Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Piccole considerazioni semiserie sulla Terza sinfonia di Mahler.

Evidentemente, per tirarmi fuori di casa e sopportare dignitosamente il dolore alla schiena, ci voleva una serata a teatro.
In realtà l’unica cosa che non ho trascurato in questi giorni è il lavoro, per quel malinteso senso del dovere che mi accompagna da sempre, come se ciò che non è lavoro non fosse, in un certo senso, un dovere ancora più pressante.
Comunque, venerdì sera al Teatro Verdi di Trieste è finita la stagione sinfonica: non potevo mancare perché la terza sinfonia di Mahler è una di quelle pagine musicali che io considero come la coperta di Linus.
C’è un motivo specifico che mi lega a questa sinfonia e cioè il ricordo legato alla prima volta (quanti anni fa? Boh…) che ascoltai il pezzo: in particolare il sesto movimento, forse perché è il più orecchiabile e digeribile per un incolto come me, mi colpì in modo molto sensibile, riuscendo a smuovermi qualcosa dentro.
Smuovermi in senso positivo, intendo.
Sì, perché ci sono pure pagine musicali che è meglio che non ascolti quando sono giù di corda: un esempio per tutti il Preludio e la Morte di Isotta di Wagner, in versione orchestrale.
Tra gli strumenti musicali gli archi sono quelli che riescono a comunicarmi le emozioni più forti.
Riferendomi all’adagio del sesto movimento e parafrasando una celebre battuta di un film devastante, potrei dire:
“Mi piace il suono degli archi alla mattina, sa di vittoria.”
O perlomeno non sa di sconfitta, ecco, mi verrebbe da chiosare in questi giorni in cui il mio lato oscuro si fa sentire piuttosto pervicacemente.
Infatti, lo stesso Mahler disse che questo brano era destinato a simboleggiare “la sommità e il più alto livello dal quale si possa vedere il mondo”.
Insomma, magari non sarà quel sapore di vittoria che percepisco io, ma è qualcosa che non è poi così lontano.
Per me qui c’è solo Lenny Bernstein, ora e sempre: però questo Gustav Dudamel vale una sosta di dieci minuti, fidatevi.

L’orchestra triestina si è disimpegnata molto bene in questa partitura sterminata e faticosa, anche grazie alla lettura asciutta e sobria del direttore, Pinchas Steinberg.
Discreta la prestazione del contralto Hermine May, che nel quarto e quinto movimento ha il gravoso compito d’inserirsi in questa spettacolare ricerca orchestrale del big bang (definizione mia, a stretto uso personale) che è la terza sinfonia di Mahler; molto bene il Coro femminile del Teatro Verdi e apprezzabile anche il Coro di voci bianche, preparati rispettivamente da Lorenzo Fratini e Maria Susovky.
Il 18 novembre comincia la stagione lirica.
Purtroppo, l’attesa Francesca da Rimini di Zandonai non ci sarà: costa troppo e le casse della fondazione lirica triestina sono stremate al pari (e forse meno, a dire il vero) di quelle degli altri teatri.
Al posto di Francesca, Tosca: va bene così.
Buona settimana a tutti.
 
 
 
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24 risposte a “Piccole considerazioni semiserie sulla Terza sinfonia di Mahler.

  1. utente anonimo 27 ottobre 2008 alle 12:36 pm

    da Giuliano:
    Scusa la battuta facile facile: più che una Terza, una Seconda di Mahler…
    Eh sì, meravigliosa. E’ quando penso a Mahler che mi viene nostalgia della musica in teatro.

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  2. utente anonimo 27 ottobre 2008 alle 12:36 pm

    da Giuliano:
    Scusa la battuta facile facile: più che una Terza, una Seconda di Mahler…
    Eh sì, meravigliosa. E’ quando penso a Mahler che mi viene nostalgia della musica in teatro.

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  3. daland 27 ottobre 2008 alle 1:21 pm

    A proposito di semiserietà… ma dov’era sistemato il corno da postiglione? E i bambini con le campane?

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  4. amfortas 27 ottobre 2008 alle 4:16 pm

    Giuliano, ti capisco.
    Chi ama Wagner usa Mahler anche per passare all’ascolto di altra musica operistica.
    Io spesso non riesco ad ascoltare Verdi dopo Wagner, ad esempio. ( e non è una classifica, solo un esempio)
    Daland, il postale era fuori scena, i bambini schierati dietro l’orchestra 🙂

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  5. amfortas 27 ottobre 2008 alle 4:16 pm

    Giuliano, ti capisco.
    Chi ama Wagner usa Mahler anche per passare all’ascolto di altra musica operistica.
    Io spesso non riesco ad ascoltare Verdi dopo Wagner, ad esempio. ( e non è una classifica, solo un esempio)
    Daland, il postale era fuori scena, i bambini schierati dietro l’orchestra 🙂

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  6. filorosso 27 ottobre 2008 alle 5:10 pm

    Avevo inteso che ascoltassi Mahler durante la tua “prima volta”.
    Che maliziosa. Facinorosa e maliziosa. 🙂
    Baci, Filo

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  7. filorosso 27 ottobre 2008 alle 5:10 pm

    Avevo inteso che ascoltassi Mahler durante la tua “prima volta”.
    Che maliziosa. Facinorosa e maliziosa. 🙂
    Baci, Filo

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  8. utente anonimo 27 ottobre 2008 alle 5:59 pm

    da Giuliano.
    Vero, verissimo quel che dici. Ci sono dei “salti” impossibili se non si stacca almeno un po’.
    Capita anche con Bach, per esempio: che è il più grande di tutti non è mica roba da tutti i giorni.

    Mi piace

  9. utente anonimo 27 ottobre 2008 alle 5:59 pm

    da Giuliano.
    Vero, verissimo quel che dici. Ci sono dei “salti” impossibili se non si stacca almeno un po’.
    Capita anche con Bach, per esempio: che è il più grande di tutti non è mica roba da tutti i giorni.

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  10. Sonnenbarke 27 ottobre 2008 alle 10:12 pm

    La prima volta che l’ho sentita ero per la prima volta al Comunale con un nostro amico comune. “La sommità e il più alto livello dal quale si possa vedere il mondo”? Può essere, se non suonasse melenso, diciamo pure idiota 🙂

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  11. amfortas 28 ottobre 2008 alle 8:52 am

    Filo, diciamo che ho sentito le campane, ma in realtà sono stato suonato 🙂 (anzi, in un certo senso, suonato lo sono ancora!)
    Giuliano, sì, ci siamo capiti.
    Marina, è una frase da cioccolatini.
    Però ciò che conta è che, almeno a me, rendeva l’idea 🙂
    Ciao!

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  12. amfortas 28 ottobre 2008 alle 8:52 am

    Filo, diciamo che ho sentito le campane, ma in realtà sono stato suonato 🙂 (anzi, in un certo senso, suonato lo sono ancora!)
    Giuliano, sì, ci siamo capiti.
    Marina, è una frase da cioccolatini.
    Però ciò che conta è che, almeno a me, rendeva l’idea 🙂
    Ciao!

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  13. utente anonimo 28 ottobre 2008 alle 10:25 am

    non ammirarmi troppo. Sono in un periodo in cui non mi ammiro più neanch’io. Tra parentesi poi, a Roma, per diversi e gravi motivi, non ho potuto andare.
    Ingeborg

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  14. utente anonimo 28 ottobre 2008 alle 10:25 am

    non ammirarmi troppo. Sono in un periodo in cui non mi ammiro più neanch’io. Tra parentesi poi, a Roma, per diversi e gravi motivi, non ho potuto andare.
    Ingeborg

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  15. utente anonimo 29 ottobre 2008 alle 8:31 am

    Secondo me in questi giorni dovresti ascoltare qualcosa tipo Iron Maiden, tanto per non dare troppo spago al lato oscuro.
    :o)

    Margot

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  16. utente anonimo 29 ottobre 2008 alle 8:31 am

    Secondo me in questi giorni dovresti ascoltare qualcosa tipo Iron Maiden, tanto per non dare troppo spago al lato oscuro.
    :o)

    Margot

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  17. amfortas 29 ottobre 2008 alle 10:23 am

    Flavia, mi spiace…
    marge, dici? I Led Zeppelin vanno bene ugualmente no?
    Tra l’altro, ho letto in rete che gli AC/DC hanno inciso un cd nuovo: tu che hai il marito rockettaro ne sai qualcosa?

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  18. amfortas 29 ottobre 2008 alle 10:23 am

    Flavia, mi spiace…
    marge, dici? I Led Zeppelin vanno bene ugualmente no?
    Tra l’altro, ho letto in rete che gli AC/DC hanno inciso un cd nuovo: tu che hai il marito rockettaro ne sai qualcosa?

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  19. utente anonimo 30 ottobre 2008 alle 1:31 pm

    da Giuliano:
    Dear friend, dai un’occhiata a “Stanze all’aria”, partendo dal nostro solito http://abbracciepopcorn.blogspot.com/

    Ci manca giusto uno di Trieste. Se ti va, sei sempre il benvenuto.

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  20. utente anonimo 30 ottobre 2008 alle 1:31 pm

    da Giuliano:
    Dear friend, dai un’occhiata a “Stanze all’aria”, partendo dal nostro solito http://abbracciepopcorn.blogspot.com/

    Ci manca giusto uno di Trieste. Se ti va, sei sempre il benvenuto.

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  21. utente anonimo 30 ottobre 2008 alle 2:08 pm

    QuasiAdatto stamattina ascoltava Baglioni, non devo aggiungere altro, vero? Altro che AC/DC…
    Quest’uomo mi preoccupa…

    Margot :p

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  22. utente anonimo 30 ottobre 2008 alle 2:08 pm

    QuasiAdatto stamattina ascoltava Baglioni, non devo aggiungere altro, vero? Altro che AC/DC…
    Quest’uomo mi preoccupa…

    Margot :p

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  23. amfortas 30 ottobre 2008 alle 5:00 pm

    Giuliano, grazie, domani passo a vedere!
    marge, mamma se sei messa male…anzi è messo male lui 🙂

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  24. amfortas 30 ottobre 2008 alle 5:00 pm

    Giuliano, grazie, domani passo a vedere!
    marge, mamma se sei messa male…anzi è messo male lui 🙂

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