimere a parole quello che provo. Insomma, succede.
Approfitto del commento di maliardina, per segnalare un altro libro molto interessante sull’argomento, di cui ho parlato molto brevemente qui.
Ancora, alcuni lettori mi chiedono come mai io non pubblichi link di ascolti operistici: la risposta è facile, non si può fare, perchè c’è una legge sui diritti d’autore, piuttosto complessa, che lo vieta tranne in alcuni casi specifici.
Siccome proprio nei giorni scorsi ho saputo che mazzata si è beccato una persona proprio per aver contravvenuto a questa legge (un paio di decine di migliaia di euri…), direi che è il caso di lasciar perdere. (strasmile)
Poi, e per oggi finisco di puntualizzare, che mi sembra di essere Berlusconi dopo una dichiarazione fraintesa, devo una precisazione a Rinat Shaham.
Alcuni appassionati, che hanno visto e sentito la recita successiva alla mia, mi hanno riferito che ha cantato meglio.
Non posso che esserne contento.
Buon 25 aprile a tutti.
Ieri, alla conferenza stampa di presentazione del Festival dell’operetta di Trieste, che è giunto alla 39esima edizione, ho avuto modo di riflettere un po’. Ogni tanto mi succede, e di solito ne esco demoralizzato sia per la povertà delle mie considerazioni sia per le circostanze che mi spingono a soffermarmi un attimo su quello che vedo, o sento, in giro.
Io non sono né un giornalista né un giornalista pubblicista, bensì un appassionato che ha avuto la fortuna di aver tempo da dedicare alla musica.
Mi viene una riflessione, che prescinde dall’occasione contingente.
Sino a quando giornalisti o presunti tali saranno in evidente rapporto di sudditanza (di qualsiasi tipo) con le persone di cui devono poi scrivere, l’informazione in Italia resterà una parola vuota.
Vale per lo spettacolo, figuriamoci per la politica o l’economia, dove gli interessi economici sono leggermente più rilevanti.
Considerazione banalissima che non richiede particolari doti, me ne rendo conto, ma mi andava di scriverla.
Poi.
Le donne.
L’argomento donne in questi giorni è dibattuto con una volgarità che anch’io, che normalmente mi esprimo con la dolcezza di uno scaricatore di porto ubriaco, faccio fatica a sopportare.
Ed il bello (si fa per dire, ovvio) è che sento parlare di come difendere le donne, dalla violenza nelle nostre città sì, ma anche in quel verminaio che è la famiglia, sempre e solo da uomini.
Come devono abortire? Possono farlo?
E sempre uomini che si parlano addosso.
In questo contesto, una frase del sovrintendente del Verdi di Trieste, Giorgio Zanfagnin, assume un valore metaforico particolare.
Ha affermato, il sovrintendente, che le prossime stagioni operistiche di Trieste saranno una specie di omaggio alle donne, ed ha ragione. I titoli non si sanno ancora, ufficialmente, ma si parla di Aida, Norma, Italiana in Algeri, Francesca da Rimini, Anna Bolena, Maria Stuarda, Fanciulla del West, Gioconda.
Bello.
Riusciamo a rispettare solo donne che non esistono nella realtà, di cui finita la recita ci possiamo scordare o, ancora una volta, stolidamente idealizzare.
Io ormai sono giunto a questa conclusione: il maggior segno di rispetto che posso offrire ad una donna è dirle che si comporta da cretina, se così pare a me, ed essere pronto a beccarmi ed accettare un vaffanculo se lei ritiene che il cretino sia io.
Alla pari.
 
 
 
 
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27 risposte a “Ex aequo.

  1. Princy60 24 aprile 2008 alle 12:07 pm

    Di solito, nelle opere, le donne finiscono accoltellate, strozzate, avvelenate, suicidate, affogate….. ;-)***

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  2. daland 24 aprile 2008 alle 12:11 pm

    Vedo che almeno sono tutte donne abbastanza “emancipate” (e non tutte “inventate”): infatti manca Wagner, dove – forse tranne la Brünnhilde post-scena-IV di Walküre – abbiamo solo donne-a-sovranità-limitata.

    Come diceva Benigni? Le donne son uomini anche loro… Infatti, guarda la Emma…

    (però un mondo di tutti uomini sarebbe monotono, credo)

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  3. daland 24 aprile 2008 alle 12:11 pm

    Vedo che almeno sono tutte donne abbastanza “emancipate” (e non tutte “inventate”): infatti manca Wagner, dove – forse tranne la Brünnhilde post-scena-IV di Walküre – abbiamo solo donne-a-sovranità-limitata.

    Come diceva Benigni? Le donne son uomini anche loro… Infatti, guarda la Emma…

    (però un mondo di tutti uomini sarebbe monotono, credo)

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  4. amfortas 24 aprile 2008 alle 6:50 pm

    Marina, magari succedesse solo nelle opere…
    Daland, certo che non sono tutte inventate.
    A proposito di Brünhilde, sto ascoltando il Ring del 1955 a Bayreuth, diretto da Keilberth, c’è una Varnay da lacrime tanto è brava ed un Vinay che, ad un primo ascolto, sembra superiore alla registrazione con Krauss di due anni prima.
    Per non parlare di Hotter e Neidlinger…

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  5. amfortas 24 aprile 2008 alle 6:50 pm

    Marina, magari succedesse solo nelle opere…
    Daland, certo che non sono tutte inventate.
    A proposito di Brünhilde, sto ascoltando il Ring del 1955 a Bayreuth, diretto da Keilberth, c’è una Varnay da lacrime tanto è brava ed un Vinay che, ad un primo ascolto, sembra superiore alla registrazione con Krauss di due anni prima.
    Per non parlare di Hotter e Neidlinger…

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  6. utente anonimo 24 aprile 2008 alle 9:23 pm

    Cito Princy60:

    Di solito, nelle opere, le donne finiscono accoltellate, strozzate, avvelenate, suicidate, affogate….. ;-)***

    È quanto sostiene Catherine Clément nel suo saggio magistrale ed indispensabile, “L’opera o la disfatta delle donne”. Parafrasando: L’opera è un intrattenimento in cui le donne vengono ammazzate per il più gran piacere del pubblico.

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  7. utente anonimo 24 aprile 2008 alle 9:23 pm

    Cito Princy60:

    Di solito, nelle opere, le donne finiscono accoltellate, strozzate, avvelenate, suicidate, affogate….. ;-)***

    È quanto sostiene Catherine Clément nel suo saggio magistrale ed indispensabile, “L’opera o la disfatta delle donne”. Parafrasando: L’opera è un intrattenimento in cui le donne vengono ammazzate per il più gran piacere del pubblico.

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  8. amfortas 25 aprile 2008 alle 8:06 am

    maliardina, come sei melodrammatica!
    Grazie per la segnalazione del libro 🙂

    Mi piace

  9. amfortas 25 aprile 2008 alle 8:06 am

    maliardina, come sei melodrammatica!
    Grazie per la segnalazione del libro 🙂

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  10. utente anonimo 25 aprile 2008 alle 10:13 am

    Visto che stamattina ci siamo “intercettati”, come hai detto tu, ne approfitto per augurarti una buona giornata e per confessarti un po’ di invidia da parte mia per la vostra stagione delle operette, che io adoro. Ho sempre sognato di venire dalle vostre parti per due motivi: vedere il teatro “La Fenice” a Venezia e seguire la stagione delle operette a Trieste. Ma non si può avere tutto nella vita. Pazienza. Buon 25 aprile 🙂
    Giano

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  11. utente anonimo 25 aprile 2008 alle 10:13 am

    Visto che stamattina ci siamo “intercettati”, come hai detto tu, ne approfitto per augurarti una buona giornata e per confessarti un po’ di invidia da parte mia per la vostra stagione delle operette, che io adoro. Ho sempre sognato di venire dalle vostre parti per due motivi: vedere il teatro “La Fenice” a Venezia e seguire la stagione delle operette a Trieste. Ma non si può avere tutto nella vita. Pazienza. Buon 25 aprile 🙂
    Giano

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  12. utente anonimo 25 aprile 2008 alle 1:27 pm

    da Giuliano:
    Caro Amfortas, la volgarità è davvero un tratto caratteristico di questi tempi, insieme alla superficialità. Non si riesce mai a parlare, va sempre finire che qualcuno si attacca all’ultima parola che hai detto, o che – ancora peggio – se ne esce con il tristissimo “Ah, ma allora tu…”.
    Ecco, io i malloristi non li sopporto più.
    Buon 25 aprile, comunque.

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  13. utente anonimo 25 aprile 2008 alle 1:27 pm

    da Giuliano:
    Caro Amfortas, la volgarità è davvero un tratto caratteristico di questi tempi, insieme alla superficialità. Non si riesce mai a parlare, va sempre finire che qualcuno si attacca all’ultima parola che hai detto, o che – ancora peggio – se ne esce con il tristissimo “Ah, ma allora tu…”.
    Ecco, io i malloristi non li sopporto più.
    Buon 25 aprile, comunque.

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  14. amfortas 25 aprile 2008 alle 2:29 pm

    Giano, la tua visita mi fa davvero piacere.
    Quest’anno ci sono condizioni particolarmente favorevoli per venire a Trieste per il Festival. Non so se il programma sia ancora online, ma sul sito del teatro, al quale puoi accedere anche dal mio blog, presto avrai tutte le informazioni necessarie.
    Se non sbaglio, in un solo fine settimana c’è la possibilità di vedere almeno 2 dei 3 titoli, mentre se si prende il pacchetto Formula 3 si godono di sconti straodinari.
    Tra l’altro, notizia di qualche ora fa, il regista Damiano Michieletto, che cura l’allestimento di Il Paese del Sorriso di Lehàr, ha vinto il Premio Abbiati per il suo lavoro nella Gazza Ladra al ROF dello scorso anno.
    In quanto ai teatri, di quelli che ho visto io la Fenice è il più bello.
    Un noto cantante mi ha detto che “vorrebbe cantarci sempre”, perché è dotato di un’acustica straordinaria.
    Ciao!
    Giuliano, i malloristi è degno di entrare tra i neologismi.
    La cosa peggiore della volgarità è che, qualche volta, anche chi, come me, cerca sempre di argomentare le sue opinioni è costretto a trascendere.
    E non è indispensabile, lo ricordo a me stesso, dire parolacce per essere volgari.
    Ciao!

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  15. amfortas 25 aprile 2008 alle 2:29 pm

    Giano, la tua visita mi fa davvero piacere.
    Quest’anno ci sono condizioni particolarmente favorevoli per venire a Trieste per il Festival. Non so se il programma sia ancora online, ma sul sito del teatro, al quale puoi accedere anche dal mio blog, presto avrai tutte le informazioni necessarie.
    Se non sbaglio, in un solo fine settimana c’è la possibilità di vedere almeno 2 dei 3 titoli, mentre se si prende il pacchetto Formula 3 si godono di sconti straodinari.
    Tra l’altro, notizia di qualche ora fa, il regista Damiano Michieletto, che cura l’allestimento di Il Paese del Sorriso di Lehàr, ha vinto il Premio Abbiati per il suo lavoro nella Gazza Ladra al ROF dello scorso anno.
    In quanto ai teatri, di quelli che ho visto io la Fenice è il più bello.
    Un noto cantante mi ha detto che “vorrebbe cantarci sempre”, perché è dotato di un’acustica straordinaria.
    Ciao!
    Giuliano, i malloristi è degno di entrare tra i neologismi.
    La cosa peggiore della volgarità è che, qualche volta, anche chi, come me, cerca sempre di argomentare le sue opinioni è costretto a trascendere.
    E non è indispensabile, lo ricordo a me stesso, dire parolacce per essere volgari.
    Ciao!

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  16. utente anonimo 25 aprile 2008 alle 2:33 pm

    >maliardina, come sei melodrammatica!

    È il nostro mestiere, no? ;-))

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  17. utente anonimo 25 aprile 2008 alle 2:33 pm

    >maliardina, come sei melodrammatica!

    È il nostro mestiere, no? ;-))

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  18. utente anonimo 25 aprile 2008 alle 4:05 pm

    ho accolto il tuo invito e ho cambiato argomento… un abbraccio
    ingeborg

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  19. utente anonimo 25 aprile 2008 alle 4:05 pm

    ho accolto il tuo invito e ho cambiato argomento… un abbraccio
    ingeborg

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  20. luanossa 25 aprile 2008 alle 4:22 pm

    Buon 25 aprile!!!

    un abbraccio, Luanossa

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  21. luanossa 25 aprile 2008 alle 4:22 pm

    Buon 25 aprile!!!

    un abbraccio, Luanossa

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  22. amfortas 25 aprile 2008 alle 6:05 pm

    maliardina, eccerto 🙂
    ingeborg, ho letto ed ho pure commentato assai volentieri!
    Luanossa, ho ricevuto buone notizie, ciao e buon 25 aprile anche a te 🙂

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  23. amfortas 25 aprile 2008 alle 6:05 pm

    maliardina, eccerto 🙂
    ingeborg, ho letto ed ho pure commentato assai volentieri!
    Luanossa, ho ricevuto buone notizie, ciao e buon 25 aprile anche a te 🙂

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  24. calaminta 26 aprile 2008 alle 9:18 am

    Sai me lo domandavo anche io come mai non linkavi audio delle opere, non immaginavo che per il copyright non si potesse! Mi sembra un po’ esagerato eh… in fondo non contribuiresti alla promozione delle opere? Non vedo in che modo un link possa violare il diritto d’autore, mah!
    Ciao 😉

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  25. calaminta 26 aprile 2008 alle 9:18 am

    Sai me lo domandavo anche io come mai non linkavi audio delle opere, non immaginavo che per il copyright non si potesse! Mi sembra un po’ esagerato eh… in fondo non contribuiresti alla promozione delle opere? Non vedo in che modo un link possa violare il diritto d’autore, mah!
    Ciao 😉

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  26. amfortas 26 aprile 2008 alle 9:21 am

    Flo, leggiti la normativa, ti passa la voglia, credimi 🙂
    Ciao!

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  27. amfortas 26 aprile 2008 alle 9:21 am

    Flo, leggiti la normativa, ti passa la voglia, credimi 🙂
    Ciao!

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