Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Festival di Bayreuth 2012 al via dal 25 luglio: uno sguardo preliminare semiserio e sintetico.

RICORDO L’APPUNTAMENTO CON DER FLIEGENDE HOLLÄNDER OGGI ALLE 17.57, ANCHE  SU RADIO3.

Nientemeno che Daland (!) in persona, interviene nei dettagli del prossimo Olandese a Bayreuth.

I fratelli di sventura economica spagnoli, evidentemente, ritengono che quattro soldini per il Festival di Bayreuth si possano ancora spendere – in barba allo spending review – e trasmetteranno tutte le prime anche quest’anno, qui il link:

RADIO CLÁSICA

Non so se faccio bene a segnalarlo, ma il Lohengrin con la regia di Hans Neuenfels si può vedere, in tutto il suo splendore (ehm) su Youtube. Eccolo qui.

Cosa ci si può aspettare quest’anno dal Festival di Bayreuth?
Poco, probabilmente, ma the perfect wagnerite ovviamente troverà sempre motivi d’interesse e stimoli per la discussione, ci mancherebbe altro!
L’addiction alla musica di Wagner, parlo solo per mia esperienza personale, senza il conforto di alcuna statistica, sembra andare scemando tra gli appassionati di musica lirica.
Ricordo ancora con dolore (si fa per dire eh? Smile) gli sms degli ascoltatori di RADIO3 che l’anno scorso soffrivano per le lunghe dirette da Bayreuth. Non che sia una novità, è sempre successo. In troppi, anche tra i seguaci di Wagner, tendono a considerare il migliore in assoluto il loro compositore di riferimento e quando dalla sana passione per la musica si passa al tifo le reazioni sono estreme e becere, come in qualsiasi altro campo.
Per questa edizione sono previsti molti debutti – sia nelle opere sia a Bayreuth – in parti che sappiamo essere assai impegnative, speriamo in qualche bella sorpresa.
Di rilevante c’è un’assenza, quest’anno, perché manca il Ring in attesa di quello del bicentenario (della nascita, meglio puntualizzare) del 2013.
Si parte,

Christian Thielemann

quindi, il 25 luglio con il nuovo allestimento di Der Fliegende Holländer (L’olandese volante) che ha il motivo maggiore d’interesse nella direzione di Christian Thielemann, uno dei pochissimi direttori odierni in grado di scaldare l’animo degli appassionati. E di far vendere dischi, che non è merito da poco.
Il resto della compagnia artistica sembra di livello inferiore (voglio dire che non saranno eccellenti, non che sono dei poveri sfigati eh?), l’unica speranza di un’interpretazione vibrante viene dal soprano Adrianne Pieczonka, che se non sbaglio esordisce nella parte della sfigatissima Senta dopo essere stata negli anni scorsi una Sieglinde dal rendimento altalenante.
Il 26 luglio “va in onda” Tristan und Isolde (Tristano e Isotta) e anche in questo caso le aspettative non sono straordinarie. Il direttore, Peter Schneider, è un onesto Kappelmeister, allo stesso modo dal tenore Robert Dean Smith(Tristan) ci si può attendere nella migliore delle ipotesi una routine di alto livello.

Peter Schneider

Dall’interprete di Isolde, invece, realisticamente si può sperare che non faccia troppi danni, nonostante appunto il soprano Iréne Theorin sia già alla quarta apparizione, in questa parte, a Bayreuth.
Risulteranno bravi, probabilmente, gli ottimi Kwangchul Youn (Marke) e Michelle Breedt (Brangäne), ma è difficile che con le loro prestazioni sollevino ad altezze siderali gli esiti artistici di questa produzione.
Il 27 luglio è il turno di Lohengrin, opera che amo molto e che difficilmente sento eseguita bene. Tra l’altro, purtroppo, questa produzione è inficiata dalla grottesca regia di Hans Neuenfels (tristemente famoso tra gli appassionati per il Rattengrin, poiché i topazzi la fanno da padrone) che peraltro c’è risparmiata dall’ascolto radiofonico.
Comunque, sul podio ci sarà Andris Nelsons, il quale l’anno scorso ha diretto in modo decente e in ogni caso meglio dell’anno precedente. Quindi, nonostante io continui a pensare che la sua migliore qualità sia la moglie Kristine Opolais(strasmile) spero che prosegua il trend positivo.

Kristine Opolais

Nel ruolo del titolo ancora l’algido ma, a mio parere, discreto tenore Klaus Florian Voigt, mentre ho poche speranze per quanto riguarda la prestazione di Annette Dasch, che si ostina a cantare una parte (Elsa)- ma è colpa anche di chi la scrittura – che le sta ampiamente larga anche per peso vocale. Felicissimo di essere smentito, nel caso.
Vedremo che combina Susan Maclean nei panni della perfida Ortrud.
Il 28 luglio è in arrivo il Tannhäuser e anche qui, per fortuna, c’è Christian Thielemann sul podio. Ahimè di nuovo abbiamo un regista (Sebastian Baumgarten) che l’anno scorso è stato asfaltato dai fischi: il pubblico non ha apprezzato la sua idea di ambientare l’opera in una fabbrica di biogas. Molto strano, vero (strasmile)?
Ecco una breve descrizione dello spettacolo che ho trovato in Rete:

Lo scenografo Joep van Lieshout pretende di offrire agli spettatori tre ore di inerti hangar; il Venusberg praticamente non esiste, ma si alza dal pavimento, soltanto alcune volte, con l’aspetto di una gabbia. Lì  dentro si muovono persone simili a scimmie, in un andirivieni animalesco; alcune imitazioni di spermatozoi a grandezza naturale (o sono soltanto girini?) saltellano tutt’intorno, ben simbolizzando l’impulso degli uomini rivolto alla prolificazione. 

Da non perdere, davvero (strasmile).
Tra gli altri mi aspetto prove di buon livello da Michelle Breedt (Venus), che avrà gioco facile a fare meglio dell’indecente Stephanie Friede dell’anno scorso, e dalla discontinua ma potenzialmente interessante Camilla Nylund (Elisabeth). In merito all’interprete di Tannhäuser, il tenore Torsten Kerl, facciamo gli scongiuri e speriamo che se la cavi decentemente.

Susan Maclean

Sabato 29 luglio è la giornata del Parsifal, che sulla carta mi pare piuttosto modesto sotto ogni punto di vista, con la sola eccezione del Gurnemanz di Kwangchul Youn (che ha sostituito in corsa il previsto Robert Holl). La Kundry di turno sarà la stessa Susan Maclean, già interprete di Ortrud. Chissà com’è davvero, questa signora, che ha la perversione d’interpretare i personaggi wagneriani più ambigui.
Facile pronosticare, a meno di défaillance clamorose, prove straordinarie dell’Orchestra e del Coro di Bayreuth.
Bene, direi che siamo ai titoli di coda (non di ratto, smile!) e aggiungo solo che con ogni probabilità quest’anno scriverò recensioni piuttosto striminzite – intramuscolari, poco dolorose spero – delle opere che seguirò, lasciando poi la palla ai lettori che mi hanno scritto di aprire il blog alle loro considerazioni.

Un saluto a tutti!

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15 risposte a “Festival di Bayreuth 2012 al via dal 25 luglio: uno sguardo preliminare semiserio e sintetico.

  1. Giuseppe Sottotetti 13 luglio 2012 alle 6:28 pm

    la sento male… Thielemann ha già diretto un ottimo Tannhauser alcuni anni fa, ma temo che in questa occasione manterrà i tagli insensati operati l’anno scorso. Sentiremo l’Olandese. Su Lohengrin entrambi i cantanti principali sono inadatti alla parte, certo bellocci (la ORF ha dedicato alcune settimane fa un reportage rapito su una Daschl rapinosamente bella però francamente qui stiamo cantando con il culo (in tutti i sensi – strasmile). Su Peter Schneider io ho un debole dovuto al fatto che lo ascoltai la prima volta che misi piede a Bayreuth ormai quasi trenta anni fa, per un Ring che mi mise la pelle d’oca. Non è da sottovalutare, porta al suo attivo il buon senso e la lettura della partitura (considerando certe porcate che ho udito negli ultimi Tannhauser e Lohengrin non è cosa da poco). Non so cosa farà Radio3, ma la radio bavarese non mancherà all’appello il 25 alle 18. E neppure io 😀

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  2. ParsifalKna 17 luglio 2012 alle 2:10 pm

    Ciao Paolo,
    ti comunico ufficialmente che Radio tre trasmetterà SOLO l’olandese di Thielemann. Almeno il Parsifal avrebbero potuto trasmetterlo, visto che cambia il direttore. Che schifo mi fa la Rai!!!!!!!!!!

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  3. amfortas 17 luglio 2012 alle 4:52 pm

    Antonio, davvero un’assurdità, non so che dire…per fortuna ci sono altre fonti da cui ascoltare, anzi, se qualcuno vuol postare una lista delle stazioni che trasmetteranno il Festival mi fa un piacere.
    Ciao e grazie!

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  4. Giuseppe Sottotetti 17 luglio 2012 alle 6:21 pm

    Sulla radio bavarese il 28 Tannhauser e il 4/8 Tristan Lohengrin il 7 e Parsifal l’11. Si scarica la brochure dell’estate festivaliera di B4 Klassik a questo indirizzo
    http://www.br.de/radio/br-klassik/sendungen/festspielzeit/pdf-2012-festspielzeit100.html

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  5. winckelmann 18 luglio 2012 alle 8:01 am

    Sulla Rai condivido. Di Bayreuth si può dire tutto ma di sicuro non che sia una manifestazione meno importante dei Proms o degli infiniti cicli di concerti della Argerich a Lugano, di cui la Rai ci propina ogni singola semicroma. Ma per fortuna c’è Internet.
    Susan McLean: l’ho sentita quattro volte in teatro, sempre al Nationaltheater di Mannheim, della cui compagnia era membro prima di passare prima a Lipsia e poi alla Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf. A me piace moltissimo, l’ho sentita come Ortrud, come Sagrestana in Jenufa (due volte) e come Fricka nell’Oro del Reno e la ritengo un’ottima cantante e allo stesso tempo una presenza veramente magnetica in scena. Nel Lohengrin fu veramente indimenticabile. Spero che la sua partecipazione a Bayreuth, dove già negli anni scorsi ha cantato Kundry, non mi smentisca.

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    • amfortas 18 luglio 2012 alle 9:45 am

      Winckelmann, hai ragione sulle strategie RAI, che sembrano guidate da motivazioni ignote ai più, la Argerich (brava eh?) è diventata un tormentone…
      Io dal vivo non ho mai sentito la Signora Susanna, speriamo che confermi le tue impressioni anche sulla collina. Considerazione a margine: in Italia una Jenufa sarebbe considerato un ascolto punitivo, da rieducazione kulturale. Meglio una Traviata o una Bohème, no? Ciao! 🙂

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  6. winckelmann 23 luglio 2012 alle 7:47 am

    Due cose: ho dimenticato (ho il neurone in ferie) l’esperienza più bella in assoluto con Susan McLean, ovvero la Amme nella Donna senz’ombra. Fu veramente straordinaria, vocalmente e scenicamente.
    Seconda: hai sentito del casino scoppiato sulla verde collina per colpa dei tatuaggi dell’ormai ex Olandese Evgeny Nikitin? Un simpatico ragazzone che va in giro con svastiche tatuate sul corpo, ritenendole innocenti simboli runici.
    http://www.br.de/radio/br-klassik/themen/absage-evgeny-nikitin100.html
    Traduco la frase più significativa: “In un colloquio [con la direzione del festival] di circa mezzora sono state portate a conoscenza di Kissin le connotazioni di questo simbolo in rapporto alla storia tedesca”.
    Risultato: si è preso due in storia e un calcio nel sedere. I tedeschi su queste cose non scherzano per niente, nemmeno quattro giorni prima dell’inaugurazione del Festival.

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  7. amfortas 23 luglio 2012 alle 5:28 pm

    Winckelmann, e hanno fatto non bene, ma benissimo! Su OC in molti sostengono il contrario parlando di ipocrisia e politically correctness sfacciata, sono contento che anche tu la pensi come me! In questi casi la tolleranza zero è d’obbligo, altro che ipocrisia.
    A questo punto, inoltre, seguirò con grande curiosità la Susan, speriamo confermi le attese.
    Ciao e grazie.

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  8. winckelmann 24 luglio 2012 alle 11:16 am

    Diciamo che sarebbe bene che Bayreuth accompagnasse una tale inflessibile e sacrosanta presa di distanza dal passato con una altrettanto sacrosanta disponibilità a lasciare accedere gli storici ai propri archivi. Solo così la coerenza sarebbe totale.

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  9. amfortas 24 luglio 2012 alle 11:24 am

    Ehhhhh chissà quante ne sapremmo sullo zio Wolf…ciao!

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  10. Giuseppe Sottotetti 24 luglio 2012 alle 4:21 pm

    Io lessi alcuni anni fa un libro di Brigitte Hamann pubblicato in tedesco dalla Piper Verlag “Winifred Wagner o la Bayreuth di Hitler” in cui si parla in modo molto approfondito della faccenda. Soprattutto però contro lo zio Wieland… ma è un po’ come uno che dia al fratello del figlio di puttana.

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  11. Giorgio 25 luglio 2012 alle 1:06 pm

    Mi raccomando oggi alle 18:00 !!! Non mancare !
    GIorgio

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