Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: polemiche

Euryanthe, capolavoro misconosciuto di Carl Maria von Weber. Ottimo Dvd della Naxos.

L’appassionato di musica lirica deve pur trovare conforto in questi tempi bui, in cui la musica dal vivo è quasi irraggiungibile. I Dvd sono un buon compromesso, soprattutto quando si possono vedere opere ormai uscite dal repertorio più praticato.
Perciò, in attesa di momenti migliori… Leggi il resto dell’articolo

Cronaca di una resurrezione annunciata: torna la musica “vera” al Teatro Verdi di Trieste

Finalmente, dopo tre mesi di chiusura obbligata, il Teatro Verdi di Trieste ha riaperto le porte al pubblico.
Leggi il resto dell’articolo

Intervallo nell’intervallo: parliamo di teatri e di chi lavora in teatro.

Intervista fatta per OperaClick, rivista di cui sono indegnamente vicedirettore:
La contingenza è molto impegnativa per tutti e coloro che lavorano in teatro non fanno eccezione, anzi. Dai periodi di crisi, ce lo insegna l’esperienza, sono proprio le istituzioni teatrali (tutte, senza eccezioni) a uscirne peggio perché la politica è sempre stata miope nei confronti delle esigenze della cultura. Per questo motivo abbiamo deciso di contribuire a dare visibilità a chi in teatro ci lavora ogni giorno, magari senza essere sotto le luci della ribalta.
Chiara Molent è il Primo Contrabbasso del Teatro Verdi di Trieste, e ci racconta un po’ di sé.
Come nasce la tua passione per la musica?
La mia passione per la musica nasce grazie ai miei genitori, che non sono musicisti, ma sin da piccola mi hanno indirizzato allo studio del pianoforte con i corsi Yamaha. Mi sono innamorata della musica e ho capito abbastanza presto che nella vita avrei solo voluto suonare anche se non ero ben consapevole del percorso che avrei dovuto affrontare. Il contrabbasso è stata una passione che è nata successivamente. Avevo 15 anni, già allieva di pianoforte al Conservatorio di Milano, ero curiosa e interessata agli strumenti ad arco. Affascinata dai suoni gravi ho scelto il contrabbasso.

Attraverso quali vie sei arrivata a Trieste?
Il percorso che mi ha permesso di arrivare fino a qui è stato intenso e impegnativo ma sempre stimolante e gratificante. La vittoria del concorso da primo contrabbasso nel mio Teatro è stata il culmine di una serie di esperienze formative e lavorative meravigliose. Ho studiato al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con Piermario Murelli, diplomandomi a 22 anni con lode. Qualche giorno dopo ho conseguito anche il diploma di Pianoforte, che non ho mai abbandonato. Ho studiato all’Accademia “W. Stauffer” di Cremona con Franco Petracchi. Mi sono perfezionata con le prime parti del Teatro alla Scala, Francesco Siragusa e Giuseppe Ettorre. Ho iniziato contestualmente a fare audizioni per lavorare nelle fila delle orchestre italiane più importanti. In seguito alle idoneità conseguite ho collaborato con l’Orchestra e la Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, del Teatro Regio di Torino, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Teatro Petruzzelli di Bari, Pomeriggi Musicali di Milano, Teatro Carlo Felice di Genova.
In queste ultime tre Fondazioni sono risultata idonea anche come Primo Contrabbasso. Ho avuto la fortuna di studiare e poi lavorare accanto a concertisti, solisti, e direttori di fama internazionale da cui ho imparato moltissimo. Pochi giorni prima di vincere il concorso al Teatro Verdi di Trieste avevo vinto il Concorso da Co-Principal all’Opera di Lubiana.
L’essere donna è stato un ostacolo o un vantaggio per la tua carriera?
Direi nessuna delle due. Fortunatamente nella maggior parte dei casi sono stata giudicata come musicista e strumentista e non come donna. Dipende sempre però dalle persone che si incontrano e dalla sensibilità di ognuno. Per quanto riguarda il contrabbasso, nello specifico, siamo ancora in poche a suonare questo strumento. Forse per questo motivo, o per le sue dimensioni, desta talvolta interesse che a suonarlo sia una donna. Sono convinta che gli strumenti musicali siano un mezzo di espressione delle sensibilità individuali e dei propri talenti, e che non siano destinati all’uomo piuttosto che alla donna. Se una persona è musicale e sensibile, riuscirà ad esprimersi attraverso qualsiasi strumento.
Ti senti responsabilizzata in qualche modo dalla tua singolare posizione di prima donna, giovane e prima parte dell’orchestra di una fondazione lirica?
Essere la prima donna in Italia a ricoprire stabilmente il ruolo di primo contrabbasso in una Fondazione è per me un onore e mi sento certamente responsabile del mio ruolo, ma non lo collego direttamente ad una questione di genere. So di aver “sfondato una porta” essendo la prima nel nostro paese, ma ho constatato che la preparazione e le abilità fugano ogni pregiudizio, qualora ce ne fossero stati. Aver vinto questo posto mi riempie di orgoglio come donna, musicista e per il percorso che ho fatto. Ho avuto la fortuna di essere accolta da un gruppo di colleghi fantastici, che mi stimano molto. Sono leader di una fila di contrabbassisti in gamba ed è un piacere lavorare con loro.
Quali sono le altre tue passioni?
Fino ad ora ho avuto poco tempo per attività all’infuori della musica, che ha sempre riempito le mie giornate. Nel tempo libero mi piace fare passeggiate (quelle a Trieste, sul mare, sono bellissime!) e amo molto la natura. Le piante grasse sono da sempre una mia grande passione. Infine mi piace la cucina, adoro mangiare fuori, e ho una vera passione per il sushi.

Come ti trovi a Trieste?
Benissimo. È una città assolutamente a misura d’uomo, vivibile, e con tutti i servizi sempre a portata di mano. La trovo piena di fascino, colorata, luminosa, frizzante… una città bellissima. Inoltre il nostro Teatro si affaccia sul mare, e possiamo goderci questa vista straordinaria da più punti.

Qual è il clima che si respira in questi giorni in Teatro? Ovviamente attraverso media vari o social, perché anche voi siete tutti a casa.
Purtroppo questa pandemia sta rendendo per tutti il clima molto pesante. L’incertezza su quando si riprenderà a lavorare e le conseguenze che ci saranno ci preoccupano molto. Al tempo stesso siamo fiduciosi e speriamo che nel più breve tempo possibile si possa tornare alla normalità o quantomeno riprendere il lavoro anche con modalità differenti. Cerchiamo costantemente di tenere viva l’attenzione per il nostro Teatro producendo video e pubblicando esperienze riguardanti la nostra attività di musicisti. In questo momento difficile la musica diventa un mezzo per esprimere unione e solidarietà. Fra colleghi ci si sostiene a distanza, sempre in compagnia dei nostri strumenti. Vorremmo tornare a lavorare al più presto, perché per noi è importante suonare insieme per il nostro pubblico.
Hai qualche aneddoto da raccontare, non necessariamente spiritoso, successo durante l’esecuzione di un’opera, un concerto o comunque un’esibizione pubblica?
A volte capita che durante le prove si sentano dei rumori inattesi in buca, magari dal lato opposto al tuo. Spesso per la distanza non si riesce a capire cosa sia successo e serpeggia tra i musicisti una certa curiosità. L’anno scorso, per esempio, durante la prova generale di “Elisir D’amore” di Donizetti, nel pizzicare con troppa enfasi accompagnando la delicatissima aria “Una Furtiva Lagrima” ho colpito involontariamente con l’arco che avevo in mano la lampada del leggio. Ho causato un botto molto forte, la lampadina si è spenta e i colleghi vicino si sono spaventati e trattenuti dal ridere. Abbiamo ovviamente proseguito cercando di restare impassibili.
Suoni o vorresti suonare in qualche complesso da camera?
Ho suonato con qualche collega in formazione cameristica e per anni in quintetto insieme a quattro compagni di studio del Conservatorio. Con questo gruppo abbiamo anche vinto una borsa di studio ed inciso un DVD per Limen Music. La musica da camera mi appassiona e mi piacerebbe continuare a suonare anche in formazioni cameristiche.
Che ne dici della nostra rivista?
Che vuoi che dica, la “nostra” musica ha poco spazio ovunque, posso solo essere contenta del vostro lavoro, continuate a sostenerci perché ne abbiamo bisogno ora più che mai. Buona fortuna a tutti e un affettuoso saluto ai vostri lettori!

Recensione avvelenata di Boris Godunov al Teatro Verdi di Trieste: in cauda venenum.

Figura di merda del pubblico triestino, lo scrivo subito all’inizio, usando l’alata e incomprensibile metafora che avete appena letto.

Certa gente se lo merita, Sanremo.(Foto di Fabio Parenzan) Leggi il resto dell’articolo

Divulgazione semiseria dell’opera lirica: Boris Godunov di Musorgskij al Teatro Verdi di Trieste.

Fëdor Ivanovič Šaljapin

Dopo Il Principe Igor dell’anno scorso, continua la frequentazione russa al Teatro Verdi di Trieste, con Boris Godunov di Musorgskij. Spesso, in questi miei articoli di divulgazione semiseria dell’opera lirica, parlo di genesi sofferta o contrastata dell’opera di cui cerco di dare qualche informazione basica. Leggi il resto dell’articolo

Grande prova di Daniele Gatti in un Tristan und Isolde che soffre una regia (Pierre Audi) non del tutto convincente.

Come sanno bene gli happy few che mi seguono in queste terre desolate, sono un perfect wagnerite e cioè un wagneriano fradicio (strasmile). Inoltre Tristan und Isolde è una delle mie opere da isola deserta, perciò recensire questo DVD è stato davvero un piacere. Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria del dittico A hand of Bridge/Il castello del Principe Barbablù al Teatro la Fenice di Venezia: dura, la vita.

Che questo blog invecchi, come il suo tenutario, peraltro, si può arguire anche da alcune circostanze laterali. Per esempio, Giuseppe Palella, del cui lavoro troverete nelle righe a seguire ampio apprezzamento, qualche anno fa commentava qui gli articoli. Ora ne ha fatta di strada, tanto da essere insignito del Premio Abbiati 2018 per i costumi.
Io non vinco mai niente, porca miseria (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Grande serata al Teatro dell’opera di Lubiana: Una fiammeggiante Nuška Drašćek Rojko nei panni della Pulzella d’Orléans di Pëtr Il’ič Čajkovskij incendia il pubblico.

Su OperaClick stiliamo la classifica dei migliori spettacoli di ogni anno; credo che per il 2020 difficilmente potrò fare a meno di segnalare questa serata! Insomma, tra Lucrezia Borgia e Pulzella l’anno è cominciato benissimo.
E, con un minimo di orgoglio dico che quando vidi Káťa Kabanová (per il regista) e La Cenerentola (per la protagonista), fui facile profeta.

Leggi il resto dell’articolo

Recensione avvelenata di Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti al Teatro Verdi di Trieste: una grande Carmela Remigio impreziosisce una bella sera di teatro.

In realtà, ad avvelenarsi – inutilmente peraltro – sono stati solo alcuni loggionisti, i quali, dal momento che sono stanziali e non escono dagli angusti spazi del Verdi di Trieste, del teatro lirico moderno hanno una visione ristretta.
So già che nei prossimi giorni ci saranno polemiche ma io esorto il management del Verdi a proseguire sulla strada di una intelligente innovazione. Solo in questo modo si può garantire il ricambio del pubblico: la qualità dei cantanti e l’originalità degli allestimenti sono fondamentali. E, se qualcuno s’arrabbia, pazienza (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Recensione semiseria e considerazioni a latere del Concerto di Capodanno al Teatro Verdi di Trieste: Freddie Mercury, perdonaci.

Ma non perdonare il nostro quotidiano, Il Piccolo, che al Concerto di Capodanno della maggiore realtà della regione ha dedicato questo importante ed esauriente articolo:

Si è rinnovato ieri anche l’appuntamento beneaugurale con il Concerto di Capodanno della Fondazione Teatro Lirico Verdi di Trieste, con l’Orchestra diretta dal maestro Fabrizio Maria Carminati, il Coro diretto dal maestro Francesca Tosi e i tecnici dell’ente . In programma le musiche di Johann Strauss.
(c’era anche una mini-foto)


Ecco, tanto per cominciare bene l’anno e visto che è stato l’articolo più letto anche nel 2019, vi allego la triste storia di Capricornina78.
E auguri a tutti (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: