Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria del Mefistofele di Arrigo Boito al Teatro dell’Opera di Roma, polemiche comprese.

Il collega forumista Enrico Stinchelli (che è uno dei conduttori della trasmissione “La Barcaccia” su RADIO3) sul forum di OperaClick ha scritto che alla prima di questo Mefistofele al Teatro dell’Opera di Roma i cantanti erano amplificati, notizia poi ribadita in trasmissione.
Si sarebbe perpetrata, dunque, una vera e propria truffa ai danni degli spettatori. Stinchelli sostiene di aver visto l’impianto d’amplificazione per caso, dopo lo spettacolo.
Partitura Mefistofele

Io ero presente a questa prima e non ho sentito né tantomeno visto traccia d’amplificazione, quindi non modifico di una virgola la recensione che avevo già scritto prima di sapere della presunta truffa.
In attesa di un comunicato chiarificatore della Direzione del Teatro, se ci sarà, io mi limito ad affermare che se c’era amplificazione (il cui scopo, lo scrivo per i non addetti ai lavori, dovrebbe essere quello di aumentare il volume dei cantanti) è stata fatta male: il basso Orlin Anastassov non si sentiva comunque dalla prima fila di balconata dov’ero io.
La mia opinione, per quello che può valere, è che non ci fosse alcun “trucco” ma, ovviamente, se mi dovessi sbagliare lo scriverò qui senza problemi.

Il Mefistofele di Arrigo Boito meriterebbe qualcosa di più di una recensione semiseria, ma purtroppo non ho tempo per un esame approfondito di questo lavoro.
Una cosa è certa, liquidare, come spesso ho letto in giro, il Mefistofele come “brutta musica” è sbagliato e disonesto, se non altro per rispetto a Boito stesso che è stato un uomo d’ampi e molteplici ingegni, esponente di quell’afflato culturale chiamato scapigliatura che movimentò assai le discussioni tra gli intellettuali nella seconda metà del XIX secolo.

Questa casta o classe vero pandemonio del secolo: personificazione della follia che sta fuori dai manicomii; serbatoio del disordine, della imprevidenza, dello spirito di rivolta e di opposizione a tutti gli ordini stabiliti

Così definisce la scapigliatura Cletto Arrighi (anagramma di Carlo Righetti), che s’inventò questo termine passato alla storia. Una piccola mania, quella di alcuni scapigliati, di firmarsi con l’anagramma del proprio nome. Lo stesso Arrigo Boito compare come Tobia Gorrio quale autore del libretto della Gioconda di Ponchielli, per esempio.
E allora comincio subito con una lode (e ahimè, sarà una delle poche) ad Anna Cepollaro che ha curato il libretto di sala, ricco d’informazioni interessanti e approfondimenti e neanche particolarmente caro.
Lo spettacolo, firmato da Filippo Crivelli, recuperava sotto forma di proiezioni alcuni bozzetti di Camillo Parravicini: forse gli originali erano degni di rilievo, non lo so perché non li ho visti.
Le proiezioni erano offensive da quanto erano brutte e inutili, con tanto di avviso Windows sulla destra del palcoscenico all’inizio dello spettacolo, che segnalava che la temperatura (del proiettore?) era vicina al limite di guardia.
In compenso mancavano le didascalie del libretto e siccome l’opera la conoscevamo in 10 in tutto il teatro e il testo è fondamentale (ricordo che è di Boito stesso), lascio a voi trarre le conclusioni sulla lungimiranza di questa scelta.
Le scene di Andrea Miglio non erano malaccio mentre convenzionali mi sono parsi i costumi di Anna Biagiotti, ma non sgradevoli. L’impianto luci di Agostino Angelini senza infamia e senza lode, ma molto fastidioso era l’occhio di bue che seguiva i protagonisti durante l’opera.
Orride le coreografie di Gillian Whittingham, banalissime e scontate.
Il direttore Renato Palumbo ha diretto in modo discontinuo, slentando i tempi in alcuni passi, per esempio nel duetto Lontano, lontano, peraltro uno dei momenti migliori dal punto di vista vocale, e nell’introduzione all’entrata di Elena, che già di suo è abbastanza soporifera.
Inoltre, il livello di decibel era spaventoso nel Prologo e nell’Epilogo, un’esplosione di suono a mio parere eccessiva anche considerato che i fortissimo sono previsti.
Nel complesso la prova di Palumbo è stata sufficiente, perché ci sono stati anche alcuni momenti suggestivi (il Sabba, la scena del carcere, per esempio).

L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è sembrata spesso imprecisa, in particolare negli ottoni assai spernacchianti. Così così il Coro, anch’esso sbilanciato sul fortissimo più del lecito.
Bravi invece i ragazzi del Coro di Voci Bianche di Roma, che hanno una parte non irrilevante nell’opera.
Orlin Anastassov era nei panni di Mefistofele e non riesco a trovare un pregio che sia uno nella sua prova.
La voce è più da baritono che da basso, ma soprattutto è secca, povera d’armonici, sempre indietro negli acuti e gutturale nei gravi.
Può contare su di un’efficace presenza scenica, ma l’approfondimento del personaggio si è limitato a “guardate come so’ fico e distaccato sembro er demonio”(smile).
Son lo spirto non ha avuto nulla di misterioso e rivelatore, come allo stesso modo Ecco il mondo è scivolato via e sarebbe un momento di grande impatto drammaturgico. Manca totalmente personalità a questo cantante e Mefistofele è parte in cui ci vuole anche carisma.
Tra l’altro la voce non passava quasi mai l’orchestra e si sentiva a stento: direi che quando non si percepiva si apprezzava di più, ecco.
Certo, mi è scappata qualche parolaccia, quindi il suo come diavolo l’ha fatto (strasmile).Cast Mefistofele

Stuart Neill, povero, è entrato vestito come una vecchia monaca o una colf d’altri tempi, non so. Tenete presente che non ha un fisico felice, perché è un Cubo di Rubrik senza i colori e con le gambe tozze.
All’inizio si è adeguato al costume e ha cantato come una centenaria: voce chioccia, sgraziata. Poi è migliorato (ma la voce è brutta e senescente comunque) e se è vero che ha cantato tutte le note previste (discreto nella difficile Ogni mortal mister gustai) di una parte non facile, la sensazione era che spesso non sapesse ciò che stava dicendo. Aggiungeteci una dizione approssimativa e la pronuncia yankee e sappiatemi dire.
Quando Amarilli Nizza è entrata in scena ho pensato “Ecco un artista”, come fa Tosca quando crede che Cavaradossi finga di morire mentre invece ci lascia la pelle sul serio.
Intendiamoci, il soprano non ha fatto nulla d’eccezionale ma almeno ha dato vita al personaggio, anche se gli acuti risultano asprigni e qualche effettaccio avrebbe potuto risparmiarselo.
 Brava e partecipe all’inizio del terzo atto (L’altra notte in fondo al mare, accompagnata bene da Palumbo ma lentissima), nella successiva  scena del carcere inoltre ha interpretato con efficacia la disperazione (e redenzione) di Margherita. Emozionante, ecco.
Un po’ meno a fuoco nella parte di Elena, ma non è una pagina che possa esaltare troppo le qualità della Nizza, che peraltro ha ottenuto ciò che si raccomandava Boito e cioè una netta separazione psicologica tra i due caratteri femminili.
Comunque la sua prova è stata rimarchevole e nel contesto della serata è sembrata di un altro mondo dal punto di vista artistico.
Non hanno demeritato il mezzosoprano Chiara Calli (Marta e Pantalis) e il tenore Amedeo Moretti (Wagner).
Pubblico scarsino per essere un’opera che si allestisce così di rado e grande fuga al secondo intervallo.
Contrariamente a quanto successe per l’Otello di Muti, poca mondanità e nessun aneddoto divertente da raccontare.
Sarà per la prossima volta!

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25 risposte a “Recensione semiseria del Mefistofele di Arrigo Boito al Teatro dell’Opera di Roma, polemiche comprese.

  1. daland 18 marzo 2010 alle 1:11 pm

    Avevo letto ieri il commento di Stinchelli e francamente mi era parsa un'enormità. I microfoni ci sono sempre e dappertutto, ma servono a catturare il suono, per registrarlo o trasmetterlo in radio, non per riprodurlo in loco. Stinchelli accenna peraltro anche a "casse Bose" dislocate in diversi palchi (almeno 6?): possibile che solo lui se ne sia accorto?E' invece desolante apprendere di un'esecuzione mediocre, cosa inaccettabile sempre, ma in particolare per il Mefistofele!

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  2. utente anonimo 18 marzo 2010 alle 1:25 pm

    Ho sentito la recita di ieri (17 marzo) e non ho trovato traccia di nessun sistema di amplificazione.Giuseppe

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  3. amfortas 18 marzo 2010 alle 1:32 pm

    Daland, io sarei il primo a denunciare, qualora ne avessi prova certa, qualsiasi tipo di pasticcio.Le accuse di Stinchelli sono gravissime, credo che un comunicato del Teatro sia indispensabile, anche perché sono state ribadite su di una rete nazionale qual è RADIO3.In merito allo spettacolo, sono rimasto deluso, però sono contento di esserci stato, non credo che mi capiterà a breve di rivedere quest'opera in teatro.Ciao!Giuseppe, grazie della testimonianza e ciao.

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  4. utente anonimo 18 marzo 2010 alle 3:42 pm

    Ti dobbiamo fare i complimenti: sei riuscito a trascrivere esattamente (quasi) tutte le nostre impressioni sullo spettacolo del 16 marzo che ci ha lasciato un pochino con l'amaro in bocca, soprattutto considerando che erano 40 anni che aspettavamo il Mefistofele a Roma. Non dico che mi aspettassi un Samuel Ramey, ma in effetti vedere un BARITONO (perché tale è chi non possiede le note basse) coatto che girava sulle assi del palcoscenico, disinteressandosi completamente del ruolo centrale dell'opera e senza neanche un pò di preoccupazione per aver perso la fatidica scommessa, ci ha un pò infastiditi. Fermo restando il gran lavoro del truccatore. Fra l'altro la sua voce dal palco spesso non si sentiva.Per il resto sposiamo la tua critica semiseria.P.S.: A noi il Mefistofele piace molto.GrazieBarbara e Massimo

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  5. amfortas 18 marzo 2010 alle 3:57 pm

    Barbara & Massimo, mi fa piacere quando le opinioni concordano almeno in linea di massima. Poi, certo qualche particolare può sfuggire e dipende da molti fattori. L'importante è il succo, diciamo così.Per quanto riguarda Anastassov, è un artista che conosco bene, ha cantato anche a Trieste qualche anno fa.Altre volte l'ho sentito in condizioni vocali migliori, io credo che la parte di Mefistofele non sia nelle sue corde e poi non ha l'autorità artistica, il carisma per questi ruoli così esposti.Grazie e ciao!

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  6. utente anonimo 18 marzo 2010 alle 4:56 pm

    io ero alla recita di ieri sera e ho avuto l'impressione netta che la sala fosse amplificata (conosco il teatro e il costanzi non suona così..). poi vengo a sapere dal tuo blog che non si tratta di un'impressione solo mia.ad ogni modo, quello che era veramente sconcertante era la mise en scene (inesistente) e quei disgustosi video da tetaro dell'est prima della caduta del muro (e forse già questo è un complimento). davvero, l'allestimento era pessimo (altro complimento) e offensivo per il pubblico pagante. ma non sarebbe stata meglio una esecuzione in forma di concerto? magari con dei cantanti degni di questo nome. fraccaro ieri sera era pietoso…un postiglione gracchiante. il basso palmieri (che almeno non è un baritono) ha rasentato stecche in più occasioni, inoltre fottendosene del povero palumbo sul podio che dettava invano i suoi tempi. e che dire della romano? assolutamente impreparata, bel timbro, buona nel registro centrale, ma negli acuti sembrava una pollastra sgozzata. stessi problemi nella clemenza di napoli, ma qui gli acuti erano ancora peggiori, urlati direi…insomma uno spettacolo indegno, me ne sono andato prima della fine. dopo quarant'anni devo dire che non è stato esattamente un ritorno in grande stile. povero boito. ma pure poveri noi aggiungerei…

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  7. utente anonimo 18 marzo 2010 alle 5:15 pm

    Quindi anche il cast alternativo non era all'altezza.. E dire che ci stavamo pentendo per non essere andati il 17 anziché il 16.. E anche il basso Palmieri apprendiamo non essere un degno Mefistofele.. Saremo ingenui, ma un'opera come il capolavoro di Boito non dovrebbe essere costruita intorno al basso?? Ovvero, se c'è un interprete in grado di vestire i panni del demonio, sia in senso di voce che di presenza scenica, bene, altrimenti non è obbligatorio tentare la fortuna e vedere come va a finire..E questo con buona pace di tenori e soprani che, almeno in questo contesto, rivestono una volta tanto un ruolo secondario.. Non so se siete d'accordo con noi..Comunque sempre evviva Samuel Ramey (non so se si è capito che siamo dei fans)…Ciao e grazieBarbara e Massimo

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  8. utente anonimo 18 marzo 2010 alle 5:59 pm

    barbara e massimo, si, sono assolutamente d'accordo. io comunque sono arrabbiato nero, direi furioso, dopo l'indecenza di ieri. non so voi. credo che scriverò al sovrintendente. nel caso, vi tengo presenti. magari a far casino si riesce ad ottenere qualcosa.un saluto a tuttips. mi pento pubblicamente per aver fischiato i video di bill viola nel tristano dell'opéra di parigi. non avevo ancora visto lo spettacolo di miglio. (sic)

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  9. amfortas 18 marzo 2010 alle 6:16 pm

    Insomma per quanto riguarda il discorso dei cantanti all'altezza sono d'accordo, ma sino a un certo punto, nel senso che è difficile stabilire a priori se un artista sarà preparato o meno per la parte.Sulla carta (parlo del primo cast) ci potevano stare tutti, anche se era evidente a chiunque conosca un po' i cantanti che non si sarebbe trattato di una recita memorabile.Peraltro, lo stesso Stinchelli ha valutato ottima la prova di Anastassov, perciò, come spesso succde è anche questione di gusti personali.Io parlo di ciò che ho sentito e in questo caso la prestazione di Orlin è stata gravemente insufficiente sotto ogni punto di vista.Per l'amplificazione le sensazioni non contano tanto, a mio parere, qui c'è un'accusa precisa e circostanziata, forse varrebbe la pena, lo ribadisco, che la direzione del teatro faccia chiarezza.L'esperienza m'insegna (ricordate tutti il caso Zeffirelli-Dessì) che proprio la direzione non sia particolarmente agile nel rispondere alle esigenze degli spettatori paganti.Almeno in quel caso, totalmente diverso peraltro, si riuscì ad ottenere il rimborso dei biglietti per i truffati.Un saluto a tutti.P.S.In privato mi scrivono che l'amplificazione non c'era, ma che si trattava della strumentazione consueta per registrare l'opera, che sarà trasmessa in differita tra qualche tempo.

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  10. utente anonimo 19 marzo 2010 alle 10:25 am

    Mi rifiuto di lasciare un commento.L'offesa Margot :p

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  11. amfortas 19 marzo 2010 alle 11:35 am

    Margie, io mi rifiuto di risponderti.Sembra quella storia di " questa non è una pipa" 🙂

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  12. utente anonimo 20 marzo 2010 alle 9:59 am

    rilancio la proposta:chiudere il teatro dell'opera di roma! Farci un supermercato! degli studi televisivi…ecc……tutto va a pezzi..anche l'edificio è in condizioni pietose. Ma avete visto dalle scale per il sotterraneo che si trovano sull'angolo sinistro della facciata esce un'antenna televisiva appiccicata li alla meno peggio? Tutto l'edificio è in decadimento totale…..ma non l'avevano restaurato pochi anni fa? A roma del teatro dell'opera non gliene frega niente a nessuno e tutti però se lo spolpano come l'elefante in Africa che c'era qualche giorno fa sui giornali. Tutti a casa! A pensare! 

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  13. amfortas 20 marzo 2010 alle 10:18 am

    12, ti ringrazio ma io non sono d'accordo per niente.Di interventi simili al tuo ne leggo e sento parecchi e non solo riferiti al Teatro dell'Opera di Roma, ma non mi pare che portino alcun contributo propositivo e quindi non ne capisco l'utilità.Ciao.

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  14. utente anonimo 21 marzo 2010 alle 8:16 pm

    CASSANDRO Ho atteso prima di intervenire con un commento di conoscere le tue considerazioni, Amfortas, sul pubblico romano che assiste alle opere liriche, non avendo titolo a parlare nel merito sulle opere che tu recensisci, con grandissima modestia, in modo semiserio ( e se le recensivi in modo serio avresti fatto concorrenza a  Massimo Mila — se il paragone non è irriguardoso — nome a me noto per avere letto qualche suo intervento per musiche sinfoniche o da camera. Ciò in quanto mi ha incuriosito il concetto espresso da altri tuoi commentatori nel post qui sotto riportato che ti auguravano “buon soggiorno romano” — temendo però che a te, “abituato alla pulizia e alla civiltà triestine l’urbe possa apparire un pò shockante” — e ti inviavano un caloroso “in bocca al lupo per il bestiario romano.. . . .in quanto stasera ci saranno tutte e tutti principi, mezzi principi, principesse e marchesi, veri o presunti”. In argomento hai speso poche parole”Contrariamente a quanto successe per l’Otello di Muti, poca mondanità e nessun aneddoto divertente da raccontare”, ritengo in quanto non frequenti continuamente a Roma, ma vaghi, beato te, in lungo e in largo per l’Italia musicale (compresa l’orrida Venezia). Circa tale pubblico, a completamento di quanto osservato sul “bestiario” romano (che se c’è, quando c’è, è limitato ad alcuni soggetti ben noti alle cronache, spesso di grande peso sociale e politico) potrei solo soggiungere, qualora interessasse l’argomento, due notazioni per quelli che frequentano i concerti dell’Orchestra di Santa Cecilia e che spesso mi ispirano versi per nulla positivi : prima: il pubblico romano a me appare spesso affetto di mania di protagonismo (la quale come è noto nei settori più incolti si manifesta anche battendo le mani) in quanto (pur se non tutto, ma in questo caso bastano 10 o 20 persone) applaude in modo scrosciante appena appena viene suonata l’ultima nota, senza aspettare minimamente che la battuta sia conclusa, rovinando non di rado l’atmosfera creata da pregevoli esecuzioni (Mi chiedo se ciò lo hai pure tu riscontrato alla fine di esecuzione o di arie nel campo della lirica)seconda: più che “nobili veri o presunti” (quelli veri sono discreti e non si notano!), ci stanno in abbondanza, almeno nella sala dei concerti sinfonici di Parco della Musica (non so al teatro dell’Opera, o più in generale fra i seguaci della musica lirica, ed anzi sarei curioso di saperlo) molti politici e politicanti, un poco di tutte le specie, con relativa corte di seguaci e beneficiati, non sempre in grado di scatenare empatia in chi, conoscendoli, li osserva, per cui . . .    IN   MODO   RADICALE   La metto io in modo radicale:chi va col puttaniere è puttaniere,chi con il ladro . . . ladro, e a nulla valedir che si può mangiare insieme e bere dalla stessa bottiglia allorchéc’è convenienza essendo assai paleseche il primo è potente e quindi seviene evitato dopo un po’ le spese si pagano, per cui si può tornarecol culo a terra come alla partenza.Quanti ne vedo al concerto andare stretti a braccetto con chi l’indecenzala tiene scritta in faccia e parlarecon questo a lingua in bocca . . . Pazienza!           °       °      ° Non so perché ma ho di già in vistache sul sedere loro la grancassala suonerà ben presto il timpanista,chè tutto gira a questo mondo e passa. Allora gioirò io nel sentirequella biondina e quello lì — che dentrofino al collo ci sta — tremando dire:“Faceva tutto lui . . . Io che c’entro?” E no, miei belli . . . mai nessuno è solonel fare il bene o nel fare il male:la corte che lo aspetta sempre al molo e applaude . . . clap . . .clap . . . lungo le scaledeve saperlo che a fine vololo zucchero finisce e resta il sale.           °       °      ° La morale ognuno la conosce:non è puttana sol chi apre le cosce,o smuove e liscia a chi paga la cloche. Lo so che un abbaiare alla lunaè il dire mio, però è una fortunasaper che chi ha mangiato poi digiuna. La sala del teatro . . . ah che vetrina! . . .se ci sai dare una sbirciatina ti sembra, a volte, ahimè, una latrina.  Ma il concerto or va ad incominciareper cui di chi ci sta a comandare scordiamoci e lasciamoci cullareda chi riesce noi ad elevare e farci all’oggi triste non pensare. “Sol sol sol miiiiiii » . . . Aaaah, ecco risuonare !   Facciamoci rapir da una romanzao da una sinfonia . . . il mal di panza si cura a volte a ritmo di danza. (Cassandro)  Scusa, Amfortas, se il mio scritto solo in parte tratta il tema musicale da te illustrato (ma il termine Mefistofele mi stuzzica e richiama alla mia mente molte cose che non vanno).  Colgo l’occasione per ringraziare Giovanni di avere trovato a volte qualche mia composizione un poco consolatoria. Buona serata a tutti. 

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  15. amfortas 21 marzo 2010 alle 8:33 pm

    Cassandro, una risposta veloce, mi riprometto di tornarci domani.Sai cosa m'ha stupito di questo brevissimo (più breve ancora del previsto, ahimé per questioni di salute) soggiorno romano?Il fatto che non ci fossero i cassonetti per le immondizie e che la spazzatura, i sacchi neri, fossero gettati per terra.Io alloggiavo di fronte al Teatro e mi è stato spiegato che è così per questioni di sicurezza, in quanto il Viminale è lì vicino e c'è preoccupazione per eventuali attentati.Sottolineo che al mattino la spazzatura era stata prelevata, ma al mio ritorno dopo l'opera (e una pizza), non sono rimasto proprio estasiato dalla situazione.Qualche amico romano può confermare?

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  16. utente anonimo 22 marzo 2010 alle 12:47 am

    la verità è che -politici a parte- certa gente è talmente grottesca da destare ilare simpatia. in molti casi appaiono male, ma non si tratta di cattive persone. sono solo molto fatui. e poichè ognuno ha i propri di peccati, io non lancio la prima pietra.in quanto agli aristocratici romani -che molte volte mi è capitato di frequentare- non sono certo discreti. ma non è detto che siano degli stronzi.infine, l'in bocca al lupo mi sembra cosa assai gentile da rivolgere a chiunque, soprattutto a chi scrive un bel blog e viene a fare un giro in quel di roma.ps. divina mariella devia al san carlo di napoli questa sera. uno spettacolo strepitoso!

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  17. utente anonimo 22 marzo 2010 alle 12:43 pm

    Ciao,mi sono imbattuto per caso in questo sito, e devo dire che amfortas ha scritto esattamente tutto quello che avrei voluto dire io, e che pensavo mentre assistevo allo spettacolo.A dispetto di altri amici miei, che invece mi dicevano il contrario.Questo mi conforta e mi fa pensare che forse… ad aver cattivo gusto non sono io :-)Complimenti per il sito, che metto subito tra i miei preferiti!Giovanni

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  18. amfortas 22 marzo 2010 alle 5:51 pm

    16, anch'io ho frequentato, tanti anni fa, qualche aristocratico romano ed effettivamente erano persone normali e simpatiche. C'era un'eccezione però e mi riferisco a un rampollo di una famiglia che si occupava d'assicurazioni.Lui era molto simpatico e alla mano ma non faceva mistero che a casa sua si tenessero le olimpiadi per la servitù: per distrarla, diceva.Nel parco di casa si svolgevano alcune gare di atletica.Grazie della nota a proposito di sua Mariellestà 🙂17, mi fa piacere che tu sia d'accordo con me, ma non gettare la croce sui tuoi amici…la valutazione dell'ascolto, specialmente in teatro, dipende da molti fattori: esperienza, cultura, logistica.Per ora, su base statistica ampia perché ho letto numerosi interventi in proposito, questo Mefistofele non è stato certo un successo dal punto di vista vocale, mentre tutti senza distinzione l'hanno considerato pessimo dal lato scenografia e regia e indecente per le proiezioni.Ad entrambi un grazie per il vostro gradimento, ho sempre detto che i complimenti fanno piacere!Un altro grazie sentito a Cassandro, che mi onora dei suoi versi sempre molto stimolanti.A tutti un saluto.

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  19. utente anonimo 24 marzo 2010 alle 7:37 pm

    salve,in merito alla faccenda amplificazione all opera di roma mi viene in mente un episodio accaduto un pò di anni fa al teatro della capitale.assistetti assieme ad un amico alla prova generale della Tosca del centenario,con il compianto Pavarotti,Salazar ecc..Avendo lavorato per diversi anni nella musica diciamo "leggera"o meglio elettrificata,sia io che il mio amico avevamo la netta sensazione che le voci fossero dotate di un reverbero non naturale bensi "digitale",non voglio certo togliere niente alla grandezza di Big Luciano e company,ma anzichè percepire una normale risonanza acustica del teatro peraltro buona all 'opera di roma,si sentiva un effetto artificiale,e questo avvallerebbe l'ipotesi dell'uso di microfoni,Stabilire se sia giusto o sbagliato questa è un altra faccenda…

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  20. utente anonimo 25 marzo 2010 alle 9:32 am

    Buongiorno a tutti, avevo scritto qualche giorno fa, sono Massimo.Ritorno sull'argomento cast e gusti personali, in quanto ho parlato con mio fratello, sulla cui conoscenza e competenza in campo lirico non ho dubbi, il quale è andato allo spettacolo di martedì sera, 23 marzo. Insomma, si è detto entusiasta del cast, tranne in parte il tenore, e soprattutto del basso che paragonava addirittura a Cesare Siepi (e qui devo dire che ha veramente bestemmiato)!!!Ora la mia curiosità era di sapere se c'era qualcuno presente alla replica del 23 (peraltro l'ultima data, se non sbaglio), per sapere se nel giro di una settimana ci siano stati dei clamorosi progressi, oppure se veramente i gusti personali possano divergere così tanto.Rinnovo i miei complimenti al sito e alla Vostra competenza.A prestoMassimo

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  21. utente anonimo 3 ottobre 2010 alle 9:23 pm

    Mi complimento – davvero – per quanto detto sulla musica di Boito. Mefistofele, piaccia o meno a certi decerebrati che ancora oggi impestano la critica musciale (salvo poi magari sdilinquirsi sullo Stiiffelio o sul Finto Stanislao )  è una delle opere più significative del secondo Ottocento italiano. Brutta musica? Non direi proprio, ma nel caso ricorderei loro quel bellissmo verso di Boito " e non trovando il bello, ci abbranchiamo all'orrendo"In conclusione: Viva, Boito, via il Mefistofele e il Nerone!

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  22. utente anonimo 4 ottobre 2010 alle 3:25 pm

    Quando esco con i miei amici ogni volta che passo per le bevande, ma è divertente, perché io faccio tutto il tempo. La cosa più importante è quello di divertirsi un po 'con loro. Per questo motivo cerco di godere di ogni momento. Ho incluso alcuni suggerimenti ai seguenti indirizzi.http://buyonline-rx.com/http://buyonline-rx.com/sitemap.html

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  23. amfortas 4 ottobre 2010 alle 4:27 pm

    A parte che mi scuso con tutti con i messaggi "promozionali" che bombardano il blog da qualche giorno, ringrazio e saluto Massimo del quale, purtroppo, m'era sfuggito l'intervento.Per il 21: grazie per i complimenti.Quanto al Nerone, magari si potesse sentire da qualche parte. Questo titolo, come altri di compositori diversi, meriterebbe davvero di essere allestito con un cast adatto e un allestimento intelligente.Un saluto a tutti.

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  24. utente anonimo 10 ottobre 2010 alle 4:44 am

    Bello, mi piace questo blog perché è dinamica, nuova e diversa. Mi ha colpito sin dall'inizio. Come ho iniziato a leggere e approfondendo la lettura più interessante che ho trovato. In effetti ho trovato alcuni siti interessanti possono anche vedere voi stessi.http://buyonline-rx.com/http://buyonline-rx.com/sitemap.html

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  25. utente anonimo 12 luglio 2011 alle 6:52 pm

    Anche io ne sono rimasto molto deluso… Certo che questo cast alternativo non era proprio all'altezza della situazione…

    Iba bellini

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