Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Tancredi di Rossini al Regio di Torino: qualche considerazione semiseria preliminare.

Forse qualcuno, segnatamente tra i non melomani, si sarà chiesto come mai questo sordido postaccio virtuale si chiami “Di tanti pulpiti”.
Beh, l’allestimento del Tancredi di Rossini al Regio di Torino mi dà l’occasione per spiegarlo.
Il Tancredi è l’opera del genio pesarese che amo di più e tra le mie opere preferite tout court.
Non mi metto a spiegare come e perché, sarebbe noioso, ma sappiate che un tale capolavoro è rimasto praticamente sconosciuto sino a circa trent’anni fa.
Evidentemente per qualche anno s’è portato dietro un po’ di sfiga, come avvenne per la prima del 6 febbraio 1813 a Venezia, quando due protagoniste

Adelaide Malanotte (una bella veronese cara alle Grazie e alle Muse-disse Ugo Foscolo-) e Elisabetta Manfredini, s’ammalarono e la recita fu sospesa. Solo qualche giorno dopo,  il lavoro fu rappresentato nella sua completezza (11 febbraio).
Insomma, uno dei momenti più belli è proprio la cavatina di Tancredi che s’intitola “Di tanti pAlpiti” ed io, da simpatico umorista quale sono, con ardito calembour l’ho trasformata nel titolo di questo blog.
Bene, risolto il mistero, andiamo avanti.
Il Tancredi è l’esempio di quanto prezioso sia il lavoro dei filologi, un lavoro che spesso porta a risultati controversi, come vedremo nei prossimi giorni a proposito della Carmen che aprirà la stagione scaligera.
L’opera originariamente nasce con un finale lieto, com’era d’uso in quei tempi e contrariamente dalla tragedia di Voltaire da cui è tratto.
Nello stesso anno il musicista su pressione del marito (o compagno o amante, non ricordo) della Malanotte, per una rappresentazione ferrarese, scrisse il finale tragico, che all’inizio non fu capito e apprezzato dal pubblico del tempo.
Quindi anche Rossini, come hanno fatto tutti i grandi compositori, dovette venire a patti con le esigenze, o se preferite gli isterismi, delle primedonne che se non avevano un loro momento di gloria personale davano fuori di matto.
In questa specialità si distinsero la stessa Malanotte ma anche la più celebre interprete di Tancredi (che è una parte en travesti, lo ricordo per chi non lo sapesse), Giuditta Pasta,

che non conoscendo il finale tragico e non apprezzando quello lieto pretese che Rossini scrivesse delle variazioni per un’aria scritta (Il braccio mio conquise) da un altro compositore, Giuseppe Nicolini.
Vi figurate un giovane di ventuno anni (tanti, o meglio, così pochi, ne contava Rossini) alle prese con questi artisti, famosi e affermati? Una vitaccia, davvero (smile).
Insomma, spesso orientarsi tra le varie edizioni è arduo, tanto che anche nella versione prevista per questo allestimento al Regio di Torino, è in programma qualche taglio strano.
Sulla carta la compagnia di canto è di eccellente livello: Patrizia Ciofi, Daniela Barcellona, Antonino Siragusa. Tutti artisti di cui ho parlato più volte e quasi sempre bene, speriamo che non mi deludano.
Ho qualche perplessità sul direttore, Kristjan Järvi, che mi pare sia all’esordio rossiniano. Rischioso mettere un neofita alla testa dell’orchestra in una partitura così ricca di colori e sfumature come questa.
Vedremo che succede in teatro, giovedì prossimo.
Fuori dal teatro, invece, è già in agenda la visita a una cioccolateria nella quale spenderò una cifra folle in prelibatezze varie.
Beh, dai, tanto ho ripreso a fare jogging quindi smaltirò con calma (smile).
Buona settimana a tutti.
 
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24 risposte a “Tancredi di Rossini al Regio di Torino: qualche considerazione semiseria preliminare.

  1. Beerbohm 30 novembre 2009 alle 12:17 pm

    Complimenti per il bellissimo blog che ho scoperto solo oggi.

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  2. amfortas 30 novembre 2009 alle 12:33 pm

    Beerbohm, ti ringrazio, appena ho tempo vengo a vedere di cosa ti occupi tu.
    Ciao e grazie ancora.

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  3. utente anonimo 30 novembre 2009 alle 1:44 pm

    Chissà come mai, di tutto quello che ho letto mi è rimasto impresso solo che andrai in una cioccolateria.

    La golosa Margot

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  4. amfortas 30 novembre 2009 alle 2:13 pm

    margie, ci avrei scommesso ‘na cifra!

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  5. utente anonimo 30 novembre 2009 alle 2:54 pm

    I heard the broadcast. I think that Daniela Barcellona (except Ewa Podles) and Patrizia Ciofi are not currently rivals as Tancredi and Amenaide. In 2007, I admired the two great artists at the Teatro Real in Madird. Thank you, Patrizia and Daniela.

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  6. amfortas 30 novembre 2009 alle 5:54 pm

    Hi Amonasro, I know you are a great fan of Patrizia Ciofi 🙂

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  7. utente anonimo 30 novembre 2009 alle 6:36 pm

    da Giuliano:
    beh, come minimo ti meriteresti un Tancrudi, o un Tuncredi. Così impari, che adesso devo stare attento ogni volta che parlo di "Di tanti palpiti"
    PS: come si fa a conoscere Margot? E’ da dieci minuti che sto ridendo…
    🙂

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  8. utente anonimo 30 novembre 2009 alle 6:42 pm

    Io, il tuo editoriale l’ho pubblicato…immagino lo stupore dei miei fedei commentatori.
    Anch’io mi sono messa a ridere leggendo la domanda "Come si fa a conoscere Margot?",  è un buon titolo per un post.
    Ciao Amf, mi lasci un po’ in sospeso con le notizie della signora.

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  9. utente anonimo 30 novembre 2009 alle 6:45 pm

    …fedei…non ho saltato la elle, parlavo in triestino…

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  10. amfortas 30 novembre 2009 alle 7:14 pm

    Giuliano, non so se tu segui la trasmissione "Il ruggito del coniglio".
    Ecco, Margot è come Nadia Cartocci: è su Facebook.
    Detta questa che mi costerà una risposta da Na…ehm…da margot, Tancrudi o Tuncredi, vado avanti a ringraziare di cuore Ariela per la pubblicazione (integrale!) dell’editoriale su OperaClick e la segnalo anche tra le meritevoli nel post precedente.
    Ora ti scrivo anche per ex Ripley 🙂

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  11. utente anonimo 30 novembre 2009 alle 7:17 pm

    Scusa Amfortas eh…
    Giuliano, basta presentarsi, direi.
    Piacere, Margot.

    E prima che Amfortas mi dia della sciacquetta me ne vado quatta quatta.

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  12. utente anonimo 30 novembre 2009 alle 9:38 pm

    da Giuliano:
    …e ringrazia il Cielo che non ho evocato il Tancredu!
    🙂
    un saluto anche a Margot, con l’inchino e il cappello da moschettiere a svolazzare (va beh, pancia permettendo)

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  13. amfortas 1 dicembre 2009 alle 7:49 am

    Giuliano e margot, mi fate sentire come il protagonista di uno dei ruoli chiave dell’opera lirica: il sensale di matrimoni.
    Nel mio caso, direi che Don Basilio mi vada a pennello 🙂

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  14. amfortas 1 dicembre 2009 alle 12:59 pm

    Aggiungo un grazie a Giuliano, che ha diffuso qui il testo dell’editoriale che ho scritto per OperaClick.

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  15. utente anonimo 1 dicembre 2009 alle 2:31 pm

    CD – non ho ancora letto recensioni, o sbaglio? Io andrò giovedì…

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  16. amfortas 1 dicembre 2009 alle 4:54 pm

    Io ho letto quella di OperaClick che si riferisce alla seconda recita, il 27.
    Benissimo la Barcellona, bene Siragusa, discreta la Ciofi, discutibile Jarni.
    Ciao, quando hai visto fammi sapere, credo che avrò già scritto il post con la mia recensione semiseria.
    Ciao!

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  17. utente anonimo 1 dicembre 2009 alle 5:44 pm

    CD – Senza dubbio. Amici che ganno assisitio alla recita di domenica, così mi hanno scritto: "lo spettacolo è molto bello…molto bravi i protagonisti, su tutti la Barcellona, la Ciofi ogni tanto qualcosa un pò sporco ma temperamento da vendere, Siragusa buono, direzione nella norma, regia molto suggestiva, giocata tutto sul bianco e nero e con i puppi siciliani come doppi dei personagi… successo incandescente.".

    Il regista è lo stesso dell’ultimo crepuscolo alla scala… e non ne avevo una gran memoria…

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  18. ivyphoenix 1 dicembre 2009 alle 6:16 pm

    letto mail, letto articolo e sto facendo girare…
    ciauuuu

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  19. utente anonimo 1 dicembre 2009 alle 7:06 pm

    Ho letto l’articolone che Ariela ha riprodotto. L’ho cercato invano su operaclick.
    Comunque non sono mai riuscito ad apprezzare l’opera (in senso lato, non solo operistico) di Zeffirelli.
    ciao dal polpo

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  20. amfortas 1 dicembre 2009 alle 7:43 pm

    cd, a me Kokkos non dispiace in generale, vedremo questa volta…
    Ivy, grazie e ciao a te 🙂
    Octopus, eccolo qui
    Purtroppo la Home Page di OperaClick è angusta…bisogna scendere un po’, perché trattandosi di un quotidiano operistico, l’attualità è la nostra priorità.
    Ciao e grazie anche a te 🙂

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  21. Chatonproviseur 2 dicembre 2009 alle 5:15 pm

    Fammi indovinare: qualcuno andrà in pellegrinaggio da Gobino? 🙂
    Forse giovedì saremo nella stessa sala.

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  22. amfortas 2 dicembre 2009 alle 6:04 pm

    Chatonproviseur, hai indovinato!
    Se vedi qualcuno che scatta foto della partitura, quello sono io 🙂
    Ciao!

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  23. utente anonimo 4 dicembre 2009 alle 1:44 am

    come cioccolateria ti consiglio baratti e milano a piazza castello (ciocccolato divino). se no c’è il caffè torino a piazza san carlo. 😉
    ho visto lo spettacolo sabato, divino. tutto splendido…tranne la pietosa direzione di jarvi. comunque il regio veniva giù dagli applausi e la ciofi si è pure commossa. un saluto

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  24. amfortas 4 dicembre 2009 alle 8:01 pm

    23, grazie dei consigli e del contributo, ciao 🙂

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