Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

I Racconti di Hoffmann a Torino, poi la Lucia di Lammermoor a Firenze.

Fine settimana impegnativo ma molto stimolante, anche all’insegna del mantenimento dell’unico buon proposito per l’anno nuovo: lavorare di meno, divertirmi di più.
 
 
Domani sarò al Teatro Regio di Torino, per vedere una delle mie opere preferite, Les Contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach.
Purtroppo ho pochissimo tempo e quindi non ce la faccio a scrivere una presentazione dell’opera, neanche semiseria (le versioni semiserie, peraltro, richiedono molto più impegno di quelle seriose).
Opera incompiuta, perché Offenbach morì mentre la stava finendo: dedalo inestricabile di edizioni, quindi, tanto che al momento non so quale sarà allestita nel capoluogo piemontese.
Il tratto distintivo di questo lavoro, ispirato ad alcuni racconti di E.T.A. Hoffmann (qui potete scaricarne uno, proprio quello della bambola meccanica), è un kitsch sublime: diavoli, nani, poeti, bambole meccaniche, incantesimi, umorismo e presagi funesti.
Un delirio.
Tre donne. Olympia, Antonia, Giulietta, che sono, forse, solo la rappresentazione fantastica di tre aspetti di una quarta e più reale ragazza, Stella.
Quattro diavolacci in uno, Lindorf, Coppélius, Dr.Miracle, Dapertutto: Alfonso Antoniozzi, un uomo intelligente e polemico (memorabili le sue tirate sugli argomenti più disparati, leggete anche che non sta bene ma non la prende male, auguri!) prima ancora che un grande cantante dal spiccato talento interpretativo.
Insomma, credo che non m’annoierò!
Ho scelto per voi, tra i tanti possibili ascolti e interpreti, Natalie Dessay, una delle poche cantanti contemporanee che si possono già definire storiche, di riferimento, nel ruolo dell’inquietante Olympia.
 
 
Poi, sabato pomeriggio sarò al Comunale di Firenze e, se ce la faccio, alla sera vedo il secondo cast della Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, perché non mi posso accontentare di vedere il primo domenica pomeriggio [son messo male, lo so, peraltro pensate come sarà contenta ex-Ripley, che m’accompagna in questo tour de force! (strasmile)].
La Lucia è una di quelle opere che non possono prescindere da interpreti eccellenti, è Belcanto puro.
Speriamo bene, anche perché già mi girano un po’ perché l’annunciata (non si sa con quali criteri, peraltro, ma transeat) Elena Mosuc, una fuoriclasse, non ci sarà.
Quante volte avete sentito parlare di scena della pazzia? (mai, lo so, ma fate finta, suvvia!)
Ecco, qui c’è forse la più famosa pazza del melodramma.
Una ragazza che vuole vincere la ragion di stato familiare, che le impone un marito brutto e scemo, mentre lei è innamorata di uno scemo, ma bello.
Sceglie la soluzione più facile, uccide lo sposo e muore di dolore, e per simpatia il suo amato Edgardo si suicida.
Un’opera che ci fa guardare al futuro con ragionevole ottimismo, diciamo. (smile)
Anche qui la Dessay, con le stesse motivazioni precedenti.
 
 
Detto questo, chiamo Bob, ché me ne sono colpevolmente dimenticato, e vi prometto recensioni semiserie a nastro per la prossima settimana (forse anche prima, chissà…)
 
 
 
 
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7 risposte a “I Racconti di Hoffmann a Torino, poi la Lucia di Lammermoor a Firenze.

  1. calaminta 30 gennaio 2009 alle 10:39 am

    Emozionante la scena della follia pura! Molto belli anche i costumi…
    ps: vedo che t’impegni con serità nel mantenere i tuoi propositi, bravizzimo 😀
    Buon fine settimana!

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  2. amfortas 2 febbraio 2009 alle 9:33 am

    Flo, cerco di fare il possibile, ma non darmi mai più del serio ok? 🙂
    Recensioni semiserie cumulative in giornata…

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  3. utente anonimo 2 febbraio 2009 alle 10:18 am

    La Signora Mosuc è stata annunciata dal Teatro del Maggio in quanto regolarmente contattata attraverso il suo agente, al quale vanno chieste le ragioni di una disponibilità nonostante un concomitante contratto con l’Opera di Zurigo.
    gvit

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  4. amfortas 2 febbraio 2009 alle 10:43 am

    Lo so, però nel mio caso non fa differenza perché ho comprato i biglietti mesi fa, ma la Mosuc continuava a comparire in cartellone sul sito del teatro quando era di domino pubblico che non avrebbe partecipato a questa Lucia.
    Peraltro, questa situazione deplorevole non è caratteristica esclusiva di Firenze, ma si ripete con frequenza in molti teatri.
    Saluti.

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  5. utente anonimo 2 febbraio 2009 alle 11:42 am

    La rinuncia della Signora Mosuc all’impegno con il Teatro del Maggio è arrivata una settimana prima l’inizio delle prove.
    La sua sostituzione è stata resa nota non appena trovata una soluzione ad un problema che ha messo in grave difficoltà il Teatro del Maggio, come peraltro precisato anche nel comunicato ufficiale.
    gvit

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  6. amfortas 2 febbraio 2009 alle 12:04 pm

    Sul sito ufficiale della Mosuc l’impegno per questa Lucia non è mai comparso, mentre era evidenziata la sua partecipazione alla (mi pare) Maria Stuarda, a Zurigo.
    Immagino che il Maggio abbia denunciato l’agente per cautelarsi nelle sedi opportune, vero?
    Io se fossi certo di avre ragione, lo farei senza indugio, per rispetto nei confronti del pubblico.
    Riciao.

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  7. calaminta 4 febbraio 2009 alle 12:04 pm

    Ok, prometto che non dubiterò mai più della tua semiserietà! 😀

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