Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: cinema

Trionfo per Sergej Krylov nel secondo concerto della stagione autunnale al Teatro Verdi di Trieste.

Sergej Krylov e l’Orchestra del Teatro Verdi trionfano a Trieste in un emozionante concerto. Teatro esaurito per la seconda volta consecutiva. Il Covid-19 resta a casa (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Recensione espressa, scarna ed essenziale di Tosca di Giacomo Puccini alla Scala di Milano, ovvero Profondo russo.

Repetita iuvant.

Questa recensione è frutto della visione televisiva della prima scaligera, perciò attenzione: solo dal vivo uno spettacolo può essere valutato in modo completo, per ragioni tanto evidenti che non sto neanche a elencare. Detto questo, andiamo avanti.
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Il genio di Leonardo da Vinci trova un omaggio all’altezza della sua fama al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

Ora, di questo lavoro ci sono millanta recite al Teatro Verdi e io, indisposto alla prima del 23 ottobre, quando decido di andare? Ovviamente all’unica replica in cui la protagonista si ammala. La sfiga! Certo più per lei che per me, ma insomma…(strasmile)

È sempre un piacere assistere alla nascita di una nuova opera d’Arte, soprattutto di questi tempi, in cui la cultura è messa ai margini del dibattito sociale a favore di risse pretestuose condotte con una volgarità di fondo che è l’antitesi del bello. Leggi il resto dell’articolo

Divulgazione semiseria dell’opera lirica: Carmen di Bizet al Teatro Verdi di Trieste. Scomparso Franco Zeffirelli.

Vista la triste notizia di oggi, non posso fare a meno di lasciare l’ultimo saluto a Franco Zeffirelli, spentosi poche ore fa, e uno degli interpreti di riferimento della Carmen di Bizet per la parte registica. Vidi la sua ultima Carmen all’Arena di Verona, ormai molti anni fa.
Riposi in pace.

Venerdì prossimo Carmen di Georges Bizet chiuderà la stagione 2010/2019 del Teatro Verdi di Trieste. Si impone, quindi, la consueta lenzuolata di divulgazione semiseria di quest’opera che, indubbiamente, è tra le più popolari del repertorio.
Popolari e allo stesso tempo attuali, perché il femminicidio, ce lo ricordano ogni giorno gli atroci titoli della carta stampata e dei media in generale, sembra non passare mai di moda, diciamo così. Leggi il resto dell’articolo

Macbeth di Giuseppe Verdi al Teatro La Fenice di Venezia: teatro lirico allo stato puro.

Il Macbeth, tragedia scespiriana tra le più note, è stato spesso oggetto di rielaborazioni, manipolazioni e interpretazioni anche bizzarre.
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Tra falli giganti e ubriachi persi si dipanano Les contes d’Hoffmann a Lubiana.

Più volte ho scritto che ETA Hoffmann è un genio e tale è stato pure Jacques Offenbach. Ieri, pur con qualche ombra, ne ho avuta conferma.
Approfitto per suggerirvi la lettura di questi splendidi post cinefili sul blog del mio amico Giuliano. Leggi il resto dell’articolo

Tosca di Giacomo Puccini al Teatro Verdi di Trieste: una lettura (un po’) fuori dagli schemi.

Ok, sto sempre qui a dire che bisognerebbe inserire in cartellone qualche titolo meno scontato, che non sia di strettissimo repertorio, però Tosca è sempre Tosca.
In attesa della conferenza stampa di presentazione della prossima stagione che si svolgerà mercoledì 7 giugno – ripresa poi per tutto il pubblico il giorno successivo, al Teatro Verdi – ho pensato che qualche notizia su quest’opera di Puccini dovevo pur scriverla (perdonate la costruzione sintattica accidentata, strasmile).

Sarah Bernhardt, qui in un’immagine di uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi: Félix Nadar

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Piange il telefono, a teatro e sul grande schermo.

L’opera di Francis Poulenc nasce come atto unico tratto da un testo di prosa di Jean Cocteau che fu tanto entusiasta del risultato da rivolgersi così al compositore: “You have fixed, once and for all, the way to speak my text”.
La trama è scarna, scabra, secca e inequivocabile.anna-magnani Leggi il resto dell’articolo

Il Re pastore di Mozart al Teatro Verdi di Trieste: qualche considerazione semiseria prima della prima di venerdì 24 ottobre.

Qualche tempo fa, su Twitter (a proposito, chi mi ama… mi segua! @Amfortas) girava uno di quei memo o giochi sciocchini tipici dei social network. Si chiedeva: Qual è l’attore cinematografico che ha interpretato meglio il ruolo di Dio? Io risposi Tom Hulce e ovviamente la capirono giusto quei quattro amici che, come me, s’intestardiscono ad ascoltare musica lirica o sinfonica.

Tom Hulce nel film Amadeus

Tom Hulce nel film Amadeus

Ve lo dico così, tanto perché capiate quale sia la mia opinione su Mozart.
Perciò non aspettatevi da me che ribadisca l’opinione di molti sul Re Pastore, e cioè che sarebbe una specie di operina cascame della produzione del salisburghese. Sempre Mozart è, voglio dire. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria di Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi al Teatro Verdi di Trieste: buona la prima.

Trieste, Un ballo in maschera, 9 gennaio 2014

Bello tornare al Teatro Verdi di Trieste per l’apertura della stagione lirica 2014 e ancora più soddisfacente notare che i segni del tempo non lasciano solchi solo sul mio bel sembiante.
Le prime teatrali, come si sa, sono anche occasioni mondane (in senso buono, smile) in occasione delle quali, soprattutto le signore a dire il vero, sfoggiano gioielli e vestiti straordinari, quasi sempre improntati a quella delicata sobrietà che caratterizza anche le loro esistenze. Qual è il problema, direte voi? Beh, che con la crisi qualche volta anche le signore perbene sono costrette a indossare abiti, pur lussuosi, di qualche anno prima. Nel frattempo la situazione è cambiata e perciò quel vestitino firmato che cadeva bene l’anno scorso ora cade e basta, oppure stringe facendo scattare il temuto effetto insaccato. L’osservatore attento, quale sono io – che, diciamolo, la mia porca figura la faccio sempre anche come bullo in maschera (strasmile) – è particolarmente attratto da quei personaggi (uomini e donne) che non si rendono conto che il tempo passa, accidenti. Per alcune di queste persone, peraltro, la valutazione estetica è simile a quella che si dà agli acuti dei cantanti: poca o tanta roba ma comunque mal sostenuta (smile). Ma è tempo di passare alla parte meno seria, e cioè agli esiti artistici di questa prima. Leggi il resto dell’articolo

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