Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria della Donna del lago di Rossini alla Scala di Milano. La mia intervista per OperaClick a Daniela Barcellona.

Segnalo innanzitutto l’intervista che ho fatto a Daniela Barcellona, pubblicata su OperaClick.

Come sempre, quando pubblico una recensione che si riferisce ad un ascolto radiofonico è doverosa una premessa, e cioè che solo in teatro lo spettacolo può essere valutato con piena cognizione di causa. Vale a maggior ragione, per motivi misteriosi, quando a trasmettere è RADIO3, perché davvero si sente male anche se stasera è andata un po’ meglio del solito.
I motivi sono i soliti: mancanza della parte visiva, compressione della trasmissione radiofonica che spesso appiattisce o altera le dinamiche orchestrali, soprattutto, e uniforma il volume delle voci dei cantanti.
Detto questo, ricordo che questo allestimento della Donna del lago alla Scala di Milano è la ripresa di una produzione che ha debuttato l’anno scorso a Parigi, con un cast uguale in quattro dei cinque protagonisti dell’opera e lo stesso direttore, Roberto Abbado.
L’allestimento, che a suo tempo non ha suscitato entusiasmi per una certa qual macchinosità generale, è del regista Lluis Pasqual, che si avvale delle scenografie di Ezio Frigerio, i costumi – che dalle foto sembrano banalotti – di Franca Squarciapino e le luci di Marco Filibeck.

Juan Diego Flórez e Joyce DiDonato

Dicevo nel post precedente di presentazione, che il direttore designato ha una grande responsabilità nel definire il carattere di quest’opera.
Ebbene mi pare di poter affermare che Roberto Abbado abbia fatto un buon lavoro, sostenendo con attenzione i cantanti – come esige tutto il Belcanto, di cui Rossini è uno dei massimi esponenti – ma allo stesso tempo valorizzando le atmosfere settecentesche dell’opera e temperando gli slanci preromantici nei repentini cambi di atmosfera musicale. Ho apprezzato in particolare il soffice accompagnamento al duetto tra Elena e Malcolm (Vivere io non potrò – durante il quale però è mancato abbandono da parte delle cantanti -) nel primo atto e la concretezza asciutta dell’entrata di Malcolm. Un po’ meno convincente, con qualche dubbio di clangore, mi è parsa la concertazione del secondo atto, in particolare nel finale. Però rimando alla considerazione iniziale sui possibili equivoci dovuti all’ascolto radiofonico.
Bene nel complesso l’Orchestra della Scala mentre il Coro, fondamentale nella funzione di raccordo tra le varie scene e quindi molto impegnato, ha presentato qualche sbavatura.

Joyce DiDonato

Joyce DiDonato, annunciata indisposta all’inizio – si sapeva già – ha cantato bene la sortita Oh mattutini albori, palesando tutte le qualità che la rendono oggi un’interprete ottima in questo repertorio. Qualità poi confermate con qualche riserva nell’arco della serata, e cioè accento appropriato, agilità sicure, musicalità. Nel registro grave l’artista si trova meno a suo agio, pur senza difficoltà particolari, ma è un problema dei ruoli Colbran che sono in assoluto tra i più difficili del Belcanto e Elena non fa eccezione. Dopo un secondo atto in sordina la DiDonato ha sorpreso con un rondò finale davvero riuscito.

Daniela Barcellona e Joyce DiDonato


Daniela Barcellona
è una specialista di questi ruoli en travesti e Malcolm è un personaggio complicato, perchè ha due arie in cui si concentra l’attenzione degli appassionati e tutto il resto tende a passare in secondo piano. Il mezzosoprano ha convinto pienamente, cantando in modo magnifico Mura felici ad esempio, in cui ha sfoggiato tra le altre cose acuti sicuri e snocciolato agilità che le hanno portato un applauso a scena aperta da altri tempi. Un po’ meno convincente nell’aria del secondo atto, nella quale mi è parso che avesse qualche problema di respirazione. Nel complesso credo sia stata la migliore della serata.
Juan Diego Flórez
è sempre lui, nei pregi – tantissimi – e nei pochi difetti. Grande musicalità, quindi, ma anche una certa genericità di fraseggio e qualche sospetto di nasalità negli acuti che pur risultano facilissimi e squillanti come pochi tenori oggi. In questa parte da tenore contraltino, che è il suo terreno d’elezione, mi sarei aspettato una prestazione più convincente. Grandi applausi anche per lui dopo la Fiamma soave che apre il secondo atto e rendimento notevole in tutto il secondo atto.
John Osborn
, che a mio parere sbaglia ad affrontare parti da baritenore, ha comunque cantato con proprietà d’accento e buone intenzioni interpretative. L’interprete è più fantasioso di Florez però, e lo si nota nel fraseggio e nella cura per la parola scenica. La sua prova è da considerarsi positiva anche se nel celeberrimo terzetto del secondo atto Flórez è stato superiore di una spanna.
Simon Orfila
non è sembrato memorabile dal punto di vista musicale e mi è sembrato sostanzialmente estraneo allo stile del Belcanto.
Di routine le prove di José Maria Lo Monaco (Albina), Jaeheui Kwon (Serano) e Jihan Shin (Bertram).

Da quello che si è sentito per radio è stato un successone per tutti, sicuramente meritato. Non ho sentito contestazioni di alcun tipo.


Recensione espressa, come potete vedere dall’orario, vi prego di segnalare e perdonare eventuali strafalcioni grammaticali.

Un saluto a tutti!

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24 risposte a “Recensione semiseria della Donna del lago di Rossini alla Scala di Milano. La mia intervista per OperaClick a Daniela Barcellona.

  1. daland 27 ottobre 2011 alle 7:15 am

    Concordo in pieno. Personalmente ho apprezzato molto. Barcellona e Florez grandi, DiDonato e Osborn un gradino sotto, ma ampiamente positivi e RAbbado convincente. Spero continuino così per le prossime (il mio turno è il 5/11).
    Ciao!

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    • amfortas 27 ottobre 2011 alle 8:26 am

      daland, beato te che ci vai. Io non mi posso permettere un viaggio così lungo, e pensare che quest’anno in virtù di coincidenze astrali favorevoli avevo tante opportunità per i biglietti. Vabbè! Ciao 🙂

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  2. Enrico 28 ottobre 2011 alle 6:04 am

    Ciao Amfortas,

    ho letto che Rossini rimase deluso dall’accoglienza riservata a quest’opera dal pubblico napoletano alla sua prima esecuzione, perchè vi aveva profuso idee nuove.
    Non ho mai avuto occasione di vedere quest’opera in teatro, nè possiedo alcun DVD o CD.
    In che senso si puo’ considerare nuova rispetto alle precedenti di Rossini?
    Grazie e saluti,

    Enrico

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  3. amfortas 28 ottobre 2011 alle 8:49 am

    Enrico, innanzitutto ti consiglio di procurarti il DVD dell’edizione scaligera del (mi pare) 1992, è un buon compromesso. C’è una brava June Anderson (Elena), una discreta Dupuy (Malcolm), un buon Blake (Giacomo V) e un sufficiente Merritt (Rodrigo) per la direzione di Muti. Regia inguardabile ma, da quanto mi hanno riferito, non così peggio di quella attuale alla Scala. Per i CD la scelta è più difficile in quanto le registrazioni migliori sono pirata, eventualmente contattami in privato
    che ti passo un paio di link, ok?
    La maggiore novità dell’opera sta nella scelta del soggetto, un romanzo di Scott, a quei tempi avveniristica perché il romanticismo in musica era ancora lontano. Sino a quel momento da Scott era stata tratta solo un’opera. I soggetti delle opere precedenti di Rossini (siamo nel periodo napoletano) erano di estrazione diversa: si va dall’antica Grecia al teatro elisabettiano. Dal punto di vista musicale pensa all’uso dei cori, per esempio, o all’atmosfera appunto preromantica che permea anche la figura di Rodrigo.
    Allo stesso tempo c’è tanto Settecento nelle arie di Elena e Malcolm. Credo che la commistione di questi elementi abbia “confuso” il pubblico napoletano.
    Ciao e grazie!

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  4. Giulio 28 ottobre 2011 alle 7:58 pm

    Caro Amfortas, ho letto le reazioni scomposte e rabbiose alla tua intervista a Daniela Barcellona e mi chiedo quale sia il livello di civiltà di certe persone.
    E’ la prima volta che commento, non potevo fare a meno di manifestarti tutta la mia solidarietà.
    Troverai la mia mail, nel caso ti necessitasse assistenza legale te la offro io gratuitamente.

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    • amfortas 29 ottobre 2011 alle 8:39 am

      Giulio, ti ringrazio molto per la solidarietà. Per il resto vorrei mantenere il silenzio o almeno, evitare di scambiare una recita operistica o un’intervista per una dichiarazione di guerra, con tanto di cannoni e tribunali di giustizia 🙂
      Ciao e grazie.

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      • pasquale 29 ottobre 2011 alle 1:10 pm

        ho letto l’intervista pur non essendo un fan della signora(anzi a volte un po critico,ma non piu di tanto) mi è sembrata ben fatta,sia nelle domande,che nelle risposte della signora.

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      • amfortas 29 ottobre 2011 alle 4:14 pm

        Pasquale, grazie, come ho già detto in altra sede il merito della buona riuscita dell’intervista – che ha riscosso e sta riscuotendo un successo clamoroso – è esclusivamente della Barcellona.
        Ciao e grazie, alla prossima.

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  5. Pierluigi 28 ottobre 2011 alle 8:59 pm

    Ero alla Scala la sera della prima. Devo dire che un Rossini di così alto livello è davvero difficle da ascolatre. L’interprete più bravo. Non saprei perchè ognuno ha dato il meglio di sè in un’opera di difficoltà estrema. Azzardo: la Barcellona dopo la prima aria. Però un elogio particolare mi pare meriti il Maestro Roberto Abbado Ha dato all’opera una continuità drammatica eccellente facendo percepire una tensione che non ha mai lasciato lo spettatore per tutta la serata. Grandissimo momento il finale del primo atto dove si può anche scorgere un certo patriottismoda parte di Rossini. Spettacolare anche l’entrata di Rodrigo (j. Osbor) e la Fiamma soave del fantastico Florez. E la Di Donato? Era stata annunciata una sua lieve indisposizione: mamma mia chissà cosa faceva se stava bene! Grandissima Elena. La regia? A me è piaciuta. Successo d’altri tempi sia durante lo spettacolo che alla fine. Meriotatissimo. Assolutamente fuori luogo alcuni bu a Osborn. Ma certi atteggiamenti non meritano nemmeno id essere presi in considerazione.

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    • amfortas 29 ottobre 2011 alle 8:46 am

      Pierluigi, io sono della tua opinione, oggi è difficile ascoltare un Rossini migliore. Ieri ho ascoltato anche la registrazione fatta in teatro, che è molto interessante perché dà un’idea migliore della reale portata delle voci. Ci sarebbe parecchio da dire ma stamattina sono davvero di fretta. Quello che si sente benissimo è il trionfo che il pubblico ha decretato e si percepiscono pure i fischi a Osborn, che dalla radio non avevo percepito: fischi ingiusti non perché Osborn sia stato eccellente, ma perché la prova non era certo così schifosa da essere riprovata.
      Ciao e grazie.

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      • winckelmann 29 ottobre 2011 alle 11:47 am

        Eh si, dalla radio non ho sentito i fischi ma se ci sono stati mi sembra proprio un imbecille sputare nel brodo grasso. Ci andassero loro a disintegrarsi le tonsille su un ruolo del genere…

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      • Pierluigi 29 ottobre 2011 alle 7:54 pm

        Ti ringrazio per avere avuto la bontà di leggere il mio commento, scritto in fretta e sull’onda dell’entusiasmo per la bellissima serata. Mi sembra di capire che non hai visto lo spettacolo (o sbaglio?), perciò se avrai occasione di andarci, mi piacerebbe sapere il tuo parere. Ripeto: a me l’allestimento non è dispiaciuto per niente anche perchè ho notato un rispetto verso gli interpreti, che in questo caso devono superare veri sesti grado, non sempre riscontrabile. Vedo che citi la scorsa edizione dell’opera alla Scala.Vidi anche quella (avrai capito che La donna del Lago è opera di mia predilezione) ma non ho un ricordo molto positivo se non per Blake e la Dupuy. Merrit mi deluse alquanto e così la Anderson (troppo fedda). Nemmeno Muti mi parve più di tanto convincente (a parte qualche ottimo momento… ci mancherebbe!) e veramente inappropriata la regia. No, no, questa edizione è assolutamente migliore, e non di poco!
        Un caro saluto

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      • amfortas 29 ottobre 2011 alle 8:21 pm

        Pierluigi, no, non ho visto lo spettacolo, lo dico subito all’inizio. Purtroppo una serie di probelmi mi hanno impedito di venire a Milano. Io vidi La donna del lago a Trieste, un quarto di secolo fa… Conosco invece dal DVD la precedente versione scaligera, che tutto sommato e fatta la tara agli aggiustamenti vocali in post editing, è complessivamente valida.
        Perché ti meravigli della mia risposta? Io rispondo sempre, altrimenti che scriverei a fare? 🙂
        Ciao e grazie.

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  6. winckelmann 29 ottobre 2011 alle 1:22 am

    Concordo quasi su tutto, però devo dire che da mezzosopranomane inveterato non riesco a capire gli entusiasmi per Daniela Barcellona, in questa Donna del lago e in generale. L’ho sentita parecchie volte dal vivo, anche in questo ruolo, e mi sembra sempre una cantante brava ma che non riesce a fare quei dieci centimetri che le mancano per prendere il volo. Sempre un po’ sotto le aspettative, non so come dire. Boh, ci penserò su… 🙂

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    • amfortas 29 ottobre 2011 alle 8:52 am

      winckelmann, che piacere rileggerti! Daniela Barcellona non ti entusiasma? Cavolo, è legittimo! E anch’io l’ho ascoltata tante volte in teatro e non. Ti dirò che a mio parere ha avuto un periodo in cui il rendimento era meno costante, circa 4-5 anni fa, ma poi a mio parere si è ripresa in pieno. Considero molti suoi personaggi di livello assoluto e confido in un ampliamento del repertorio, non necessariamente in Verdi. La lirica è piena di parti magnifiche per mezzosoprano nelle quali potrebbe, sempre e a mio parere, eccellere.
      Ciao e grazie!

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      • winckelmann 29 ottobre 2011 alle 11:45 am

        E’ chiaro che parliamo comunque di livelli molto alti, non è che metto in discussione il fatto che sia una cantante di valore. E’ anche vero che non la sento dal vivo ormai da un po’ e che gli ascolti radiofonici (soprattutto, ahimè, quelli della sempre pessima Rai) sono fuorvianti.
        Insomma, spero che mi capiti presto l’occasione di sentirla in teatro e di rimangiarmi tutte le mie perplessità. Ne sarei contento per primo.

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      • amfortas 29 ottobre 2011 alle 4:11 pm

        winckelmann, le trasmissioni RAI sono una croce per tutti, ma penalizzano in particolare chi ha una voce grande e ricca di armonici come la Barcellona, è una circostanza provata e riprovata.
        Da questo punto di vista sono più fedeli le registrazioni amatoriali dal teatro, anche effettuate con mezzi di fortuna o quasi, come faccio io qualche volta.
        Per quanto riguarda i fischi, io non sono contrario alle disapprovazioni anche se non è nelle mie corde contestare rumorosamente, ma ormai se ne abusa in modo grottesco. Vale anche per chi applaude e urla come se vedesse la Madonna dopo ogni aria, è un atteggiamento infantile.
        L’eccesso di manifestazioni rumorose, sia in senso positivo sia in negativo, toglie valore o disvalore alle prestazioni stesse dei cantanti. Peraltro viviamo in una società in cui bisogna apparire per forza, a costo di passare per scemi. Mica è colpa mia 🙂
        Ci vorrebbe equilibrio, ma capisco bene che l’aria di conflittualità permanente che si annusa ovunque favorisca le estremizzazioni.
        Anche gli spettatori sono, come i cantanti, figli del loro tempo.
        Una volta, e io che ho una certa età lo so benissimo, si contestava o glorificava a ragion veduta, quando davvero ne valeva la pena.
        Ciao e grazie.

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  7. Alucard4686 30 ottobre 2011 alle 5:53 pm

    Io ero in terza fila ad un recital della Barcellona ed ero più che spettinato…
    P.S. Curiosità: ma tu vai a vedere il Don Giovanni in diretta dal MET?

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  8. amfortas 30 ottobre 2011 alle 6:03 pm

    Alu, se il DG fosse trasmesso in qualche sala di Trieste ci andrei di sicuro, ma non mi risulta. Mi pare che lo facciano in Friuli, vero? Dovrei spostarmi in automobile, e con la mia schiena è un problema, purtroppo.
    La Barcellona ha una voce grande, non ci sono dubbi!
    Ciao 🙂

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  9. Alucard4686 30 ottobre 2011 alle 6:53 pm

    Lo fanno o a Fiume Veneto (PN) o a Pradamano (UD) !
    Prezzo ignoto, ma se non ricordo male, altre opere trasmesse erano sui 12 euro…

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  10. FRANCO COA 2 novembre 2011 alle 2:12 pm

    Ero presente alla Prima de ” LA DOINNA DEL LAGO” di mercoledi 26
    ottobre 2011 e secondo la mia opinione (dopo una memorabile
    SEMIRAMIDE al teatro Regio di Torino di qualche annno fa con la Ricciarelli e Valentini Terrani) è stato il più bel spettacolo degli ultimi anni. Tutti gli interpreti sono stati eccelsi . Compresa l’orchestra.
    Cordiali Saluti

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  11. amfortas 2 novembre 2011 alle 5:52 pm

    Franco, grazie di aver lasciato il tuo parere, ciao.

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