Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: polemiche

Intervista a Gianluigi Gelmetti: si parla anche di Trieste e del Teatro Verdi.

Negli ultimi anni Gianluigi Gelmetti è stato molto presente a Trieste. Ho colto la ghiotta opportunità e ho approfittato per fargli un po’ di domande sull’opera lirica e sul teatro.
Ne è uscita una chiacchierata a “tutto campo” che tocca gli argomenti sui quali gli appassionati dibattono ogni giorno. Leggi il resto dell’articolo

Orizzonti di gloria, ovvero io non sono che un critico.

Serata impegnativa, diciamo così. Peraltro anche in momenti come questi si apprezza la funzione salvifica del teatro e cioè la sospensione della realtà: gran cosa, di questi tempi. Leggi il resto dell’articolo

Recensione seria di Il segreto di Susanna di Ermanno Wolf-Ferrari al Teatro Verdi di Trieste.

Una serata divertente, purtroppo per pochi intimi. Consiglio a tutti di non perdere questa produzione, ne vale la pena; ci potete andare anche domani alle 18. E poi, dai, dura solo un’oretta e il biglietto costa poco (strasmile)! Leggi il resto dell’articolo

Il Lied trionfa al Verdi di Trieste nell’ambito della stagione della Società dei concerti.

Insomma, bella serata ma nonostante il successo e la buona partecipazione di giovani, speravo in un’affluenza più nutrita. La Juventus però ha vinto, nonostante le mie maledizioni ad Allegri che ha lasciato in tribuna Bonucci (strasmile).c1 Leggi il resto dell’articolo

Tannhäuser al Teatro La Fenice di Venezia: una serie di sfortunati eventi.

Purtroppo deluderò chi aspetta con ansia notizie dai temibili gabbiani assassini dell’orrida Venezia ma il pomeriggio di ieri è stato pur sempre ricco di avvenimenti.
Intanto il previsto tenore Stefan Vinke è stato sostituito, causa indisposizione, dal collega Paul McNamara. Come se non bastasse ha dovuto dare forfait pure la arpista e, non essendo disponibile un sostituto, la parte è stata affidata alla bravissima Roberta Ferrari al…piano elettrico. Inoltre, all’inizio una signora seduta vicino a me si è sentita male, perciò direi che per i gabbiani passiamo avanti (strasmile).venus-1

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Il flauto magico al Teatro Verdi di Trieste: animali fantastici e dove trovarli. Superman compreso.

Die Zauberflöte ossia Il flauto magico di Mozart mancava dal Teatro Verdi di Trieste da vent’anni. Ieri sera il ritorno, gustoso per molti versi.
Come potrete leggere più avanti, a buona parte del pubblico la regia di Valentina Carrasco non è piaciuta. Succede. Peccato che la Carrasco stessa non l’abbia presa benissimo, per usare un eufemismo (strasmile).
Voglio dire, postulare a gesti una generale infedeltà dei partner del pubblico – correttamente senza distinzioni di genere, va detto – non è proprio il massimo (strasmile).
Tra l’altro suggerisco alla regista una collocazione più coerente di Nembo Kid: poteva farlo intervenire quando c’era in scena la cabina telefonica, no? Almeno si spiegava – visto che il minilocale era occupato dalla Regina della notte – la precipitosa fuga del supereroe dietro le quinte.
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Le cose migliori però si sono viste in platea e nel foyer all’intervallo, perché io e un’amica (ciao Maria Teresa) che abbiamo perso la dignità da tempo immemorabile abbiamo mimato i movimenti dei robottini/fanciulli tra gli sguardi più preoccupati che divertiti dei giurassici spettatori della prima. È stato uno spettacolo orribile al quale un altro amico pusillanime (ciao Paolo) ha voluto colpevolmente sottrarsi. E sì che pure lui, quanto a dignità, non ha molto da perdere.
Personalmente mi sono sempre sentito come un animale – sentimento condiviso da chiunque mi conosca –  ma da oggi mi sento anche di attribuirmi l’aggettivo fantastico. Da qui il triste titolo di questo post che sarà apprezzato, credo, per affinità animalesca elettiva da molti dei lettori di questa tana…ehm…blog.
Insomma, alla prossima e un saluto a tutti!entrata-papa Leggi il resto dell’articolo

La Top Ten del 2016 su Di Tanti Pulpiti: robe brutte.

Dopo tanti anni di continua crescita di lettori, quest’anno la mia creatura prediletta nomata Di tanti pulpiti – che, lo ricordo, è un sapido calambour di una delle più famose arie rossiniane – ha subito una battuta d’arresto. Il motivo è evidente, gran parte delle recensioni sono state scritte per la casa che mi avevano affittato per le vacanze e cioè La classica nota da dove poi me se sono andato perché il clima non mi si confaceva (strasmile).
In ogni caso, malgrado la flessione di “ascolti” questo canale tra me e gli amici, i melomani e gli appassionati di musica in generale continua a funzionare e ci tengo molto. Per questo motivo ecco qui la leporelliana lista degli articoli più letti. Come potete notare, alcuni post hanno ormai una certa età ed è un buon segno perché significa che nel corso degli anni, piaccia o meno, questo buio loco ha acquisito un modesto prestigio. Ringrazio ancora una volta i miei happy few per la fiducia.czgceqxweaa1pe1-jpg-large Leggi il resto dell’articolo

Perché ho lasciato La Classica Nota. Prima e ultima parte.

Si è aperta la stagione lirica 2016-2017 al Teatro Verdi di Trieste, con una produzione di Rigoletto proveniente da Montecarlo: insomma una puntata alla roulette. È uscito lo zero e – come ben sanno i ludopatici come me – non è neanche un cattivo risultato perché si attende con ansia il successivo giro di pallina. Le palle girano, si sa. Ovunque è tutto un girare di palle. Sembra una rivisitazione della canzone di Antoine, “Pietre”:

Tu sei buono e ti girano le palle

Sei  cattivo, e ti girano le palle

Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai

Sempre palle che girano troverai Leggi il resto dell’articolo

A Trieste meglio che parli la musica, perché il resto è da dimenticare.

È sempre un piacere riferire di una bella serata a teatro, soprattutto quando si è condiviso il piacere dell’ascolto con tanti spettatori. Poi metteteci che una gentile signorina mi ha ceduto il suo comodo posto, impietosita dalle smorfie che mi procurava il mal di schiena, ed ecco che l’incantesimo è servito.fd1
Una grande interprete e un grande compositore, che però non si sono incontrati sul palco del Verdi di Trieste. Voglio dire che Francesca Dego, violinista fantastica, non ha incontrato Lenny Bernstein bensì il più modesto (parere mio eh?) Èdouard Lalo. Ma c’è stato spettacolo comunque, perché la giovane artista ha valorizzato la musica “etnica” del compositore francese e il direttore Christopher Franklin e l’Orchestra del Verdi sono stati bravissimi nell’interpretazione della suite da West side story.
Ecco, a Trieste in questo periodo turbolento c’è bisogno che parli la musica, in modo che il rumore di fondo della politica più becera e del giornalismo più meschino non si senta.
Prendetevi tre minuti e leggete la mia cronaca su La classica nota.

Un saluto a tutti, alla prossima.

Amfortas vede gente e fa cose.

Questo è un post diverso dal solito, nel senso che si parla sì di musica ma – e non ricordo di averlo fatto altre volte – c’è pure una mia foto. Non una foto qualsiasi e ora vi spiego.
Un paio di giorni fa il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha deciso con gesto autonomo di levare lo striscione con  la scritta “Verità per Giulio Regeni” che faceva bella mostra di sé sul balcone del municipio in Piazza Unità. Dice, il Signor Sindaco, che c’era assuefazione visiva e che perciò quel simbolo non era più efficace. A dire il vero ha affermato anche – con una certa eleganza –  che lo striscione era un dente cariato e che ha voluto toglierselo.  Ovviamente c’è stata una vera e propria sollevazione da parte di molti cittadini, anche di coloro che hanno votato per l’attuale Sindaco.
Il quotidiano Il Piccolo è uscito con la prima pagina che rappresentava il volantino di Amnesty International appunto raffigurato sullo striscione.
Ho pensato: Io cosa posso fare? Ma non mi veniva nulla, e sì che sono un creativo mica da poco (strasmile).
Ieri sera c’era il concerto per la stagione sinfonica, però, e allora ho deciso così, d’emblée, che avrei potuto pacificamente manifestare il mio dissenso per la scellerata decisione. Perciò mi sono stampato il volantino e, con la manualità straordinaria che mi distingue me lo sono appiccicato alla giacca con tre graffette. E me ne sono andato in teatro come se niente fosse a esercitare il mio diritto/dovere di critico musicale.paolo-2
Come potete leggere su La Classica Nota, non è stata una serata esaltante, ma io sono uscito da teatro ugualmente soddisfatto.
Un saluto a tutti, alla prossima.

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