Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Sintetica presentazione del concerto al Teatro Verdi, visibile stasera e domani su TeleQuattro.

Del progetto “Giovani talenti” programmato dal Verdi di Trieste ho già riportato nel post precedente.
Il teatro non ha previsto la presenza de visu né di pubblico né di critica: capisco le motivazioni, ma proprio perché si tratta di giovani interpreti mi asterrò dallo scrivere una recensione dei concerti che dovrei ricavare da un ascolto televisivo.
Dal mio punto di vista – opinabile – si tratta di una forma di rispetto nei confronti degli artisti. Solo in sala, respirando l’aria del teatro, una critica musicale seria può avere una sua dignità. Et de hoc satis.
La situazione è diversa, invece, per una breve e sintetica presentazione dei brani musicali in programma. Non una vera e propria guida all’ascolto, ma qualche coordinata di massima per orientarsi nel percorso.
Perciò quattro parole le scrivo volentieri, per chi ascolterà e vedrà il concerto registrato stasera alle 21.00 (o domani) sull’emittente regionale Telequattro.
Scritta nel 1720, la sinfonia tratta dal dramma per musica La Verità in cimento di Antonio Vivaldi, il Prete rosso, aprirà il programma: si tratta di un brano che è rappresentativo, quasi un paradigma, della musica del compositore.
A seguire il Concerto per pianoforte e orchestra in mib maggiore K 449 di Wolfgang Amadeus Mozart, del quale abbiamo celebrato l’anniversario della nascita solo pochi giorni fa, il 27 gennaio.
La pagina musicale è composta da tre movimenti.
L’Allegro vivace iniziale vede una presenza notevole dell’orchestra – un’orchestra quasi da camera, ridotta – che dialoga col pianoforte.
Nel seguente Andantino si distinguono aperture melodiche più decise mirate a un’espressività rattenuta ma intensa.
Nel finale Allegro ma non troppo, scritto in forma di Rondò, il solista può fare ampio sfoggio di tecnica e virtuosismo.
Chiude il programma la celeberrima Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 (Dal Nuovo Mondo) di Antonín Dvořák, composta nel 1893.
Il brano si svolge in quattro movimenti: Adagio-Allegro molto, Largo, Scherzo molto vivace e Allegro con fuoco.
È musica d’ispirazione etnica, vorrei dire cinematografica ante litteram, di grande impatto emotivo. Lo stesso compositore rivelò di essersi ispirato ai canti popolari degli afroamericani e dei pellerossa.
La popolarità del brano è tale che credo ragionevolmente sia impossibile non aver ascoltato almeno una volta il finale Allegro con fuoco: magari dal gruppo dei Nice guidati dal tastierista Keith Emerson, come feci io qualche milione di anni fa.
Oltre all’Orchestra del Teatro Verdi di Trieste, guidata da Roberto Gianola, potrete apprezzare il talento del giovane pianista Alberto Olivo.
Buon ascolto.

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