Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Giacomo Puccini per tutti noi.

Oggi, ovunque nel mondo ed evidentemente non in Italia, si ricorda la nascita di Giacomo Puccini.
Nacque a Lucca, il 22 dicembre 1858.
 
 
Non aspettatevi da me una dotta disquisizione sull’Arte del Maestro, non sono il tipo e non sono all’altezza.
E poi, sono proprio in occasioni come queste che credo si debba fare divulgazione, magari non troppo semiseria, raccontando esperienze personali e non sciorinando dati tecnici o tecnicistici.
Allora, partendo dal presupposto che Puccini è uno dei Compositori più capaci di giungere al cuore degli appassionati, voglio rivelare qui sul blog qual è il momento che più mi emoziona della sua musica.
È l’ultima parte della terza scena del terzo atto di Tosca.
La riporto integralmente, comprese le indicazioni del libretto, perché non c’è modo migliore per farla apprezzare a chi vuole lasciarsi trasportare in questo mondo magico.
 
 
Tosca – Cavaradossi
 
(Tosca che in questo frattempo è rimasta agitatissima,
vede Cavaradossi che piange: si slancia presso a lui,
e non potendo parlare per la grande emozione
gli solleva con le due mani la testa, presentandogli in pari tempo il salvacondotto:
Cavaradossi, alla vista di Tosca, balza in piedi sorpreso,
legge il foglio che gli presenta Tosca)
 
 
 
CAVARADOSSI
(legge)
Franchigia a Floria Tosca…
… e al cavaliere che l’accompagna.
 
TOSCA
(leggendo insieme a lui con voce affannosa e convulsa)
… e al cavaliere che l’accompagna.
(a Cavaradossi con un grido d’esultanza)
Sei libero!
 
CAVARADOSSI
(guarda il foglio; ne vede la firma)
(guardando Tosca con intenzione)
Scarpia!…
Scarpia che cede? La prima
sua grazia è questa…
 
TOSCA
E l’ultima!
 
(riprende il salvacondotto e lo ripone in una borsa)
 
CAVARADOSSI
Che dici?
 
TOSCA
(scattando)
Il tuo sangue o il mio amore
volea… Fur vani scongiuri e pianti.
Invan, pazza d’orror,
alla Madonna mi volsi e ai Santi…
L’empio mostro dicea: già nei
cieli il patibol le braccia leva!
Rullavano i tamburi…
Rideva, l’empio mostro… rideva…
già la sua preda pronto a ghermir!
"Sei mia!" – Sì. – Alla sua brama
mi promisi. Lì presso
luccicava una lama…
Ei scrisse il foglio liberator,
venne all’orrendo amplesso…
Io quella lama gli piantai nel cor.
 
CAVARADOSSI
Tu!?… di tua man l’uccidesti? – tu pia,
tu benigna, – e per me!
 
TOSCA
N’ebbi le man
tutte lorde di sangue!
 
CAVARADOSSI
(prendendo amorosamente fra le sue le mani di Tosca)
O dolci mani mansuete e pure,
o mani elette a bell’opre e pietose,
a carezzar fanciulli, a coglier rose,
a pregar, giunte, per le sventure,
dunque in voi, fatte dall’amor secure,
giustizia le sue sacre armi depose?
Voi deste morte, o man vittoriose,
o dolci mani mansuete e pure!…
 
TOSCA
(svincolando le mani)
Senti… l’ora è vicina; io già raccolsi
(mostrando la borsa)
oro e gioielli… una vettura è pronta.
Ma prima… ridi amor… prima sarai
fucilato – per finta – ad armi scariche…
Simulato supplizio. Al colpo… cadi.
I soldati sen vanno… – e noi siam salvi!
Poscia a Civitavecchia… una tartana…
e via pel mar!
 
CAVARADOSSI
Liberi!
 
TOSCA
Chi si duole
in terra più? Senti effluvi di rose?!…
Non ti par che le cose
aspettan tutte innamorate il sole?…
 
CAVARADOSSI
(colla più tenera commozione)
Amaro sol per te m’era morire,
da te la vita prende ogni splendore,
all’esser mio la gioia ed il desire
nascon di te, come di fiamma ardore.
Io folgorare i cieli e scolorire
vedrò nell’occhio tuo rivelatore,
e la beltà delle cose più mire
avrà sol da te voce e colore.
 
TOSCA
Amor che seppe a te vita serbare,
ci sarà guida in terra, e in mar
nocchier…
e vago farà il mondo riguardare.
Finché congiunti alle celesti sfere
dileguerem, siccome alte sul mare
a sol cadente,
(fissando come in una visione)
nuvole leggere!…
(rimangono commossi, silenziosi:
poi Tosca, chiamata dalla realtà delle cose, si guarda attorno inquieta)
E non giungono…
(si volge a Cavaradossi con premurosa tenerezza)
Bada!… al colpo egli è mestiere
che tu subito cada…
 
CAVARADOSSI
(triste)
Non temere
che cadrò sul momento – e al naturale.
 
TOSCA
(insistendo)
Ma stammi attento – di non farti male!
Con scenica scienza
io saprei la movenza…
 
CAVARADOSSI
(la interrompe, attirandola a sé)
Parlami ancora come dianzi parlavi,
è così dolce il suon della tua voce!
 
TOSCA
(si abbandona quasi estasiata, quindi poco a poco accalorandosi)
Uniti ed esulanti
diffonderem pel mondo i nostri amori,
armonie di colori…
 
CAVARADOSSI
(esaltandosi)
Armonie di canti diffonderem!
 
TOSCA e CAVARADOSSI
(con grande entusiasmo)
Trionfal, di nova speme
l’anima freme in celestial
crescente ardor.
Ed in armonico vol
già l’anima va
all’estasi d’amor.
 
TOSCA
Gli occhi ti chiuderò con mille baci
e mille ti dirò nomi d’amor.
 
Qui Franco Corelli e Leontyne Price, in un’infuocata recita al Metropolitan di New York, il 7 aprile 1962, da “Amaro solo per te”
Buon ascolto.
 
 
 
 
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49 risposte a “Giacomo Puccini per tutti noi.

  1. utente anonimo 22 dicembre 2008 alle 11:13 pm

    Auguri caldi e sinceri dal polpo

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  2. Moher66 23 dicembre 2008 alle 9:05 am

    Nell’interrompere Tosca, “Parlami ancora come dianzi parlavi, è così dolce il suon della tua voce!”, c’è tutto il presagio della tragedia…
    Buon Natale Meph! 😉

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  3. Moher66 23 dicembre 2008 alle 9:05 am

    Nell’interrompere Tosca, “Parlami ancora come dianzi parlavi, è così dolce il suon della tua voce!”, c’è tutto il presagio della tragedia…
    Buon Natale Meph! 😉

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  4. utente anonimo 23 dicembre 2008 alle 1:13 pm

    da Giuliano:
    sapevo che Puccini era del mio stesso anno, però alla data precisa non ci avevo mai pensato.
    Non so se i presenti ci hanno mai pensato, ma Gustav Mahler è quasi suo coetaneo, 1860: man mano che uscivano le opere di Puccini, Mahler le leggeva – direi con molta attenzione. A me piacciono molto questi “scambi”, un po’ come Bach che non si perdeva nemmeno un’opera a stampa di Vivaldi…

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  5. utente anonimo 23 dicembre 2008 alle 1:13 pm

    da Giuliano:
    sapevo che Puccini era del mio stesso anno, però alla data precisa non ci avevo mai pensato.
    Non so se i presenti ci hanno mai pensato, ma Gustav Mahler è quasi suo coetaneo, 1860: man mano che uscivano le opere di Puccini, Mahler le leggeva – direi con molta attenzione. A me piacciono molto questi “scambi”, un po’ come Bach che non si perdeva nemmeno un’opera a stampa di Vivaldi…

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  6. amfortas 23 dicembre 2008 alle 3:46 pm

    Octopus, ricambio, auguri pure a te 🙂
    Elena, non me la sento di darti torto, anzi, però il presagio della tragedia, musicalmente parlando, si sente già dai primi tre accordi di Tosca, quelli di Scarpia :-), che poi lo stesso Puccini ripete, nascondendoli un po’, nella coda orchestrale che chiude il secondo atto.
    giuliano, i grandi nascono ogni cent’anni 🙂
    Conosci un po’ La Rondine di Puccini?
    Bene, a proposito di riletture tra musicisti, ti suggerisco per il tuo blog cinefilo (se già non l’hai fatto!) un attento ascolto di The Man I Love di Gershwin nella colonna sonora di “Notorius” 🙂 (lì canta la straordinaria Peggy Lee)
    Ciao!

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  7. amfortas 23 dicembre 2008 alle 3:46 pm

    Octopus, ricambio, auguri pure a te 🙂
    Elena, non me la sento di darti torto, anzi, però il presagio della tragedia, musicalmente parlando, si sente già dai primi tre accordi di Tosca, quelli di Scarpia :-), che poi lo stesso Puccini ripete, nascondendoli un po’, nella coda orchestrale che chiude il secondo atto.
    giuliano, i grandi nascono ogni cent’anni 🙂
    Conosci un po’ La Rondine di Puccini?
    Bene, a proposito di riletture tra musicisti, ti suggerisco per il tuo blog cinefilo (se già non l’hai fatto!) un attento ascolto di The Man I Love di Gershwin nella colonna sonora di “Notorius” 🙂 (lì canta la straordinaria Peggy Lee)
    Ciao!

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  8. annaritav 23 dicembre 2008 alle 4:17 pm

    Mentre le struggenti note di Tosca si disperdono nell’aria intorno al mio pc, tanti, tanti auguri per questo natale in arrivo e per un 2009 scoppiettante!
    Annarita.

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  9. annaritav 23 dicembre 2008 alle 4:17 pm

    Mentre le struggenti note di Tosca si disperdono nell’aria intorno al mio pc, tanti, tanti auguri per questo natale in arrivo e per un 2009 scoppiettante!
    Annarita.

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  10. gabrilu 23 dicembre 2008 alle 4:22 pm

    Allora.

    Premesso che su Scarpia io non ho dubbi: non ho mai capito perchè quella scema di Floria non si sia gettata ****immediatamente*** e senza por tempo in per lo mezzo nelle braccia di Ruggero Raimondi invece di star lì a gingillarsi con i vari Domingo, Pavarottti etc.

    (La povera Callas la capisco, invece, porella: a lei l’è toccato il Tito, che avrà avuto pure una grand’ugola, non nego, ma come sex appeal non era il massimo, spero possiamo concordare su questo)

    Al suddetto Gobbi, per aver Floria, davvero non restava che uncinar il Cavaradossi alle tempie.

    …Su Puccini ne avrei da dire, di cose, eh.

    Gran musicista, per carità.
    Ma per dir che Puccini era gran musicista ci siete già voi, nevvero.

    Ad illustrare qual meraviglie etc. etc. e Mahler che… e la Turandot che il finale … eh… (sappiamo — sbadiglio), e poi gli altri…. insomma tutta quella roba là.

    Però di Puccini come serial killer (virtuale, eh, virtualissmo. Lui ammazzava le femmine solo sul pentagramma e sulla scena) nessuno parla mai.

    Vero è che alcuni suoi biografi… ehm… qualche velo hanno cominciato a lacerarlo, negli ultimi tempi.

    Però del Puccini Serial Killer ancora non si parla molto, in giro.

    Per carità. Capisco la difficoltà ed ho rispetto per il (divertentissimo) problema.

    …”Ah, signora mia, quanto ho pianto, quando è morta Mimì”

    — “Non me lo dica, signora…. ma vuol metter con quella Cio Cio che si infila il coltello in pancia con il pargoletto attaccato alle gonne'”

    — “Alle gonne?! Ma non era un Kimono?”

    — “Si si vabbè gonne, kimono, che importanza ha, sempre una poveraccia era”

    Sembra che il mito di Puccini sia più intoccabile degli archivi del KGB, della CIA e della STASI messi assime.

    E questo mi diverte molto.

    E’ grave? :-/

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  11. gabrilu 23 dicembre 2008 alle 4:22 pm

    Allora.

    Premesso che su Scarpia io non ho dubbi: non ho mai capito perchè quella scema di Floria non si sia gettata ****immediatamente*** e senza por tempo in per lo mezzo nelle braccia di Ruggero Raimondi invece di star lì a gingillarsi con i vari Domingo, Pavarottti etc.

    (La povera Callas la capisco, invece, porella: a lei l’è toccato il Tito, che avrà avuto pure una grand’ugola, non nego, ma come sex appeal non era il massimo, spero possiamo concordare su questo)

    Al suddetto Gobbi, per aver Floria, davvero non restava che uncinar il Cavaradossi alle tempie.

    …Su Puccini ne avrei da dire, di cose, eh.

    Gran musicista, per carità.
    Ma per dir che Puccini era gran musicista ci siete già voi, nevvero.

    Ad illustrare qual meraviglie etc. etc. e Mahler che… e la Turandot che il finale … eh… (sappiamo — sbadiglio), e poi gli altri…. insomma tutta quella roba là.

    Però di Puccini come serial killer (virtuale, eh, virtualissmo. Lui ammazzava le femmine solo sul pentagramma e sulla scena) nessuno parla mai.

    Vero è che alcuni suoi biografi… ehm… qualche velo hanno cominciato a lacerarlo, negli ultimi tempi.

    Però del Puccini Serial Killer ancora non si parla molto, in giro.

    Per carità. Capisco la difficoltà ed ho rispetto per il (divertentissimo) problema.

    …”Ah, signora mia, quanto ho pianto, quando è morta Mimì”

    — “Non me lo dica, signora…. ma vuol metter con quella Cio Cio che si infila il coltello in pancia con il pargoletto attaccato alle gonne'”

    — “Alle gonne?! Ma non era un Kimono?”

    — “Si si vabbè gonne, kimono, che importanza ha, sempre una poveraccia era”

    Sembra che il mito di Puccini sia più intoccabile degli archivi del KGB, della CIA e della STASI messi assime.

    E questo mi diverte molto.

    E’ grave? :-/

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  12. amfortas 23 dicembre 2008 alle 4:49 pm

    Annarita, grazie anche a te, ricambio di cuore 🙂
    gabrilu, mi hai fatto ridere e quindi già ti devo essere grato.
    In realtà secondo me Puccini è cattivissimo (o se preferisci l’Abate Prevost che manda a morire la sua eroina nella patria del jazz, quella New Orleans di cui non debbo certo io parlarti) con Manon Lescaut.
    Cavolo, morire di sete non è il massimo, credo.
    Il rapporto Tosca-Scarpia è tra i più erotici del melodramma, e io se fossi stato Floria, non ci avrei pensato un secondo a scegliere il Barone a scapito di quel bambacione di Cavaradossi.
    Turandot non scopava mai, poi vuoi che non s’incazzi?
    Mimì è proprio una disgraziata e Rodolfo un altro bambacione.
    Magda è la classica sirena, tre quarti troia e un quarto zoccola.(puccini ha scritto pure Le Villi eh?)
    Butterfly è sfigatissima, l’hai già ricordato tu.
    Suor Angelica? Mah…
    Per non parlare di Tigrana e Fidelia dell’Edgar, due mostri.
    Alla fine l’unica tosta è Minnie, che purtroppo per lei si mette con un altro mezzo bambacione, ma almeno si porta a casa la pelle di quella volpe scema che risponde al nome di Jack Rance, così tonto da farsi fregare a poker.
    Quindi, che dire?
    Ciao 🙂
    Margie, ti pregherei di non commentare il mio frequente uso del termine bambascione, grazie 🙂

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  13. amfortas 23 dicembre 2008 alle 4:49 pm

    Annarita, grazie anche a te, ricambio di cuore 🙂
    gabrilu, mi hai fatto ridere e quindi già ti devo essere grato.
    In realtà secondo me Puccini è cattivissimo (o se preferisci l’Abate Prevost che manda a morire la sua eroina nella patria del jazz, quella New Orleans di cui non debbo certo io parlarti) con Manon Lescaut.
    Cavolo, morire di sete non è il massimo, credo.
    Il rapporto Tosca-Scarpia è tra i più erotici del melodramma, e io se fossi stato Floria, non ci avrei pensato un secondo a scegliere il Barone a scapito di quel bambacione di Cavaradossi.
    Turandot non scopava mai, poi vuoi che non s’incazzi?
    Mimì è proprio una disgraziata e Rodolfo un altro bambacione.
    Magda è la classica sirena, tre quarti troia e un quarto zoccola.(puccini ha scritto pure Le Villi eh?)
    Butterfly è sfigatissima, l’hai già ricordato tu.
    Suor Angelica? Mah…
    Per non parlare di Tigrana e Fidelia dell’Edgar, due mostri.
    Alla fine l’unica tosta è Minnie, che purtroppo per lei si mette con un altro mezzo bambacione, ma almeno si porta a casa la pelle di quella volpe scema che risponde al nome di Jack Rance, così tonto da farsi fregare a poker.
    Quindi, che dire?
    Ciao 🙂
    Margie, ti pregherei di non commentare il mio frequente uso del termine bambascione, grazie 🙂

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  14. utente anonimo 23 dicembre 2008 alle 5:22 pm

    Sto ridendo.
    La definizione di sirena è SPETTACOLARE! E sai che ne abuserò, vero?

    Ciao bamb… ehm… Amfortas!

    Margot :p

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  15. utente anonimo 23 dicembre 2008 alle 5:22 pm

    Sto ridendo.
    La definizione di sirena è SPETTACOLARE! E sai che ne abuserò, vero?

    Ciao bamb… ehm… Amfortas!

    Margot :p

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  16. utente anonimo 23 dicembre 2008 alle 9:14 pm

    da Giuliano:
    “La Rondine” è stata una piacevole sorpresa di quest’anno. Ne avevo letto cose orribili, invece è Puccini (e ho detto tutto: Puccini!)
    PS privato: ti è arrivata la mia mail con gli anagrammi?

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  17. utente anonimo 23 dicembre 2008 alle 9:14 pm

    da Giuliano:
    “La Rondine” è stata una piacevole sorpresa di quest’anno. Ne avevo letto cose orribili, invece è Puccini (e ho detto tutto: Puccini!)
    PS privato: ti è arrivata la mia mail con gli anagrammi?

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  18. utente anonimo 23 dicembre 2008 alle 10:19 pm

    Passo per augurarti un sereno Natale e un felice anno nuovo ! Un abbraccio,da Vitty.

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  19. amfortas 24 dicembre 2008 alle 10:23 am

    margie, pensavo peggio… 🙂
    Giuliano, a me è piaciuta tantissimo, anche perché oltre a belle voci, l’allestimento era davvero molto godibile.
    (no, non mi è arrivato nulla…)
    Vitty, grazie Vitty, spero di aver tempo di ricambiare 🙂
    Intanto lo faccio da qui|

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  20. amfortas 24 dicembre 2008 alle 10:23 am

    margie, pensavo peggio… 🙂
    Giuliano, a me è piaciuta tantissimo, anche perché oltre a belle voci, l’allestimento era davvero molto godibile.
    (no, non mi è arrivato nulla…)
    Vitty, grazie Vitty, spero di aver tempo di ricambiare 🙂
    Intanto lo faccio da qui|

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  21. calaminta 24 dicembre 2008 alle 1:55 pm

    Passo di qui per farti tanti tanti auguri, buon Natale Amfortas! 😉

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  22. ivyphoenix 24 dicembre 2008 alle 5:09 pm

    un pucciniano dunque!
    buon natale a te e famiglia

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  23. ivyphoenix 24 dicembre 2008 alle 5:09 pm

    un pucciniano dunque!
    buon natale a te e famiglia

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  24. utente anonimo 24 dicembre 2008 alle 9:58 pm

    Tanti carissimi auguri per te e tutti i tuoi cari!

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  25. utente anonimo 24 dicembre 2008 alle 9:58 pm

    Tanti carissimi auguri per te e tutti i tuoi cari!

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  26. filorosso 24 dicembre 2008 alle 10:04 pm

    Buon Natale carissimo Amfortas!
    Filo

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  27. filorosso 24 dicembre 2008 alle 10:04 pm

    Buon Natale carissimo Amfortas!
    Filo

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  28. bobregular 25 dicembre 2008 alle 10:18 am

    Auguri Amf ed ex-Ripley, ci sentiamo se sopravvivo al pranzone parentale!!

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  29. utente anonimo 25 dicembre 2008 alle 11:33 am

    Grazie degli Auguri che ricambio di cuore a te e famiglia. Buon Natale 🙂

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  30. utente anonimo 25 dicembre 2008 alle 11:59 am

    Buone Feste anche a te, Amfortas,
    Auguri!
    Un abbraccio grande anche a Betta 🙂

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  31. utente anonimo 25 dicembre 2008 alle 11:59 am

    Buone Feste anche a te, Amfortas,
    Auguri!
    Un abbraccio grande anche a Betta 🙂

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  32. utente anonimo 25 dicembre 2008 alle 1:41 pm

    Uffa, speravo la cantassi tu, magari su un youtubino.
    Augri di cuore a te e a Betta, tutto il bene del mondo.

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  33. utente anonimo 25 dicembre 2008 alle 1:41 pm

    Uffa, speravo la cantassi tu, magari su un youtubino.
    Augri di cuore a te e a Betta, tutto il bene del mondo.

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  34. ivyphoenix 26 dicembre 2008 alle 1:32 pm

    ma sai che io ti cerco quasi ogni gg su fb per vedere se cambi idea?
    e dai… anno nuovo, vita nuova, musica lirica invece sempre la stessa..
    salutino

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  35. ivyphoenix 26 dicembre 2008 alle 1:32 pm

    ma sai che io ti cerco quasi ogni gg su fb per vedere se cambi idea?
    e dai… anno nuovo, vita nuova, musica lirica invece sempre la stessa..
    salutino

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  36. utente anonimo 2 gennaio 2009 alle 2:05 pm

    Adesso lo copio e me lo conservo:)
    Grazie stragarazie.

    Buon anno Am. di cuore a te e famiglia.

    Silvia-Sgnapis

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  37. utente anonimo 2 gennaio 2009 alle 2:05 pm

    Adesso lo copio e me lo conservo:)
    Grazie stragarazie.

    Buon anno Am. di cuore a te e famiglia.

    Silvia-Sgnapis

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  38. amfortas 2 gennaio 2009 alle 3:08 pm

    sgnapis, servo vostro 🙂

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  39. utente anonimo 2 novembre 2010 alle 8:11 am

    Non servono parole per ricordare Puccini,(l'unico di cui conosco a memoria  i libretti 🙂 )basta guardare i suoi spartiti,
    una vera e propria "Calligrafia delle passioni" che coincideva perfettamente con la sua vita.


    ….."Eppure deve esistere,una calligrafia delle passioni.Un segno più morbido,una coda della croma che scendedi troppo,uno svolazzo di pausa,quella che vale un quarto,una pressione più forte della matita sul pentagramma,quasi un graffio,un oltraggio a quella carta spessa,lanosa,che un tempo si usava per scrivere musica….."

    incipit del romanzo "Presto con fuoco" di Roberto Cotroneo

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  40. utente anonimo 2 novembre 2010 alle 8:11 am

    Non servono parole per ricordare Puccini,(l'unico di cui conosco a memoria  i libretti 🙂 )basta guardare i suoi spartiti,
    una vera e propria "Calligrafia delle passioni" che coincideva perfettamente con la sua vita.


    ….."Eppure deve esistere,una calligrafia delle passioni.Un segno più morbido,una coda della croma che scendedi troppo,uno svolazzo di pausa,quella che vale un quarto,una pressione più forte della matita sul pentagramma,quasi un graffio,un oltraggio a quella carta spessa,lanosa,che un tempo si usava per scrivere musica….."

    incipit del romanzo "Presto con fuoco" di Roberto Cotroneo

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  41. amfortas 2 novembre 2010 alle 9:00 am

    23, bel libro, quello, mi ricordo d'averlo letto tantissimi anni fa.
    Su Puccini dovrei tornarci, specialmente per quanto riguarda il suo rapporto con le donne.
    Ciao e grazie.

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  42. amfortas 2 novembre 2010 alle 9:00 am

    23, bel libro, quello, mi ricordo d'averlo letto tantissimi anni fa.
    Su Puccini dovrei tornarci, specialmente per quanto riguarda il suo rapporto con le donne.
    Ciao e grazie.

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  43. utente anonimo 2 novembre 2010 alle 12:12 pm

    Il rapporto di Puccini con le donne?Sarà interessante,se avrai tempo lo leggerò volentieri.
    grazie 🙂

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  44. utente anonimo 2 novembre 2010 alle 12:12 pm

    Il rapporto di Puccini con le donne?Sarà interessante,se avrai tempo lo leggerò volentieri.
    grazie 🙂

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  45. amfortas 2 novembre 2010 alle 4:37 pm

    25, rapporto contrastato a dire poco…pensa alla fine che fanno quasi tutte le eroine pucciniane 🙂

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  46. utente anonimo 5 novembre 2010 alle 4:11 pm

    Sembra che il mito di Puccini sia più intoccabile degli archivi del KGB, della Cia e della Stasi messi assieme"

    ha,ha,ha, ;D ;D hai ragione gabrilu.Anch'io appartengo alla categoria di chi pensa che Puccini sia unico ,ma sono scusabile,abitando a 40 minuti dalla sua casa di Torre del Lago,dove a volte sono andata in devoto pellegrinaggio 🙂 :).
    In inverno soprattutto quel luogo è speciale,quando la nebbia sospesa sul lago fa sembrare possibile poter  vedere  ancora,la figura del compositore aggirarsi in cerca di ispirazione.

    Quanto alle sue donne,amfortas,un pò di tempo fa ho visto le repliche dello sceneggiato "Puccini" con Alberto Lionello (e la regia di Sandro Bolchi).
    Impagabile,non interpretava Puccini,era lui! Affascinante ed istrionico,
    come si dice, fosse il nostro compositore(nostro perchè Toscano)


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  47. utente anonimo 5 novembre 2010 alle 4:11 pm

    Sembra che il mito di Puccini sia più intoccabile degli archivi del KGB, della Cia e della Stasi messi assieme"

    ha,ha,ha, ;D ;D hai ragione gabrilu.Anch'io appartengo alla categoria di chi pensa che Puccini sia unico ,ma sono scusabile,abitando a 40 minuti dalla sua casa di Torre del Lago,dove a volte sono andata in devoto pellegrinaggio 🙂 :).
    In inverno soprattutto quel luogo è speciale,quando la nebbia sospesa sul lago fa sembrare possibile poter  vedere  ancora,la figura del compositore aggirarsi in cerca di ispirazione.

    Quanto alle sue donne,amfortas,un pò di tempo fa ho visto le repliche dello sceneggiato "Puccini" con Alberto Lionello (e la regia di Sandro Bolchi).
    Impagabile,non interpretava Puccini,era lui! Affascinante ed istrionico,
    come si dice, fosse il nostro compositore(nostro perchè Toscano)


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  48. amfortas 5 novembre 2010 alle 6:14 pm

    27, mi ricordo benissimo lo sceneggiato con Lionello: magnifico!
    Non so perché ma preferisco che oggi non si cimenti nessuno a riproporre qualcosa del genere…specialmente dopo le ultime performance televisive riguardanti l'opera.
    Ciao!

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  49. amfortas 5 novembre 2010 alle 6:14 pm

    27, mi ricordo benissimo lo sceneggiato con Lionello: magnifico!
    Non so perché ma preferisco che oggi non si cimenti nessuno a riproporre qualcosa del genere…specialmente dopo le ultime performance televisive riguardanti l'opera.
    Ciao!

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