Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: polemiche

Il terzo appuntamento della stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste.

In questi giorni negli ambienti culturali triestini si parla (e sparla) molto della nomina di Ezio Bosso alla carica di Direttore stabile residente, fortemente voluta dallo staff dirigenziale del Teatro Verdi. Anch’io sono stato sollecitato più volte a dire la mia sull’argomento, ma le polemiche preventive non mi piacciono, né sono particolarmente portato alle ciacole. Le prestazioni artistiche di Ezio Bosso qui su OperaClick saranno valutate di volta in volta e con la consueta serenità ex post, come è giusto che sia, per il rispetto che si deve all’uomo e all’artista.

Argomento chiuso. Leggi il resto dell’articolo

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Alban Berg e Hector Berlioz: le due facce del genio al Teatro Verdi di Trieste.

Serata davvero bella, emozionante.
Ai tanti che mi hanno chiesto la mia opinione sull’incarico a Ezio Bosso, rispondo che valuterò l’artista di volta in volta con la consueta serenità.
Ok? (strasmile) Leggi il resto dell’articolo

Grande orchestra, grande direttore e grande musica. Il Teatro Verdi vince a mani basse.

Dopo l’evento di domenica scorsa in cui Ezio Bosso ha trionfato come uomo e come musicista, si è aperta ufficialmente la stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste con un concerto di grande interesse. Leggi il resto dell’articolo

Al Teatro Verdi di Trieste Ezio Bosso trionfa come uomo e come musicista.

Si torna a teatro, ed è subito una gran bella sensazione, purtroppo mitigata dall’ennesima notizia di tagli sciagurati al Verdi di Trieste da parte del FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo): sono messi in discussione 900.000 euro, che non sono pochi.
Lo sostengo da sempre, i contributi statali allo spettacolo dovrebbero essere ribattezzati Finanziamenti di Schrödinger, in onore al famoso paradosso della meccanica quantistica.
I soldi ci sono e allo stesso tempo non ci sono, vanno e vengono, appaiono e scompaiono. Di là delle battute, pensate come debba essere facile una programmazione teatrale a medio termine e, non da sottovalutare, che effetto possa avere questa incertezza sul morale dei lavoratori del teatro. Leggi il resto dell’articolo

Capricornina78, chi era costei? Ovvero Piccolo di nome e di fatto.

Questo è un articolo che non scrivo volentieri, perciò mi scuso subito con i miei happy few se il tono sarà meno scanzonato del solito.
Credo però sia opportuno informare il maggior numero possibile di persone di quello che è successo, e non per narcisismo – i singoli, io come gli altri, passano e se ne vanno –  bensì per senso civico, per una sana etica del lavoro, per una forma di educazione e di rispetto nei confronti di chi mi segue e per coloro che hanno a cuore quella specie di chimera che si usa (e, in alcuni casi, osa) chiamare cultura. Leggi il resto dell’articolo

I’m in Bayreuth state of mind 2017. E un bel libro di Pietro Tessarin su Richard Wagner.

Ormai ci siamo: la settimana prossima parte il gran baraccone chiamato Festival di Bayreuth.
Quest’anno – a meno che non perda colpi, ipotesi da considerare sempre – la benemerita Radio3 trasmetterà solo i Meistersinger del 25 luglio, giornata inaugurale della kermesse. Gli appassionati sapranno in ogni caso sopperire alla mancanza frequentando le consuete emittenti alternative.
Insomma, il titolo I’m in Bayreuth state of mind si può riproporre serenamente per l’ennesima volta.
Per l’edizione 2017 non sono previsti topi e a mio parere è già un passo avanti. Forse.
Seguirò il Festival ma non credo proprio che ne scriverò qualcosa, ormai ho un’età in cui le forze vanno centellinate con cura (strasmile). Ma non si sa mai eh? E comunque sì, presto sostituirò la foto (ultrasmile).
Nel frattempo, tanto per introdurre l’argomento Wagner segnalo un libro recentemente pubblicato. A me è piaciuto molto e lo consiglio a tutti i piccini wagneriani. Leggi il resto dell’articolo

Considerazioni serie e semiserie sul cartellone 2017/2018 del Teatro Verdi di Trieste.

Avverto, questo è un classico longform e cioè una lenzuolata noiosa per addetti ai lavori e appassionati. E questa è la parte migliore. La vera notizia pessima è che il prossimo articolo sarà ancora più noioso, ma voglio lasciarvi con la curiosità (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Brundibár di Hans Krása al Teatro Verdi di Trieste: un sorriso per stemperare una tragedia.

Qualche anno fa, prima di accingermi a recensire Der Kaiser von Atlantis di Viktor Ullmann, ritenni opportuno farmi una domanda e trovare una risposta plausibile. Lo faccio anche in quest’occasione:
Cos’è la musica concentrazionaria?
In modo molto sintetico si può rispondere che è quella musica che è espressione della creatività in condizioni estreme, a dispetto delle restrizioni fisiche, della violenza anche psicologica, degli stenti. La musica come ultima espressione della dignità umana. E credo sia impossibile anche solo immaginare condizioni più estreme di quelle di un campo di concentramento che, come per l’opera indicata sopra, è sempre il famigerato Theresienstadt. Leggi il resto dell’articolo

La sonnambula di Bellini al Teatro Verdi di Trieste, ovvero Balla coi pupi.

Ho sempre pensato che la regia possa essere un valore aggiunto a un’opera lirica, e per questa mia convinzione ho dovuto pure litigare – si fa per dire –  e rispondere a mail sdegnate di appassionati scandalizzati per allestimenti a loro parere troppo azzardati. Il problema principale è che per fare una regia non bastano le idee, bisogna anche saperle realizzare bene dal punto di vista scenotecnico.
A seguire la cronaca di una serata che – dal punto di vista di cui sopra – è risultata davvero infelice.
Poi, perché il pubblico triestino abbia massacrato la regia del Flauto magico e lasciato passare l’orribile messa in scena di ieri sera, resta un mistero insondabile. Leggi il resto dell’articolo

Intervista a Gianluigi Gelmetti: si parla anche di Trieste e del Teatro Verdi.

Negli ultimi anni Gianluigi Gelmetti è stato molto presente a Trieste. Ho colto la ghiotta opportunità e ho approfittato per fargli un po’ di domande sull’opera lirica e sul teatro.
Ne è uscita una chiacchierata a “tutto campo” che tocca gli argomenti sui quali gli appassionati dibattono ogni giorno. Leggi il resto dell’articolo

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