Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

L’Aida di Maria Callas 55 anni dopo. Fredda o calda?

Insomma, dopo il momento-Otello sto attraversando il momento-Aida e una delle prime incisioni che ho riesumato per l’ascolto è quella EMI del 1955, forse perché abbiamo entrambi 55 anni, non so.
Non mi ricordavo granché di questo disco, a parte una generica sensazione di soddisfazione.
Anche di questo capolavoro verdiano ho già scritto parecchio, ad esempio di una mitica rappresentazione all'Arena di Verona, diventata famosa per i Dumbo-Jet.
Poi qualche altra chiacchiera in generale, qui per la precisione, e ancora un'altra recensione semiseria dopo una recita a Trieste.

Riascoltata a distanza di tempo quest'Aida mi ha impressionato ancora di più.
Intanto per la direzione, a suo tempo assai sottovalutata, di Tullio Serafin, che io invece trovo qui in una delle sue prove più felici e riuscite.
Una direzione attentissima ai dettagli ma non per questo priva di un grande respiro teatrale e di senso della narrazione, occhio particolare al fraseggio orchestrale e alle dinamiche contrastatanti della partitura, che fa risaltare i momenti  più infuocati ma non toglie poesia a quelli più schiettamente lirici e notturni, malinconici.
Certo, poi c'è Maria Callas nella parte di Aida, mica pizza e fichi.

E qui aprirei una bella polemica, nel senso che davvero non capisco come si possa accusare il soprano, in questa registrazione, di freddezza e sostanziale estraneità al personaggio. Ma quando mai? Il Ritorna vincitor è immenso e sono di bellezza agghiacciante anche i Cieli azzurri. Eccellenti anche tutti i duetti, con Amneris, Amonasro, Radames.
Io considero la Callas una Aida formidabile solo per come accenta la piccola frase e quel sentier? nel duetto con Radames del terzo atto, figuriamoci. E la dizione addirittura mi sembra inarrivabile, per chiarezza e contributo a quel strano concetto che si noma parola scenica.
Certo se per sensualità il critico intende sospiri e manierismo stucchevole, allora con la Callas ha sbagliato indirizzo.
Radames che è interpretato da Richard Tucker che per me è ancora più convincente di quanto lo sia stato qualche anno prima (mi pare sei, ma non sono sicuro) con Toscanini. Se penso a qualche Radames odierno al quale non affiderei neanche il compito di fare la spesa…

Acuti squillanti e non solo rumorosi, accento sempre pertinente, da condottiero e da uomo innamorato con risultati ugualmente esaltanti. Bellissime mezzevoci e un canto, in generale, sempre nobile e mai sguaiato o edonistico, autoreferenziale. Una prestazione maiuscola, quella del tenore.
Molto brava anche la mia concittadina Fedora Barbieri, nella parte di Amneris. Certo, qualche acuto è leggermente stridulo ma le si perdona volentieri qualche imprecisione. Dal mio punto di vista è la cantante, tra quelle che conosco ovvio, che è riuscita a far uscire in maniera più convincente il lato prettamente femminile di Amneris: gelosamente innamorata e tradita, vendicativa e poi disperatamente pentita.
Tito Gobbi è uno di quegli artisti che io non riesco ad apprezzare e per l'intonazione sempre a rischio e per la tendenza a risolvere tutti i personaggi con troppa enfasi, diciamo così. In questo caso però il suo Amonasro, se non brilla per nobiltà, è assai riuscito per l'accento e per il vigore del fraseggio.
Bene anche i comprimari, Giuseppe Modesti e Nicola Zaccaria, rispettivamente nei panni di Ramfis e del Re. Dignitosi nelle loro piccole parti Franco Ricciardi (Messaggero) e Elvira Galassi (Sacerdotessa).
Sontuosissimi l'Orchestra e il Coro della Scala di Milano.
Anche questo è un disco che non può mancare al bravo e coscienzioso melomane.
Buon fine settimana a tutti.

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9 risposte a “L’Aida di Maria Callas 55 anni dopo. Fredda o calda?

  1. utente anonimo 21 agosto 2010 alle 10:18 am

    per me la Callas come soprano rappresenta uno spartiacque tra il prima e il dopo di lei,tante altri soprani sono state brave negli anni che la Callas era in carriera,ma la Callas aveva quel qualcosa in più che la resa "divina"

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  2. amfortas 21 agosto 2010 alle 2:41 pm

    Pasquale, è vero ciò che dici, lo pensano un po' tutti.Io mi riferivo però di più alla circostanza che alcuni critici, Giudici ad esempio, ritengano l'Aida della Callas non perfettamente a fuoco.Ciao.

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  3. ivyphoenix 21 agosto 2010 alle 8:28 pm

    pensa te che l'aida della callas la conosco anche io che di solito ascolto i linkin park

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  4. amfortas 22 agosto 2010 alle 7:30 am

    Ivy,  io invece degli LP so pochino, conosco solo un paio di pezzi che mi piacciono abbastanza e basta. 1-0 per te e palla al centro 🙂

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  5. utente anonimo 22 agosto 2010 alle 11:16 am

    Ciaosono Sergio.Invado il tuo spazio (come tu cortesemente mi hai permesso) per tornare sulle registrazioni promesse tempo fa.Di ritorno a Roma ho controllato il tutto e posso confermare:Parsifal diretto da Sinopoli a Bayreuth 1999 (o 1998?): Ho un'ottima registrazione video su due dvdRing diretto da Sinopoli a Bayreuth nel 2000: ho un dvd audio che contiene le quattro opere (riproducibile su ogni lettore dvd e sul pc)Meistersinger diretti da Karajan al Festival di Pasqua a Salisburgo nel 1975: purtroppo il dvd audio che avevo preparato con le registrazioni dal vivo a Salisburgo di Hollaender, Lohengrin, Parsifal, Meistersinger e Tristan non funziona: lo sto recuperando ma mi ci vuole qualche giorno.Invece funziona benissimo l'altro dvd audio col Ring diretto da Karajan registrato dal vivo al Festival di Pasqua negli anni 1967-1970Credo che non valga la pena di comprimere le registrazioni, invece sono disponibile a mandare copia dei dvd di interesse a chi li desidera, potremo fare degli scambi.Senza disturbarti ulteriormente chi vuole può scrivermi sergiocastagnino@alice.it.Grazie mille al nostro cortese (e competentissimo anfitrione)CordialmenteSergio

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  6. amfortas 22 agosto 2010 alle 6:30 pm

    Ciao Sergio, grazie per le generose offerte, spero che qualcuno ne approfitti.

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  7. utente anonimo 23 agosto 2010 alle 9:00 pm

    IO, OVVIAMENTE….(Antonio da Genova)Grazie 1000 a Sergio e al suo scrigno di tesori e grazie ad Amfortas per la consueta ospitalità.

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  8. Princy60 24 agosto 2010 alle 10:07 am

    ih,ih,ih qualche nome preso a caso, eh?

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  9. amfortas 24 agosto 2010 alle 11:58 am

    Antonio, ciao allora!Marina, sì qualche nome a caso :-)Ciao!

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