Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Il Lohengrin al Teatro alla Scala di Milano: prima della prima.

Dal sito del Teatro alla Scala:

Cambio Cast 7 dicembre – Annett Dasch da Bayreuth alla Scala
A causa del perdurare di una forma influenzale, la Signora Anja Harteros è costretta a rinviare il suo debutto nel Lohengrin che inaugura la Stagione 2012/2013. Avendo contratto analoga indisposizione anche la Signora Ann Petersen, la parte di Elsa sarà cantata da Annette Dasch, che dal 2010 interpreta il ruolo al Festival wagneriano di Bayreuth.
Il Teatro alla Scala ringrazia sentitamente la Signora Dasch, che è giunta nella notte a Milano e con la sua generosa disponibilità ha dato un segno di attaccamento al Teatro e di amicizia alla Scala.

Speriamo canti meglio di quanto abbia fatto negli ultimi anni a Bayreuth, nella stessa parte.  Almeno in questo caso il soprano non dovrà difendersi dai ratti…Annette Dasch

In questi giorni m’ero ripromesso di scrivere un post il più possibile sintetico sul Lohengrin, ma per l’ennesima volta mi sono reso conto che la sintesi e Wagner non sono compatibili (smile).


Quindi mi è uscito, faticosamente, una specie di brogliaccio sul Lohengrin in generale e sull’esecuzione alla Scala di domani, articolata (si fa per dire!) in 10 punti. Spero che possa comunque servire da stimolo all’approfondimento per chi ha voglia e tempo di farlo.
Chiedo una cortesia ai miei happy few: domani sera o sabato pubblicherò la recensione della prima, invito tutti già da ora a intervenire nei commenti e anche a segnalarmi altre recensioni, in modo da poter confrontare pareri e opinioni.
Allora, Lohengrin.
Wagner era uomo di cultura e dentro a lui albergavano molteplici suggestioni dovute a un profondo amore per la lettura, che assumeva quasi una valenza bulimica: scritti sulle religioni, sull’Arte, poemi, romanzi, drammi teatrali. Una specie di humus culturale fertilissimo dal quale sono nate tutte le sue opere e anche il Lohengrin non ha fatto eccezione.
La figura del cavaliere del Graal faceva parte dei ricordi del compositore, che l’aveva incontrata da bambino in una fiaba che fa parte della cultura popolare di molti paesi e che ha radici antichissime, come ben si può vedere da questo link che ho trovato sul Corriere Musicale.

1)      Lohengrin è la settima opera di Richard Wagner, se si vuole considerare tale anche Le nozze (Die Hochzeit), che in realtà è solo un abbozzo.

2)      La prima esecuzione di Lohengrin in Italia risale al 1° novembre 1871, a Bologna. La rappresentazione avvenne in lingua italiana. Il primo Lohengrin “italiano” in lingua originale si ascoltò a Trieste – che però a quei tempi era una città austriaca – il 28 luglio 1917. Quindi la primogenitura del primo Lohengrin in terra italiana cantato in tedesco va a Palermo, dove l’opera fu rappresentata il 2 agosto 1939.

3)      Lohengrin è stata l’unica opera wagneriana che ha cantato il grande tenore Mario Del Monaco (in italiano). Accadde proprio al Teatro alla Scala di Milano, 11 dicembre 1957.

4)      Il debutto di Lohengrin in teatro risale al 28 agosto 1850 a Weimar e a dirigere fu Franz Liszt. Richard Wagner , condannato a morte in Germania dopo la rivoluzione e i disordini del 1849, non ebbe modo di vedere il Lohengrin in teatro sino al 1861, a Vienna.

5)       Lohengrin si può considerare a pieno titolo è un’opera romantica. Lo è – a mio parere – soprattutto per la scelta del soggetto che tratta di cavalieri, magia, apparizioni ma anche per lo stile teatrale: grandi cori, scenari fiabeschi, simboli.

6)     Fondamentale è la figura di Elsa, e qui mi ispiro a un vecchio saggio di Franco Serpa, che di Wagner è uno dei maggiori studiosi. Elsa che trova nel sogno lo scampo dal dolore, dalla solitudine, dai malvagi soprusi. E dal sogno vengono a lei il conforto, l’amore, la luce della vita.
Mi pare di aver capito che anche il regista Claus Guth abbia dato molto spazio ai simboli e al sogno di Elsa. Vedremo.

7)      Il cast di cantanti assemblato per le recite scaligere è tra i migliori reperibili oggi. Fa eccezione solo la scelta di affidare a Tómas Tómasson la parte di Friedrich von Telramund, secondo me si sarebbe potuto fare meglio. Però le previsioni sono…previsioni, appunto, e quindi domani ne sapremo di più.

8)        Daniel Barenboim ha all’attivo una delle incisioni più belle del Lohengrin e quindi ho fondate speranze che domani  guidi l’Orchestra della Scala a una grande prova.

9)     Trovo eccellente l’idea di affidare l’allestimento di questo Lohengrin a Claus Guth, ma credo che la sua regia si presterà a contestazioni e discussioni infinite, probabilmente anche dovute a pregiudizi sia negativi sia positivi sull’attività del regista tedesco.

10)      Uno dei miei Lohengrin preferiti è questo.

Per oggi è tutto, un saluto a tutti!

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4 risposte a “Il Lohengrin al Teatro alla Scala di Milano: prima della prima.

  1. Lorenzo 6 dicembre 2012 alle 11:53 pm

    grazie mille…molto interessante

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  2. amfortas 7 dicembre 2012 alle 10:11 am

    Lorenzo, figurati! Oggi è la giornatona! Ciao 🙂

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  3. daland 7 dicembre 2012 alle 12:36 pm

    A me come “topa” non era dispiaciuta!
    Certo che la Scala un po’ di s-topa ce l’ha!
    Ciao e… scaldiamo i motori!

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