Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Archivi Categorie: polemiche

I’m in Bayreuth state of mind 2017. E un bel libro di Pietro Tessarin su Richard Wagner.

Ormai ci siamo: la settimana prossima parte il gran baraccone chiamato Festival di Bayreuth.
Quest’anno – a meno che non perda colpi, ipotesi da considerare sempre – la benemerita Radio3 trasmetterà solo i Meistersinger del 25 luglio, giornata inaugurale della kermesse. Gli appassionati sapranno in ogni caso sopperire alla mancanza frequentando le consuete emittenti alternative.
Insomma, il titolo I’m in Bayreuth state of mind si può riproporre serenamente per l’ennesima volta.
Per l’edizione 2017 non sono previsti topi e a mio parere è già un passo avanti. Forse.
Seguirò il Festival ma non credo proprio che ne scriverò qualcosa, ormai ho un’età in cui le forze vanno centellinate con cura (strasmile). Ma non si sa mai eh? E comunque sì, presto sostituirò la foto (ultrasmile).
Nel frattempo, tanto per introdurre l’argomento Wagner segnalo un libro recentemente pubblicato. A me è piaciuto molto e lo consiglio a tutti i piccini wagneriani. Leggi il resto dell’articolo

Considerazioni serie e semiserie sul cartellone 2017/2018 del Teatro Verdi di Trieste.

Avverto, questo è un classico longform e cioè una lenzuolata noiosa per addetti ai lavori e appassionati. E questa è la parte migliore. La vera notizia pessima è che il prossimo articolo sarà ancora più noioso, ma voglio lasciarvi con la curiosità (strasmile). Leggi il resto dell’articolo

Brundibár di Hans Krása al Teatro Verdi di Trieste: un sorriso per stemperare una tragedia.

Qualche anno fa, prima di accingermi a recensire Der Kaiser von Atlantis di Viktor Ullmann, ritenni opportuno farmi una domanda e trovare una risposta plausibile. Lo faccio anche in quest’occasione:
Cos’è la musica concentrazionaria?
In modo molto sintetico si può rispondere che è quella musica che è espressione della creatività in condizioni estreme, a dispetto delle restrizioni fisiche, della violenza anche psicologica, degli stenti. La musica come ultima espressione della dignità umana. E credo sia impossibile anche solo immaginare condizioni più estreme di quelle di un campo di concentramento che, come per l’opera indicata sopra, è sempre il famigerato Theresienstadt. Leggi il resto dell’articolo

La sonnambula di Bellini al Teatro Verdi di Trieste, ovvero Balla coi pupi.

Ho sempre pensato che la regia possa essere un valore aggiunto a un’opera lirica, e per questa mia convinzione ho dovuto pure litigare – si fa per dire –  e rispondere a mail sdegnate di appassionati scandalizzati per allestimenti a loro parere troppo azzardati. Il problema principale è che per fare una regia non bastano le idee, bisogna anche saperle realizzare bene dal punto di vista scenotecnico.
A seguire la cronaca di una serata che – dal punto di vista di cui sopra – è risultata davvero infelice.
Poi, perché il pubblico triestino abbia massacrato la regia del Flauto magico e lasciato passare l’orribile messa in scena di ieri sera, resta un mistero insondabile. Leggi il resto dell’articolo

Intervista a Gianluigi Gelmetti: si parla anche di Trieste e del Teatro Verdi.

Negli ultimi anni Gianluigi Gelmetti è stato molto presente a Trieste. Ho colto la ghiotta opportunità e ho approfittato per fargli un po’ di domande sull’opera lirica e sul teatro.
Ne è uscita una chiacchierata a “tutto campo” che tocca gli argomenti sui quali gli appassionati dibattono ogni giorno. Leggi il resto dell’articolo

Orizzonti di gloria, ovvero io non sono che un critico.

Serata impegnativa, diciamo così. Peraltro anche in momenti come questi si apprezza la funzione salvifica del teatro e cioè la sospensione della realtà: gran cosa, di questi tempi. Leggi il resto dell’articolo

Recensione seria di Il segreto di Susanna di Ermanno Wolf-Ferrari al Teatro Verdi di Trieste.

Una serata divertente, purtroppo per pochi intimi. Consiglio a tutti di non perdere questa produzione, ne vale la pena; ci potete andare anche domani alle 18. E poi, dai, dura solo un’oretta e il biglietto costa poco (strasmile)! Leggi il resto dell’articolo

Il Lied trionfa al Verdi di Trieste nell’ambito della stagione della Società dei concerti.

Insomma, bella serata ma nonostante il successo e la buona partecipazione di giovani, speravo in un’affluenza più nutrita. La Juventus però ha vinto, nonostante le mie maledizioni ad Allegri che ha lasciato in tribuna Bonucci (strasmile).c1 Leggi il resto dell’articolo

Tannhäuser al Teatro La Fenice di Venezia: una serie di sfortunati eventi.

Purtroppo deluderò chi aspetta con ansia notizie dai temibili gabbiani assassini dell’orrida Venezia ma il pomeriggio di ieri è stato pur sempre ricco di avvenimenti.
Intanto il previsto tenore Stefan Vinke è stato sostituito, causa indisposizione, dal collega Paul McNamara. Come se non bastasse ha dovuto dare forfait pure la arpista e, non essendo disponibile un sostituto, la parte è stata affidata alla bravissima Roberta Ferrari al…piano elettrico. Inoltre, all’inizio una signora seduta vicino a me si è sentita male, perciò direi che per i gabbiani passiamo avanti (strasmile).venus-1

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Il flauto magico al Teatro Verdi di Trieste: animali fantastici e dove trovarli. Superman compreso.

Die Zauberflöte ossia Il flauto magico di Mozart mancava dal Teatro Verdi di Trieste da vent’anni. Ieri sera il ritorno, gustoso per molti versi.
Come potrete leggere più avanti, a buona parte del pubblico la regia di Valentina Carrasco non è piaciuta. Succede. Peccato che la Carrasco stessa non l’abbia presa benissimo, per usare un eufemismo (strasmile).
Voglio dire, postulare a gesti una generale infedeltà dei partner del pubblico – correttamente senza distinzioni di genere, va detto – non è proprio il massimo (strasmile).
Tra l’altro suggerisco alla regista una collocazione più coerente di Nembo Kid: poteva farlo intervenire quando c’era in scena la cabina telefonica, no? Almeno si spiegava – visto che il minilocale era occupato dalla Regina della notte – la precipitosa fuga del supereroe dietro le quinte.
cabinasuperman

Le cose migliori però si sono viste in platea e nel foyer all’intervallo, perché io e un’amica (ciao Maria Teresa) che abbiamo perso la dignità da tempo immemorabile abbiamo mimato i movimenti dei robottini/fanciulli tra gli sguardi più preoccupati che divertiti dei giurassici spettatori della prima. È stato uno spettacolo orribile al quale un altro amico pusillanime (ciao Paolo) ha voluto colpevolmente sottrarsi. E sì che pure lui, quanto a dignità, non ha molto da perdere.
Personalmente mi sono sempre sentito come un animale – sentimento condiviso da chiunque mi conosca –  ma da oggi mi sento anche di attribuirmi l’aggettivo fantastico. Da qui il triste titolo di questo post che sarà apprezzato, credo, per affinità animalesca elettiva da molti dei lettori di questa tana…ehm…blog.
Insomma, alla prossima e un saluto a tutti!entrata-papa Leggi il resto dell’articolo

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