Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: polemiche

Il quinto concerto della stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste: tra Panda e Leopardi in estinzione, orse maggiori e altre bestie, Oleg Caetani conferma di essere un gran direttore.

Foto di Fabio Parenzan

In una città totalmente impazzita per la Barcolana, evento annuale che trasforma Trieste in un’efficace rappresentazione dell’inferno – sia detto con piratesco sorriso d’innocenza, alla Bellini – si è consumato il quinto concerto della stagione sinfonica del Teatro Verdi.
La seconda recita, cui si riferisce la recensione, è stata occasione di (grande) gioia, ma per pochi intimi. Con la città piena di turisti dovrebbe essere il contrario ma evidentemente la musica colta non incontra il gusto dei duri marinai della regata più affollata del mondo, veri o presunti che siano. Oppure, forse, Il Verdi non si vende bene. Leggi il resto dell’articolo

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Tra falli giganti e ubriachi persi si dipanano Les contes d’Hoffmann a Lubiana.

Più volte ho scritto che ETA Hoffmann è un genio e tale è stato pure Jacques Offenbach. Ieri, pur con qualche ombra, ne ho avuta conferma.
Approfitto per suggerirvi la lettura di questi splendidi post cinefili sul blog del mio amico Giuliano. Leggi il resto dell’articolo

Quarto concerto della stagione sinfonica al Teatro Verdi di Trieste: speriamo sia femmina?

Il quarto concerto della stagione sinfonica triestina può essere definito, ex post, come un one woman show riuscito a metà.
Lera Auerbach, artista di molteplici talenti – compositrice, direttore d’orchestra, pianista -, ne è stata infatti protagonista assoluta già ex ante. Si è molto insistito, infatti, in sede di promozione del concerto, sul suo essere donna e direttore (direttrice, direttora?) d’orchestra: un’altra donna sul podio della compagine triestina, come succede da quattro anni consecutivi. Ora, a me queste manifestazioni di political correctness fanno venire l’orticaria perché le ritengo strumentali, ma forse è un problema solo mio e quindi pazienza. Mi pare giusto però ricordare che in questo campo le distinzioni o differenze di genere sono inutili: conta solo il risultato artistico.

Lera Auerbach

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Onda su onda, siamo tutti sulla stessa barca. Paolo Longo e la sua Dissolutio protagonisti al Teatro Verdi di Trieste.

 

In una città come Trieste una serata musicale dedicata al mare e alle sue perturbazioni artistiche musicali trova il suo habitat naturale e, per certi versi, assume contorni peculiari soprattutto quando si pensi che il Teatro Verdi è a pochi metri dall’estremo lembo del Mediterraneo. E, come ben sanno i triestini, con situazioni atmosferiche particolari il mare non si accontenta di fare da cornice ma entra fisicamente in teatro da spettatore scapestrato, facendo qualche danno agli archivi o ai magazzini.
Ieri, invece, la sua presenza è stata solo evocata tramite la scelta del programma, imperniato su pagine musicali che, più o meno da vicino, ricordavano mare e scenari marini. Leggi il resto dell’articolo

Genova è stata ferita, ma il Teatro Carlo Felice esporta la cultura italiana nel mondo: Rigoletto di Giuseppe Verdi a Lubiana.

Ieri, a Lubiana, appuntamento dedicato all’opera lirica. Bella serata, molta gente e un Leo Nucci davvero impressionante per vigore e competenza interpretativa. Domani, 29 agosto, si replica. Chi può non manchi l’appuntamento! Leggi il resto dell’articolo

Un Grande del Romanticismo tedesco a Lubiana: Johannes Brahms. Il Trio come metafora della vita civile.

Continuano anche con la canicola le mie incursioni al Festival di Lubiana per conto di OperaClick. Questa volta è toccato a Brahms, le cui opere possono, proprio di questi tempi, darci una lezione di etica ed educazione civica. Chi vuol capire, capisca (strasmile).1Krilov
Segnalo che vedremo Sergej Krilov anche a Trieste, in altro repertorio. Leggi il resto dell’articolo

I’m in Bayreuth state of mind 2018. Parte domani il Festival wagneriano più famoso del mondo.

In un clima di notevole indifferenza, o almeno così pare a me, anche quest’anno sta per ripartire il Festival di Bayreuth.
Siccome dalle statistiche vedo che tanti nuovi lettori si affacciano sul mesto panorama di questo blog desolato, do un paio di indicazioni minime su cosa sia codesta manifestazione per brontosauri (strasmile).
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Al Festival di Lubiana svetta la grandissima Diana Damrau.

Come quasi sempre il Festival di Lubiana dà l’occasione a noi triestini sfigati di ascoltare artisti di caratura internazionale. Diana Damrau è una di quelle cantanti che sono famose ma soprattutto sono bravissime sul…campo, che in questo caso è la sala da concerto del Cankarjev dom. Dal vivo non si bara. E persino io, che sono poco incline agli entusiasmi, mi sono alzato ad applaudire. Leggi il resto dell’articolo

La stagione sinfonica, lirica e di balletto 2018/2019 del Teatro Verdi: sursum corda!

Dopo le puntualizzazioni, beninteso personali ma largamente condivise, del post precedente, è tempo di passare ad argomenti più interessanti. Ovviamente anche in questo caso si tratta di opinioni ma mi fa piacere scriverne e poi, per motivi misteriosi, sembra che il periodico articolo sulla nuova stagione del Verdi di Trieste sia sempre particolarmente gradito. Me lo dicono le statistiche che posso consultare grazie a WordPress, che ospita Di tanti pulpiti.
Allora, la novità è che quest’anno non comincerò con la solita solfa delle passate occasioni perché, e sono il primo a stupirmi (strasmile), sono abbastanza contento delle scelte per la prossima stagione.
Tenete presente, mi raccomando, che i pareri dei critici musicali sono talmente inutili da far apparire autorevoli i sondaggisti politici e avrete un quadro completo della situazione (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Un paio di considerazioni serie sulla strategia comunicativa del Teatro Verdi di Trieste: opinabili, ovviamente.

Comincio questo mio post con una considerazione personale, non so quanto condivisibile: credo fermamente che la funzione della critica musicale non si esaurisca nel commentare gli esiti artistici di un singolo spettacolo. È mia convinzione che si debba andare oltre, esplorando argomenti e situazioni che con l’Arte hanno poco a che fare. Leggi il resto dell’articolo

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