Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria di Verismo Arias, ultima fatica discografica di Jonas Kaufmann.

Questo pomeriggio ho scattato un paio di foto sul Carso e sono venute stranamente bene, quindi le linko qui, così v'intristite pensando che l'estate se n'è andata.
Se ci pensate c'è una certa affinità tra gli arbusti e i tenori: a un certo punto cambiano colore e cominciano a perdere pezzi (strasmile).
Autunno a Trieste.

Le major discografiche, si sa benissimo, sono alla canna del gas.

Questo per quanto riguarda la musica lirica evidentemente, anche se mi dicono che pure negli altri generi non siano rose e fiori, per tutta una serie di motivi che non è mia intenzione sviscerare nel presente contesto.
Di conseguenza quando una casa discografica trova un artista che incontra il gusto del pubblico cerca di farlo incidere, mi pare ovvio, e i giudizi degli scribacchini di turno, io in questo caso, sono sempre graditi anche se esprimono dubbi e perplessità sulla qualità del prodotto.
Any press is good press, dicunt (un misto di lingue vive e lingue morte fa sempre molto chic, come in un piatto di bollito o ad una festa di Halloween).
Jonas Kaufmann è uno di quei  pochissimi cantanti lirici che garantiscono un buon numero di vendite e quindi, a distanza di circa un anno dall’uscita del precedente Sehnsucht (qui la mia recensione), la Decca ci ripropone il divo Jonas in Verismo Arias, diretto nientemeno che da Antonio Pappano alla guida dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia di Santa Cecilia.
Kaufmann
Cominciamo dal packaging, ovvero dalla foto, che ritrae Kaufmann in primo piano con la barba incolta, che fa molto macho sullo stile mo’ te sdrumo, vestito come un profugo di un paese dell’est immediatamente dopo la caduta del Muro di Berlino e l’espressione che gli riesce meglio: quella del bambolotto stupito sfiorato, da lontano, dall’ala dell’intellettualismo (smile).
Poi ,la scelta del titolo del compact si presta ad almeno una spigolatura: le arie dal Mefistofele di Boito con il movimento verista non c’entrano nulla, anche se tradizionalmente appaiono nei recital di questo tipo incisi da altri tenori del passato.
Nella track list ci sono anche alcune di arie non frequentatissime: Testa adorata dalla Bohème meno conosciuta, quella di Leoncavallo, Sì, questa estrema grazia dai Lituani di Ponchielli e Ombra di nube di Refice.
Questa la track list completa:
 
1. Giulietta! Son io!  (Giulietta e Romeo-Zandonai)
2. Colpito qui m'avete… Un dì all’azzurro spazio (Andrea Chénier- Giordano)
3. Come un bel dì di maggio  (Andrea Chénier-Giordano)
4. E la solita storia (Lamento di Federico)  (Arlesiana-Cilea)
5. Musetta! O gioia della mia dimora! – Testa adorata  (Bohème-Leoncavallo)
6. Recitar! – Vesti la giubba  (Pagliacci-Leoncavallo)
7. Intanto, amici, qua…Viva il vino spumeggiante  (Cavalleria Rusticana-Mascagni)
8. Mamma, quel vino è generoso (Cavalleria Rusticana-Mascagni)
9. Dai campi, dai prati  (Mefistofele-Boito)
10. Giunto sul passo estremo (Mefistofele-Boito)
11. Amor ti vieta (Fedora-Giordano)
12. L'anima ho stanca (Adriana Lecouvreur- Cilea)
13. La dolcissima effigie  (Adriana Lecouvreur-Cilea)
14. Sì…questa estrema grazia  (I lituani-Ponchielli)
15. Cielo e mar (La Gioconda-Ponchielli)
16. Ombra di nube  (Refice)
17. Vicino a te s'acqueta  (Andrea Chénier-Giordano)
 
 
 
 
In generale, è un disco che presenta luci ed ombre interpretative.
Kaufmann ha un’emissione vocale piuttosto particolare e sicuramente non ortodossa, perciò chi è seguace talebano del manuale del Garcia può fare a meno di comprare il disco perché non gli piacerà.
Il tenore tedesco è convincente quando non cerca di scimmiottare i grandi tenori drammatici del passato recente, da Del Monaco a Corelli, mentre risulta scipito e stucchevole nei momenti in cui gonfia le gote e scurisce ulteriormente un timbro di suo già non particolarmente accattivante.
Quindi, ad esempio, è interessante il suo canto sussurrato e partecipe in Giulietta son io, lontano dall’edonismo vocale un po’ autoreferenziale di Del Monaco (che però aveva mezzi vocali straripanti).
Nelle arie dall’Andrea Chénier invece, l’accento manca d’impeto, di vigore o dolcezza, e il canto risulta monocorde, noioso e datatissimo.
Tremende le esecuzioni (da intendersi proprio in gergo da CSI, roba da serial killer) dai Pagliacci e da Cavalleria: urla, risatazze sguaiate, cachinni e voce che balla parecchio negli acuti presi di forza che risultano sbracatissimi e volgari.
Bene in Amor ti vieta, dove s’apprezzano e il bel legato e la gestione eccellente della respirazione.
In altri momenti l’orecchio allenato percepisce anche qualche problemino d’intonazione e un paio di falsetti bruttini: non ho nulla contro il falsetto, ma se eseguito bene, non quando produce suoni stimbrati e sfilacciati.
Antonio Pappano dirige da par suo l’ottima Orchestra di Santa Cecilia, seppure si senta qualche sonorità eccessiva che sfocia addirittura in puro clangore nelle disgraziatissime arie dai Pagliacci e Cavalleria.
Però il direttore è magnifico nell’accompagnamento caldo e passionale del tenore in Cielo e mar e davvero eccellente nelle arie di Boito, nelle quali si percepisce una cura per il particolare certosina che non va a nocumento della fluidità del racconto orchestrale, pur trattandosi di pezzi chiusi.
Ancora un’osservazione, piuttosto lapidaria, prima di chiudere.
Nel duetto finale dallo Chénier, Kaufmann è affiancato dal soprano Eva-Maria Westbroeck, che per la sua prestazione merita proprio il patibolo al quale è destinata Maddalena nell’opera.
Garrula, senescente, urlante: una tragedia.
Avevo “in canna” questa recensione da quasi un mese, ma l’ho proposta solo oggi per questioni logistiche. Ho resistito alla tentazione di ritoccarla perché è l’espressione di un primo ascolto piuttosto attento.
Se l’avessi scritta oggi, forse, sarei stato più indulgente.
Ribadisco, come già notai dopo la Tosca di qualche tempo fa, che il repertorio italiano non è il terreno d’elezione del tenore tedesco, perché tende a scimmiottare, con mezzi vocali inferiori, i grandi tenori del dopoguerra.
Consiglio questo compact solo ai fan, che peraltro non hanno certo bisogno di essere spronati.
Gli altri continuino ad ascoltarsi Corelli e Del Monaco.
 

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25 risposte a “Recensione semiseria di Verismo Arias, ultima fatica discografica di Jonas Kaufmann.

  1. amfortas 21 ottobre 2010 alle 1:03 pm

    Jessica, è il tuo campo vero? 🙂

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  2. utente anonimo 21 ottobre 2010 alle 1:14 pm

    E' proprio vero……non ho bisogno di essere spronata…..
    Comunque comunico ai fans (che non ne hanno sicuramente bisogno) che domani esce anche il DVD del Werther di Jonas all'opera de Paris.
    Ciao a tutti
    IRIS

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  3. amfortas 21 ottobre 2010 alle 2:41 pm

    Iris, grazie della segnalazione e non arrabbiarti se il bel Jonas non mi è piaciuto troppo 🙂
    Ciao!

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  4. utente anonimo 21 ottobre 2010 alle 3:20 pm

    Ma vorrai scherzare? Potrei snocciolare una serie di modi di dire….La vita e' bella perche' e varia, non e' bello cio' che e' bello ma e' bello cio' che piace, Tutti i gusti sono gusti……e via andare…..
    La verita' e' che io considero la musica lirica un piacere e non sono una critica musicale, per cui la prima caratteristica che deve avere per le mie orecchie e' la piacevolezza. E sottolineo "per le mie orecchie". Infatti il primo incontro con la voce di Kaufmann e' avvenuto tramite file MP3 senza fotografie, e per la precisione con la Madama Butterfly registrata a Roma con Pappano. Devo dire che gia' al primo ascolto mi si e' aperto un mondo. Sentivo che era tutto diverso e pensavo: finalmente un Pinkerton UOMO….., ora la capisco la Butterfly. Giuro che solo dopo qualche mese ho voluto cercare notizie e fotografie (e potete immaginare la mia sorpresa).
    Tu sei sempre bravo e garbato.
    Ciao
    IRIS

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  5. amfortas 21 ottobre 2010 alle 5:21 pm

    Iris, il tuo approccio alla lirica è senz'altro il più sano, credimi.
    Qualche volta rimpiango anch'io i tempi in cui andavo a teatro senza farmi troppi problemi, anche se ovviamente con un minimo di spirito critico.
    Oggi è tutto esasperato e se conosci qualche forum o blog, oltre a questo, sai di cosa parlo.
    Scrivere di musica è diventata, e lo dico con grande amarezza, una specie di guerra tra estremisti dove si vuol ad ogni costo prevalere sull'opinione dell'altro.
    Per fortuna ci sono tante, tantissime persone come te che se ne fregano delle mie elucubrazioni (e di quelle degli altri) e si godono una serata a teatro o l'ascolto di un disco.
    Ciao, è sempre un piacere leggerti.

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  6. utente anonimo 21 ottobre 2010 alle 5:24 pm

    Adoro la musica classica,ma l'opera è un mondo per me poco conoscito,a parte Puccini.Poi qualche tempo fa, con il Werther ,ho conosciuto Kauffman e mi è subito piaciuta la sua voce,anche se le mie competenze in campo operistico sono moooooolto deboli.Mi sto avvicinando adesso e sono contenta di aver trovato qualcuno che ha più esperienza.
    leggerò con interesse le recensioni.
    Un saluto
    Monica

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  7. amfortas 21 ottobre 2010 alle 6:03 pm

    Monica, ciao, lascia perdere le competenze e goditi la musica!
    Da parte mia cercherò di mantenere questa linea editoriale che punta più alla divulgazione semiseria che ai tecnicismi.
    La mia più grande soddisfazione è di essere riuscito ad avvicinare diverse persone all'opera, per tutto il resto ci sono altri tempi e luoghi.
    Ciao e grazie!

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  8. utente anonimo 21 ottobre 2010 alle 6:12 pm

    Amfortas, mi dichiaro totalmente d'accordo con te. Conosco altri blog 😦 ed e' proprio per questo che ti apprezzo cosi' tanto. Ho appena ricevuto una buona notizia. Mi e' stato regalato un biglietto per la  Sonnambula, qui a Brescia, domani sera. Non mi fa impazzire come opera ma sono ben felice. Si tratta di una produzione ASLICO, non sara' certo Kaufmann, ma la buona musica non manchera'.
    Ciao a tutti e grazie
    IRIS

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  9. utente anonimo 21 ottobre 2010 alle 6:56 pm

    Questo baldo giovine farà anche un calendario? No perché, lo sai, io di lirica non ne capisco niente, ma si avvicina l'anno nuovo…

    L'esteta Margot

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  10. utente anonimo 21 ottobre 2010 alle 7:31 pm

    CASSANDRO

     
     
    Come ben sai, Amfortas, sono un modestissimo orecchiante di musica classica, e come scrive Monica di sé, “l’opera è per me un mondo poco conosciuto”-
     
    Ma a tutto c’è rimedio, vero, per cui a poco a poco comincio pure io a volermi accostare di più a tale mondo (tempi di lavoro permettendo), data anche la tua meritoria opera di divulgazione.
     
    Speriamo di riuscire a realizzare questo mio impegno per diversificare un po’ rispetto alla musica classica e completare così la conoscenza di questo mondo dove ti vedo muovere con tanta passione e competenza
     
     
       ANDARE   ALL ‘ OPERA
     
    Sempre la stessa solfa o giù di lì
    qui ai concerti d’ogni martedì.
    Il primo violino dà il la
    e tutti che accordano . . . taaa-taaaaa..
     
    Poi entra il direttore serioso:
    tutto compunto con bacchetta in mano,
    spedito avanza e fa l’ossequioso
    al pubblico plaudente ancora piano.
     
    Silenzio. Batto quattro e quindi via
    parte l’orchestra, ma nessun si muove:
    stan tutti fermi . . . che monotonia! . . .
    mentre musica va per ogni dove.
     
    No, ho bisogno io di movimento,
    voglio vedere io una bella scena,
    donne affascinanti e in tormento
     
    Tosca . . . Liù . . . Violetta . . . Una pena
    vedere sempre facce da convento,
    col direttore sol che si scatena.
     
     
    Di andare all’Opera chi più mi frena?
     
     
    . . . pur se non troverò a conti fatti
    Chopin, Beethoven, Bach e Scarlatti!
     
    In sostituzione avrò Puccini
    però, Mascagni, Verdi e Bellini.
     
    Reggeranno questi al confronto?
    Dire di no sarebbe grande affronto.
     
     
    Anche perché in sovrappiù bel bello
    ci metto Wagner, e mi tolgo il cappello!
     
    (Cassandro)
     
    Preciso che, pensando di conoscere un po' le tue preferenze, gli ultimi due versi sono stati predisposti in tuo onore, Amfortas. Buona serata a tutti
     
    a

    Mi piace

  11. utente anonimo 21 ottobre 2010 alle 8:36 pm

    Grazie Amfortas,del benvenuto.
    Intanto ti lascio questo link del concrto dei vincitori del concordo Chopin di varsavia.Sta suonando Daniil Trifonov (il mio preferito insieme a Ingolf wunder che suonerà dopo).

    http://konkursus.chopin.pl/en/edition/xvi/online/broadcasting

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  12. amfortas 22 ottobre 2010 alle 7:43 am

    Iris, le produzioni che girano il circuito lombardo sono quasi sempre almeno decorose. Vado a memoria, ma mi pare che questa Sonnambula sia un nuovo allestimento di Stefano Vizioli, che è una persona seria e un bravo regista, mentre non so nulla dei cantanti, sappimi dire comìè andata.
    Ciao e grazie.
    Margie, anche tu colpita dal fascino di Kaufmann eh! Beh, vedrò di assemblarti io un bel calendario per l'anno nuovo con le foto che si trovano in Rete, se non ne fa uno lui, contenta?
    Ciao!
    Cassandro, la tua composizione mi ha ricordato che, se avessi tempo, potrei scrivere proprio un bel post sulle "facce da convento". Sai, nelle trame delle opere i protagonisti non appena incontrano qualche inconveniente decidono di ritirarsi in qualche eremo consacrato, e vale per donne e uomini.
    Anche i padri, di fronte ai primi turbamenti delle figlie, non fanno altro che spedirle in convento.
    Evidentemente si sopperiva così a eventuali crisi di vocazioni 🙂
    Ciao e grazie!
    12, grazie a te dell'informazione, ma il link non porta da alcuna parte, forse l'hai copiato male…

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  13. utente anonimo 23 ottobre 2010 alle 12:09 pm

    Amfortas, hai detto che aspettavi notizie. Ieri sera al teatro Grande di Brescia tutto bene.! Decisamente una bella Sonnambula. Bravo il tenore, tale Enea Scala (il nome e' un programma) che si e' beccato parecchi applausi. Brava anche Amina, Jessica Pratt, forse in alcuni acuti un po' eccessiva, un po' sguaiata per i miei gusti, ma con i polmoni (ed il davanzale) che si ritrova ha una certa potenza di fuoco. Ottima comunque nella scena del sonnambulismo. Bravo il coro. Scenografia e costumi tranquilli e rassicuranti a meta' strada tra l'albero degli zoccoli e mira mira l'olandesina. Insomma una bellissima serata. Ciao a tutti.
    IRIS

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  14. amfortas 23 ottobre 2010 alle 2:57 pm

    Iris, mi fa piacere che tu abbia passato una bella serata.
    Enea Scala lo conosco solo da qualche spezzone che ho sentito e visto su YT, mi pare abbia una bella voce.
    La Pratt è una cantante che ha passato un momento di crisi dal quale spero si stia riprendendo, perché è una voce di grande potenzialità.
    Vizioli, come ti avevo anticipato, è un regista che mi piace: a Trieste ha allestito l'anno scorso un Trovatore che non sfigurerebbe in teatri più blasonati.
    Ciao e grazie!

    Mi piace

  15. utente anonimo 23 ottobre 2010 alle 3:05 pm

    Che peccato,non avevo riguardato il link e non mi ero accorta che era sbagliato.Comunque puoi riascoltarli qui:  🙂






    bravi,a parte le smorfie varie del viso, che a me non piacciono.

    il miglior concerto n1 di Chopin ,poi,per me è questo:



    Gilels aveva l'abilità,di unire un espressione quasi immobile,ad una interpretazione sentimentale bellissima(non mielosa)

    Speriamo che questa volta tu li veda,perchè ho dovuto trascriverli:Non so perchè ma non si può fare il copia- incolla ,qui.

    La Carmen di Kaufmann ,lo scorso anno all'apertura della stagione della Scala.


    Monica

     

     

    Mi piace

  16. amfortas 23 ottobre 2010 alle 6:01 pm

    Monica, grazie dei bellissimi ascolti!
    Ho sentito prima i pianisti e mi hanno messo talmente di buon umore che persino Jonas mi è parso migliore di quello che ricordavo 🙂
    Ciao!

    Mi piace

  17. utente anonimo 24 ottobre 2010 alle 9:43 am

    X Amfortas
    "…..Jonas mi è parso migliore di quello che ricordavo…"

     😀 Ho capito;quali sono per te,i suoi difetti,nel cantare?
    Pensi che sia famoso più per la sua bella figura che per le qualità della voce?:D

    X cassandro:sempre Chopin:
    I  suoi 24 preludi,io li sto scoprendo adesso:un es.
    n1



    n19


    La musica è un piacere,ha ragione Amfortas.
    E' normale,poi,avendo passione per una cosa ,cercare di approfondire.
    Frequentando dei forum di musica classica ho scoperto invece, che alcuni,
    mettono la conoscenza tecnica e l'analisi minuziosa  delle esecuzioni degli artisti come elemento fondamentale,perdendo di vista l'insieme,cioè la bellezza della musica.
     🙂

    Shalom,buona domenica

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  18. utente anonimo 24 ottobre 2010 alle 12:15 pm

    CASSANDRO

     
    X 18
    Grazie per la segnalazione. Questa sera andrò ad ascoltare di Chopin il "Concerto per pianoforte n. 1” al Parco della Musica, a Roma, eseguito dallo scintillante Lang Lang.

    Saluti per tutti
     

    Mi piace

  19. ermionee 24 ottobre 2010 alle 8:26 pm

    Sono tornata ad ascoltare Kaufmann seguendo i link proposti dai tuoi commentatori e lasciandomi guidare poi da youtube; e devo dire che la sua voce mi sembra davvero bella, come pure le interpretazioni nella Madama Butterfly e nel Werther. Ma lo sai, non sono una esperta, mi fido di ciò che mi dice l'orecchio – e il cuore. Il fatto che sia così bello non fa altro che aggiungere qualcosa. Come sempre le tue recensioni semiserie mi divertono tantissimo-

    Mi piace

  20. amfortas 25 ottobre 2010 alle 7:36 am

    Monica, ci sono degli aspetti del canto di Kaufmann che mi lasciano perplesso e altri che invece incontrano il mio favore, ma sarebbe troppo lungo analizzare tutto con calma. Non ne faccio tanto una questione di tecnica, anche se è evidente a chiunque che il bel Jonas spinga molto di gola e non canti sempre sul fiato.
    Sicuramente nell'opera italiana lo trovo piuttosto a disagio, perché come qui nel cd tende a scimmiottare altri cantanti, mentre in Wagner o anche nel Werther mi pare più alla ricerca di una sua soluzione interpretativa dei personaggi.
    Poi che sia bello o brutto a me proprio non importa ma immagino che essere gradevoli anche all'aspetto non sia uno svantaggio 🙂
    Un saluto anche a Cassandro e una considerazione per Ermione: come già ho detto a Iris se trovi Kaufmann credibile e il suo canto ti "passa" qualcosa, tutto il resto non conta. Le querelle sulla tecnica, i confronti, sono cosa per noi critici e restano comunque sempre e solo opinioni personali, non certo verità assolute 🙂
    Un saluto a tutti!

    Mi piace

  21. utente anonimo 25 ottobre 2010 alle 10:16 am

    Certo che con la tua locuzione "mo' te sdrumo" hai aggiunto molto…..da allora non faccio altro che domandarmi come sia pronunciata con un leggero accento tedesco.
    A parte gli scherzi, mi auguro di avere la salute e gli sghei per andare a sentirlo come Cavaradossi a Milano, poi Vi faro' sapere.
    IRIS

    Mi piace

  22. amfortas 25 ottobre 2010 alle 4:50 pm

    Iris, il romanesco in certi casi è davvero efficace 🙂
    Se ce la faccio verrò a sentire anch'io il bel jonas.
    Ciao e grazie.

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  23. utente anonimo 14 novembre 2010 alle 1:14 am

    Ciao Amfortas.

    La tua mi sembra una recensione assai aderente a quello che si può ascoltare dal CD con un orecchio esperto.

    Una mia osservazione.

    Se il cantante decide di far prevalere l'animo verista su quello lirico, non gli si può rinfacciare troppo la mancanza dei modi garbati; soprattutto in Pagliacci si può sentire qui uno dei pochi casi in cui l'interprete "ci crede veramente". La stessa cosa vale per la Westbroeck, che nel finale dell'Andrea Chenier talvolta supera in drammaticità lo stesso Kaufmann; ovviamente, a scapito del bel canto.

    Saluti, Fabio

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  24. amfortas 14 novembre 2010 alle 7:15 pm

    Fabio, il tuo discorso in linea teorica non fa una piega, però io sono sempre dell'idea che certi accenti si possano ottenere anche senza sbracare troppo. E in questo cd io sento qualche belluria di troppo…
    Ciao e grazie.

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