Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: polemiche

Recensione espressa di Attila di Giuseppe Verdi al Teatro alla Scala di Milano: il flagello della noia.

È andata, dai.

Repetita iuvant.

Questa recensione è frutto della visione televisiva della prima scaligera, perciò attenzione: solo dal vivo uno spettacolo può essere valutato in modo completo, per ragioni tanto evidenti che non sto neanche a elencare. Detto questo, andiamo avanti.

Anche quest’anno soffro di recensione praecox, non c’è nulla da fare. Insomma mi espongo un po’ ma è tradizione di questo blog sgravare una recensione espressa, cotta sul momento. Leggi il resto dell’articolo

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Divulgazione semiseria dell’opera lirica: la prima del Teatro alla Scala di Milano vedrà protagonista Attila di Giuseppe Verdi, il flagello dei nasi.

Dunque, siamo nell’imminenza della prima scaligera, evento che scatena gli istinti più bassi – e già non sono alti di solito – dei melomani: quest’anno l’onore e l’onere dell’apertura spetta all’Attila composto da Giuseppe Verdi. Un’opera che non è mai entrata davvero nel cuore degli appassionati ma che, almeno dal mio punto di vista, non è certo così disprezzabile.
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Macbeth di Giuseppe Verdi al Teatro La Fenice di Venezia: teatro lirico allo stato puro.

Il Macbeth, tragedia scespiriana tra le più note, è stato spesso oggetto di rielaborazioni, manipolazioni e interpretazioni anche bizzarre.
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Il quinto concerto della stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste: tra Panda e Leopardi in estinzione, orse maggiori e altre bestie, Oleg Caetani conferma di essere un gran direttore.

Foto di Fabio Parenzan

In una città totalmente impazzita per la Barcolana, evento annuale che trasforma Trieste in un’efficace rappresentazione dell’inferno – sia detto con piratesco sorriso d’innocenza, alla Bellini – si è consumato il quinto concerto della stagione sinfonica del Teatro Verdi.
La seconda recita, cui si riferisce la recensione, è stata occasione di (grande) gioia, ma per pochi intimi. Con la città piena di turisti dovrebbe essere il contrario ma evidentemente la musica colta non incontra il gusto dei duri marinai della regata più affollata del mondo, veri o presunti che siano. Oppure, forse, Il Verdi non si vende bene. Leggi il resto dell’articolo

Tra falli giganti e ubriachi persi si dipanano Les contes d’Hoffmann a Lubiana.

Più volte ho scritto che ETA Hoffmann è un genio e tale è stato pure Jacques Offenbach. Ieri, pur con qualche ombra, ne ho avuta conferma.
Approfitto per suggerirvi la lettura di questi splendidi post cinefili sul blog del mio amico Giuliano. Leggi il resto dell’articolo

Quarto concerto della stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste: speriamo sia femmina?

Il quarto concerto della stagione sinfonica triestina può essere definito, ex post, come un one woman show riuscito a metà.
Lera Auerbach, artista di molteplici talenti – compositrice, direttore d’orchestra, pianista -, ne è stata infatti protagonista assoluta già ex ante. Si è molto insistito, infatti, in sede di promozione del concerto, sul suo essere donna e direttore (direttrice, direttora?) d’orchestra: un’altra donna sul podio della compagine triestina, come succede da quattro anni consecutivi. Ora, a me queste manifestazioni di political correctness fanno venire l’orticaria perché le ritengo strumentali, ma forse è un problema solo mio e quindi pazienza. Mi pare giusto però ricordare che in questo campo le distinzioni o differenze di genere sono inutili: conta solo il risultato artistico.

Lera Auerbach

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Onda su onda, siamo tutti sulla stessa barca. Paolo Longo e la sua Dissolutio protagonisti al Teatro Verdi di Trieste.

 

In una città come Trieste una serata musicale dedicata al mare e alle sue perturbazioni artistiche musicali trova il suo habitat naturale e, per certi versi, assume contorni peculiari soprattutto quando si pensi che il Teatro Verdi è a pochi metri dall’estremo lembo del Mediterraneo. E, come ben sanno i triestini, con situazioni atmosferiche particolari il mare non si accontenta di fare da cornice ma entra fisicamente in teatro da spettatore scapestrato, facendo qualche danno agli archivi o ai magazzini.
Ieri, invece, la sua presenza è stata solo evocata tramite la scelta del programma, imperniato su pagine musicali che, più o meno da vicino, ricordavano mare e scenari marini. Leggi il resto dell’articolo

Genova è stata ferita, ma il Teatro Carlo Felice esporta la cultura italiana nel mondo: Rigoletto di Giuseppe Verdi a Lubiana.

Ieri, a Lubiana, appuntamento dedicato all’opera lirica. Bella serata, molta gente e un Leo Nucci davvero impressionante per vigore e competenza interpretativa. Domani, 29 agosto, si replica. Chi può non manchi l’appuntamento! Leggi il resto dell’articolo

Un Grande del Romanticismo tedesco a Lubiana: Johannes Brahms. Il Trio come metafora della vita civile.

Continuano anche con la canicola le mie incursioni al Festival di Lubiana per conto di OperaClick. Questa volta è toccato a Brahms, le cui opere possono, proprio di questi tempi, darci una lezione di etica ed educazione civica. Chi vuol capire, capisca (strasmile).1Krilov
Segnalo che vedremo Sergej Krilov anche a Trieste, in altro repertorio. Leggi il resto dell’articolo

I’m in Bayreuth state of mind 2018. Parte domani il Festival wagneriano più famoso del mondo.

In un clima di notevole indifferenza, o almeno così pare a me, anche quest’anno sta per ripartire il Festival di Bayreuth.
Siccome dalle statistiche vedo che tanti nuovi lettori si affacciano sul mesto panorama di questo blog desolato, do un paio di indicazioni minime su cosa sia codesta manifestazione per brontosauri (strasmile).
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