Di tanti pulpiti.

Episodiche esternazioni sulla musica lirica e amenità varie. Sempre tra il serio e il faceto, naturalmente. #verybullo

Recensione semiseria del Trovatore all’Arena di Verona: trionfo di Sondra Radvanovsky.

Dunque, sono andato all’Arena di Verona nonostante avessi giurato di non tornarci più, a causa dell’impianto di diffusione/amplificazione imposto, pare, da Franco Zeffirelli.

Per me la lirica rimane una forma d’Arte che s’esprime, tra le altre cose,  attraverso cantanti che imparano ed usano una tecnica specifica di canto, che consente loro di farsi sentire laddove altri meschini, come me, non ce la farebbero mai e dopo un paio di urla belluine rimarrebbero rauchi. Un tanto per semplificare, ecco.
Ciò premesso, va detto che se non avessi saputo che c’era questo famigerato impianto, non mi sarei accorto di nulla: non ho rilevato fastidi acustici (riverberi o altro), le voci piccoline sono risuonate come tali e, allo stesso modo, le voci più grandi sono rimaste grandi e non sono divenute enormi.
Lo stesso discorso vale per l’orchestra: come sempre succede in Arena, ogni tanto il suono arriva più forte, altre volte più ovattato e si nota una prevalenza sonora degli ottoni. Credo dipenda dalle dinamiche fisiche di propagazione del suono, sulle quali non sono competente, e dalle condizioni atmosferiche: un po’ di vento a favore, ad esempio.
Altra premessa, aveva ragione il buon Toscanini, quando sosteneva che “all’aperto si gioca a bocce e non si fa musica”, perché l’ascolto in Arena è disturbato da molteplici fattori, di cui, almeno per me, il primo è la distrazione che provoca la visione di quest’enorme catino pieno di umani.
Sulla comodità delle "poltroncine" di gradinata non mi soffermo, sarebbero scomode per un pigmeo, figuriamoci per un grosso animale di 1.85 e dal culo floscio come me.
Gente che mangia, avvistata famigliola tedesca con salame e panini portati da casa, che straparla durante lo spettacolo, che applaude quando non dovrebbe perché non conosce la musica, che fa casino con le macchine fotografiche, i cellulari, le cartacce. Gente che si scatena all’entrata dei cavalli che, come in ogni regia di Zeffirelli, sono presenti e belli pimpanti (per fortuna questa volta non ne hanno dato prova…ehm…evidente, strasmile).
Ecco la famigliola di elefanti volanti!

Beh, sempre meglio che i Dumbo Jet di Solari, cazzarola.
Ora, sottolineato che in questa gelateria (dalla foto risulta evidente che è anche tale, no?Gelati, ma ad orari misteriosi.
L’insegna è piuttosto chiara.) hanno la pretesa di NON servire gelati dalle 19 alle 21 senza scrivere alcun avviso, e mi hanno costretto a mandarli a cagare (succede, sono gli imprevisti del lavoro nell’operoso nord-est), passiamo alla cronaca della serata artistica.
L’allestimento di Zeffirelli , che firma la regia e le scene, è ovviamente tradizionale ed è composto da tre enormi torri diroccate e quattro (due per lato) statue di guerrieri  altrettanto enormi che combattono. La torre centrale si apre due volte per trasformarsi nella chiesa di un convento dapprima e poi nel carcere nel quale sono imprigionati Manrico e Azucena.
Tutto intorno agiscono, oltre ai cantanti e il Coro, un numero impressionante di ballerini, comparse, cavalli: a un certo punto c’era più gente sul palco che sugli spalti (strasmile). Scherzo, diciamo che sulle gradinate c’erano più bestie, ecco.
Ex Ripley ha avuto una giornataccia, per quanto riguarda le foto, perciò accontentatevi, ecco.
Si nota una cerca cura nei movimenti delle masse, ma non mi pare che sui solisti il lavoro sia stato certosino perché, in buona sostanza, i protagonisti si sono limitati alle consuete pose plastiche tipiche dell’iconografia operistica.Torre-Chiesa
Insomma, una sana tradizione nella quale, sorprendentemente, Zeffirelli si è inventato che Azucena faccia harakiri come Butterfly, non si capisce perché.
I costumi, piuttosto banalotti ma funzionali sono di Raimonda Gaetani, le coreografie altrettanto banali della premiata coppia (lui, purtroppo, non c’è più) El Camborio e Lucia Real.
Il direttore Marco Armiliato sceglie tempi piuttosto rilassati e non sarebbe un male, però dal momento che sono stati ripristinati i balletti (la cui musica secondo me non è tra le migliori di Verdi, diciamo) e viste anche le non poche interruzioni per gli applausi del pubblico al momento sbagliato, la narrazione perde un po’ d’impeto drammatico, di grinta. Manca insomma quel “fuoco” a cui così tanto teneva Verdi.
Peccato perché l’accompagnamento ai cantanti è molto buono e l’atmosfera notturna, romantica, risalta comunque complice anche l’allestimento di Zeffirelli, piuttosto riuscito in questo senso. Strano poi che si ripristino i balletti e si taglino tutte le riprese delle cabalette, ad esempio.
Tra i cantanti spicca la splendida Leonora di Sondra Radvanovsky, che stupisce per la voce calda, sensuale e ricca d’armonici, nonostante sia affetta da un vibrato stretto piuttosto pronunciato. Voce importante, estesa in alto e sonora nei gravi, sicura nelle agilità di forza a dispetto di un inizio cauto e di una nota crescente che le è scappata prima della cabaletta “Di tale amor”, nel primo atto.

Il soprano si fa ammirare anche per una, oggi, assolutamente rara padronanza della respirazione che le consente di legare le lunghe frasi verdiane e colorarle con mezzevoci e pianissimi veramente emozionanti.
“D’amor sull’ali rosee” è stato un trionfo, davvero. Ho applaudito anch’io, che di solito sono imperturbabile.
Marcelo Álvarez era Manrico e, nonostante la sua prestazione sia da valutare buona, m’aspettavo qualcosa di più da un artista del suo calibro. La voce è solare e molto bella, la recitazione più sobria del solito. Bene nei duetti (molto riuscita la scena della prigione) però il tenore mi è parso trattenuto nel canto sfogato, proprio dove di solito dà il meglio. Nella famosa scena “della pira”, abbassata come da tradizione, l’acuto finale era corposo ma mancava di lucentezza e squillo e, considerato che il tenore si era preparato saltando i pertichini immediatamente precedenti, ci si poteva aspettare qualcosa di meglio.
Dmitri Hvorostovsky ha impersonato un Conte di Luna assai nobile, elegante, privo di accenti ed atteggiamenti trucibladi. Il baritono ha una linea di canto invidiabile, omogenea in tutti i registri. Probabilmente il suo canto a fior di labbra può risultare un po' piatto, specialmente in Arena e a un pubblico non troppo smaliziato. Io gli imputo solo una certa mancanza di comunicativa e di personalità. L'aria "Il balen del suo sorriso" è stata interpretata con grande dovizia di colori, anche se gli acuti sono sembrati un po' fibrosi.
Marianne Cornetti ha tratteggiato una Azucena ansiogena, ma forse leggermente monolitica. Il racconto (Stride la vampa) è risultato ben cantanto ma piuttosto monocorde, mentre il mezzosoprano ha figurato meglio nei duetti con Manrico, in particolare nel secondo atto. Sicuramente il mezzosoprano comincia a sentire il peso di una carriera impegnativa: se il volume è sempre notevole, la voce tende a ballare un po' in qualche occasione.
Senza infamia e senza lode il Ferrando di Giorgio Giuseppini, che non si può dire abbia cantato male ma che è risultato un po' fioco.
Hanno ben figurato, nelle parti minori, Mirjam Tola (Ines), Carlo Bosi (Ruiz) e i comprimari Fabio Bonavita (un vecchio zingaro) e Luca Tamani (un messo).
Bene il Coro e l'Orchestra dell'Arena.
Il pubblico ha gradito lo spettacolo e ha tributato un successo caldissimo a tutta la compagnia di canto, con punte di delirio collettivo per Sondra Radvanovsky.
Mi preme sottolineare come tutti gli artisti siano stati estremamente generosi nel canto, non limitandosi al "compitino" e, in questo senso, la recita ha avuto in alcuni momenti un sapore d'altri tempi. Ma, come sempre, le medaglie hanno due facce e se, come detto sopra, i cantanti sono stati generosi, si sono anche lasciati andare a qualche atteggiamento tipicamente melodrammatico di troppo. Insomma, di urletti e mossettine oggi la lirica può fare a meno.
Nulla di grave, eravamo all'Arena di Verona!
Buona settimana a tutti.

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36 risposte a “Recensione semiseria del Trovatore all’Arena di Verona: trionfo di Sondra Radvanovsky.

  1. op2311 9 agosto 2010 alle 5:34 pm

    complimenti, ancora una recensione accurata, ben scritta e capace di far rivivere uno spettacolo.niente da dire, solo bravissimoSergio

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  2. amfortas 9 agosto 2010 alle 6:41 pm

    Sergio, grazie, spero che qualcuno che ha visto lo spettacolo contribuisca lasciando la sua opinione.Ciao!

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  3. utente anonimo 9 agosto 2010 alle 7:18 pm

     Beh,non c'è che dire-è una cronaca che rende piena gistizia alla prima recita del Trovatore… Io c'ero e l'unica cosa che mi ha proprio dato fastidio era appunto quel modo di recitare permettendosi varie urlacci ed espressioni vocali che non si trovano nello spartito.. Trovo questo molto,ma molto superato negli ultimi anni e non vorrei pensare che ci sarà un ritorno del cattivo gusto…Spero proprio che non succeda!!! Sono d'accordo sulle opinioni espresse sui cantanti e anch'io mi aspettavo qualcosa in più da Alvarez:speravo in un" Ah sì ben mio" più "giocato" neii colori e  nelle dinamiche,magari una recitazione più vera e meno approssimativa sulla linea di "vabbeh,buttiamoci e poi vediamo che succede"….Lo sò che l'Arena è dispesiva,ma quando uno ti dà l'emozione vera lo si avverte anche lì!!! Sulla Radvanovsky sono d'accordissimo e mi è molto piacuta la classe di Hvorostovsky,che è pressoche l'unico a non aversi lasciato andare a cadute di stile discutibili…La Cornetti….Non saprei! Mi piacerebbe sentirla in una delle opere che ha iniziato a cantare ultimamente (Macbeth,Nabucco) per poter valutare al meglio la sua voce….Cmq,la trovo leggermente costretta a dover riempire una parte centrale non sua-ho il presentimento che in una tessitura,magari come quella della Cavalleria Rusticana la voce ne gudagnerebbe dei punti…. Questa è solo la mia opinione personalissima,spero tanto di non aver offeso i gusti di nessuno! :)))) 

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  4. amfortas 10 agosto 2010 alle 7:14 am

    3, gli urletti hanno dato un po' di fastidio anche a me, effettivamente.La Cornetti, che ho sentito parecchie volte, ha dato la sua migliore prova, pensa un po', come Ortrud nel Lohengrin. La Lady mi sembra uno scoglio non da poco per lei, anche perché lì ci vuole una fraseggiatrice seria.Boh, aspetto di sentirla, ché i vaticini sono sempre pericolosi :-)Ciaoe e grazie del contributo.

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  5. utente anonimo 10 agosto 2010 alle 7:16 am

    gentile signor Bullo, son proprio contento che le sue opinioni sull'amplificazione siano concordi con le mie. Dall'inizio, sicut vox clamantis in deserto, ripeto che non è pesante e non deforma…ma la critica vi si è scagliata contro, francamente senza ragioni. Vedrò il Trovatore areniano domani sera. Poi anche io le darò una mia impressione.con vivissima cordialitàfabio

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  6. amfortas 10 agosto 2010 alle 9:39 am

    Fabio, non sono tanto d'accordo sul suo "scagliata contro senza ragioni", le ragioni ci sono eccome e sono quelle che ho scritto all'inizio del post.Poi, che l'impianto sia discreto e non alteri in modo evidente le dinamiche sonore, posso essere d'accordo. Ma, le chiedo, se i risultati sono impercettibili, perché spendere così tanti soldi (immagino) per nulla o quasi?Per il resto, attendo con interesse le sue valutazioni su questo Trovatore.Grazie e alla prossima!

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  7. utente anonimo 10 agosto 2010 alle 12:21 pm

    …ma scusate, possibile che non vi siate resi conto che non esiste alcuna amplificazione in arena?!…si sente sempre da schifo! forse non siete mai stati in teatri amplificati: vi garantisco che la differenza si sente, eccome!

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  8. utente anonimo 10 agosto 2010 alle 1:46 pm

    no..l'amplificazione c'è..è certo! e non è vero che si sente da schifo. sulle ragioni per cui sia stata fatta questa scelta…non so…credo che Zeffirelli c'entri ma non sia l'unico motivo!alla prossimaFabio

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  9. amfortas 10 agosto 2010 alle 3:07 pm

    7, l'amplificazione risulta che ci sia anche a me, come a Fabio.A suo tempo Zeffirelli non solo l'incoraggiò ma spiegò anche i motivi della sua scelta.In teatro io non ho mai sentito la lirica amplificata, con l'unica eccezione di un paio di recital e la circostanza era ben specificata.In altra occasione (il Mefistofele di qualche mese fa), Enrico Stinchelli sostenne che i cantanti fossero amplificati, ma fu il solo e non portò alcuna prova al riguardo.Ciao.

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  10. op2311 10 agosto 2010 alle 3:23 pm

    Io mi ricordo anche di qualche amplificazione nei teatri, a parte le orrende amplificazioni attuali a Caracalla (necessarie perchè il sovrintendente all'archeologia del Comune di Roma ha proibito le rappresentazioni fra le mura e il palcoscenico è stato spostato in avanti, quindi con problemi acustici insormontabili senza amplificazione.Quindi oggi uno spettacolo a Caracalla è assolutamente da evitare!!!Ma come mi dissero qualche volta anche alla Scala usano qualche amplificazione, ma qui "relata refero" .Personalmente, se le cose sono fatte bene, non ho niente contro l'uso della tecnica per salvare un risultato (non ho niente contro gli acuti della Schwarzkopf ad aiutare i dischi del leggendario Tristano con la Flagstad!)Un caro saluto a tuttiSergio

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  11. amfortas 10 agosto 2010 alle 3:39 pm

    Sergio, in sala d'incisione il discorso cambia e molto, lì i "trucchetti" ci sono sempre stati. Già il fatto d'incidere un'opera in un paio d'anni è un trucchetto, ma effettivamente dal disco in studio si pretende la quasi perfezione.In teatro, anzi IL Teatro invece, vive anche di piccole imperfezioni, anzi direi quasi che l'inconveniente ne è parte integrante.Certo, se un cantante stecca non c'è amplificazione o diffusione che tenga, la stecca c'è e basta. Io sono dell'avviso però che questa pratica sia deleteria per la musica lirica.Una volta scrissi un post sull'argomento trucchi, ma ora non saprei recuperarlo.Ciao!

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  12. utente anonimo 11 agosto 2010 alle 7:15 am

    E’ parecchio che non ci vado, però ricordo che da qualche parte nei foyer del Comunale di Firenze c’erano cartelli che avvertivano che in sala era in funzione un impianto di riverberazione del suono, o una cosa così. Non so se sia assimilabile a un sistema di amplificazione?

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  13. amfortas 11 agosto 2010 alle 7:36 am

    Winckelmann, sì c'era ma poi l'hanno tolto ormai da qualche stagione, me ne hanno parlato più volte. Francamente non saprei, dal punto di vista tecnico, se amplificazione e riverberazione siano paragonabili. Comunque, appunto come dici tu, non era nascosto ma anzi segnalato.Ciao!

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  14. utente anonimo 11 agosto 2010 alle 5:53 pm

    CASSANDRO Perché meravigliarsi tanto, Amfortas, della “gente che applaude quando non dovrebbe perché non conosce la musica”? Questa è una costante! Non solo all’Opera, dove pur sempre la componente spettacolare gioca un certo ruolo al punto che cooperano valenti registi e maestranze specializzate in scene Kolossal, ma ciò avviene pure nelle sale da concerto dove c’è solo la musica, e spessissimo per non dire quasi sempre la fine del pezzo è la chiave per l' interpretazione dell’opera eseguita (se non sbaglio la tonalità è data dall’ultima nota). E questo deve dare, secondo me, grande sofferenza, oltre che ai musicofili, ai direttori d’orchestra seri. Ogni tanto, per non innervosirmi mi immedesimo in costoro.  Buon ferragosto!   ALLA  FINE  DEL  CONCERTO          (Gli intemperanti) “E’ inutile che stai con la manoalzata, chè non è ancor conclusala nota fine pezzo.” . . . E’ tutto vano.Anche se la battuta non è chiusa gli intemperanti sono già in agguato,con le palme pronte ad incontrarsiin modo, ovviamente, esagerato,al cessare del suono, a scatenarsi in clap, clap, clap, clap, clap, clappissimo.Tu, direttore, sembri dir: “Pietà!”– che bello se a frenarci riuscissimo –con quella mano alzata . . . oppure: “Ma . . . non è ancor completa la battuta!ed il silenzio in questo caso è suono!”.Inutile. Siccome forza brutal’applauso aumenta, ed è già tuono.  Si gira il direttore . . . è incazzato,ma mica lo può dire . . . Inchinato, il pubblico ringrazia. Fosse statoanche per ciò assai ben pagato? (Cassandro) a  

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  15. mamikazen 11 agosto 2010 alle 10:08 pm

    L'hai letto "La voce musicale" di Maria Ida Tosto? A proposito di tecnica, fisiologia, respiro e magia… forse te l'ho già segnalato, nel caso perdona al mio neuron solingo…Insomma, Verdi val bene l'Arena, o sbaglio?Qui siamo in piena Rossini fever, mentre poco più in basso Pizzi ha chiuso la stagione a Macerata (mi è tornato in mente Pigi quando hai detto dei cavalli, anche lui ne ha lanciati a briglia sciolta, in passato)

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  16. amfortas 12 agosto 2010 alle 7:23 am

    Cassandro, come hai ragione! Per motivi di tempo non frequento concerti di sinfonica come vorrei, ma le mie esperienze sono disastrose: forse il pubblico è ancora meno preparato che nella lirica.Il tuo sapido componimento mi ha ricordato che dovrei scrivere un post sui silenzi nella musica, prima o poi. Alcuni valgono più delle note stesse. Mi ricordo un Otello in cui il direttore dopo la grande frase di Jago "vien dopo tanta irrision la morte" proseguì dritto senza fare la pausa scritta da Verdi. L'avrei ucciso.Ciao e grazie!Mami, non mi ricordo che tu m'abbia segnalato il libro, me lo segno, anche se ho una tale pila di tomi che mi guardano in cagnesco da far paura!Questa recita è valsa la pena, sicuramente.Seguo un po' distrattamente il ROF quest'anno, ho sentito solo il Sigismondo perché c'erano la Barcellona e Siragusa, del resto so poco o nulla :-)Forse mi rifarò con le registrazioni!Di Macerata so che c'è stato qualche inconveniente per la famosa opera che porta sfiga.Ciao!

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  17. utente anonimo 12 agosto 2010 alle 10:15 am

    come promesso ecco le mie misere opinioni sul Trovatore areniano: inizio dal clima umidiccio e afosetto che ha infastidito il vecchio signore qual io sono, affliggendolo dalla consueta artrosi/ite che lo ha tormentato tutta sera. Peggio dell'artorosi è stato il pubblico, che – sessitamente – divido in donne pirandelliane e cieche (per via dell'abbigliamento poco adatto al loro essere speso age) e uomini ultras. Alle mie spalle un tale ha continuato ad allertare la moglie su ciò che avrebbe fatto "Marcello", per poi concludere urlarmi nelle orecchie: di Alvarez c'è ne è uno solo al mondo.Non dico nulla della regia perchè non c'è. L'allestimento è al solito visivamente di impatto. Una nota: lei si chiedeva il perchè del suicidio di Azucena..mi sembra banale risponderle che si uccide per non finire sul rogo, così come vuole la drammaturgia..forse non ho capito la sua perplessità. I ballabili sono insopportabili e le coreografie scontate…si potrebbero levare senza grande duolo.Sondra strepitosa…. ho raramente goduto di così bel canto…forse solo molti anni fa ascoltando voci del passato che nella mia memoria sono mitiche..Il Baritono mi è molto piaciuto, nonostante ammetto ci sia qualcosa di desueto nel suo modo di cantare.Alvarez intenso, ma l'ho trovato più a suo agio in questo ruolo nei teatri al chiuso…in Arena perde qualcosa.La Cornetti a me non è piaciuta per nulla. Troppo belante..mah…magari era il senso di vertigine che mi procura l'artite.Tremendi gli urletti che entrambe hanno profuso in scena, come in un film del neorealismo italiano…non si fa.Armiliato è bravo, ma avrei preferito un po' più di fuoco.ecco…in definitiva a questo allestimento manca proprio la "Vampa"… e con interpreti di cotal bravura è un peccato.ciò non toglie che finalmente in Arena ho sentito un eccellente modo di cantare….e dopo anni un po' così son proprio soddisfatto!Fabio

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  18. amfortas 12 agosto 2010 alle 1:06 pm

    Fabio, le tue opinioni sono tutt'altro che misere, anzi, e mi fa piacere che anche tu, sostanzialmente, concordi con la mia critica semiseria.Ora abbiamo anche qualche ulteriore prova che il pubblico dell'arena è particolarmente singolare, anche se per quanto riguarda gli abbigliamenti inappropriati delle signore basta un teatro qualsiasi :-)Per la Radvanovsky sono contento e anch'io credo che oggi, in questa parte, non abbia rivali.Per quanto riguarda Azucena, Verdi non scrive nulla, se ben ricordo, se non che viene trascinata dal Conte a vedere che Manrico è stato giustiziato. La mia perplessità è dovuta al fatto che Zeffirelli si è presa questa libertà in primis, e poi anche perché il gesto della Cornetti, nel pugnalarsi, era piuttosto comico.Ciao e grazie.P.S.Ma tu ti sei accorto dell'amplificazione?

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  19. utente anonimo 12 agosto 2010 alle 1:43 pm

    caro paolo, suppongo che la scelta del suicidio di Azucena venga dall'interpretazione di questo passaggio drammaturgico:MANRICOMadre?… non dormi?AZUCENAL'invocai più volte,Ma fugge il sonno a queste luci… Prego…MANRICOL'aura fredda è molestaAlle tue membra forse?AZUCENANo; da questaTomba di vivi sol fuggir vorrei,Perché sento il respiro soffocarmi!…MANRICOtorcendosi le maniFuggir!AZUCENAsorgendoNon attristarti:Far di me strazio non potranno i crudi!MANRICOAh! come?AZUCENAVedi?… Le sue fosche impronteM'ha già stampato in fronteIl dito della morte!MANRICOAhi!AZUCENATroverannoUn cadavere muto, gelido!… anziUno scheletro!MANRICOCessa!credo che Zeffirelli vi abbia letto un'intenzione suicida, tant'è che in scena (almeno ier sera l'ha fatto)  Azucena pronuncia  il "troveranno un cadavere muto, gelido" impugnando la spada..certo poi è poco credibile lasciare una spada a due prigionieri in una torre…mah. L'amplificazione: sì, si avverte, perchè dà sostegno alle voci e all'orchestra e rende più chiaro il canto (soprattutto consente di percepire cosa viene detto). Ma sono dell'avviso che non dia fastidio e non sfalsi gli equilibri. se poi ne valga la pena ….beh…bisognerebbe testare una sera con il pubblico la differenza, accendendo e spegnendo l'impianto…e mi sembra un'ardita proposta..ad arena vuota il test vale pochino perchè è noto che l'anfiteatro risuna di più e diversamente.alla prossima, grato di aver accolto le opinioni di un vegliardo!Fabio

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  20. amfortas 12 agosto 2010 alle 4:26 pm

    Fabio, mi becchi in castagna perché francamente non ricordo se alla prima Azucena impugnasse la spada. Certo, allora avrebbe un senso, però per me resta una forzatura spettacolare e abbastanza fine a se stessa.Grazie per le delucidazioni sull'amplificazione.Ciao e a presto!

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  21. AntonioSabino 13 agosto 2010 alle 10:51 am

    Bella recensione. La scenografia della Chiesa pare impressionante, almeno in foto. Con l'Arena ho un brutto rapporto, sarà che ho sempre trovato difficile conciliare l'opera con quella umanità da pic-nic che si aggrega in quello spazio (fossi vissuto all'epoca di Shakespeare, tanto per dirne una, mi sarei abituato) in più la penso pure io con Toscanini, gli spazi aperti non giovano. Sulla incultura musicale mai sarà detto abbastanza, io arrivo sempre con un duplice brivido alla morte di Isolde, il primo brivido da orripilazione è genuinamente musicale, il secondo nasce dal timore che l'applauso mi tolga quel giusto silenzio ipnotico dopo l'ultima nota. Peccato per la gelateria, se non ricordo male servono un gelato ottimo in quel locale. Ciao!

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  22. mamikazen 13 agosto 2010 alle 2:55 pm

    Se hai sentito il Sigismondo hai sentito il meglio… Domattina porto il seienne al Viaggio a Reims dei giovani dell'accademia. Ho deciso, vai col rito di passaggio violento: se sopravvive a tre ore di musica sublime e trama inesistente… sarà un melomane!!!!!!!!!!!

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  23. amfortas 13 agosto 2010 alle 3:51 pm

    Antonio, questa del Trovatore è sicuramente una delle regie migliori di Zeffirelli, almeno del Zeffirelli degli ultimi anni.Il gelato era buono anche nella gelateria a fianco :-)Ciao!Mami, oddio, crei un mostro! E se chiama il telefono azzurro???Ciao!

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  24. utente anonimo 13 agosto 2010 alle 4:35 pm

    Grandissima, Mami-ecc.!Ma.. chi è il seienne? Figlioletto, nipotino.. o che altro?Altro che telefono azzurro: lo trovo un esperimento tanto ardito, quanto meritevole! Magari avessi potuto farlo io: ma.. ahimè.. vivo in un'area "culturalmente depressa", e mio nipote è ormai quasi 13enne..Ciao, grazie anche stavolta! Adriana 

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  25. amfortas 13 agosto 2010 alle 6:50 pm

    Adriana, le aree culturalmente depresse si estendono dalle Alpi alla Sicilia, fattene una ragione :-)Ciao!

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  26. utente anonimo 14 agosto 2010 alle 8:53 am

    Avrai anche ragione ( e quindi, male o bene, me la faccio ), ma non riesco proprio a convincermi che "mal comune" sia "mezzo gaudio": e neanche voglio.. Sarebbe come contribuire a lasciar proliferare la beceraggine..Certo che, per tentare colpacci come quello di Mami, bisogna anche trovare terreno fertile.. un terreno che, con tutta evidenza, s'è dissodata lei"!Dici che ci aggiornerà sul successo del suo exploit? Grazie a lei e a te! A.

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  27. nikiya62 17 agosto 2010 alle 1:32 pm

    Confesso che questa è la prima volta che leggo una tua recensione, e me ne dolgo, perché è stata una lettura piacevolissima e ironica, da cui però traspare evidentissima la tua conoscenza della materia.Mi ha colpito il titolo, e ho deciso di leggere il post, perché parlavi del Trovatore ed io abito a Verona. Mea culpa… l'unica opera che ho visto è stata Turandot, qualche anno fa. Mi sono sempre detta di tornare, almeno un paio di volte per stagione, ma poi… Preferisco i concerti di musica classica ed il balletto classico, così trascuro la lirica.Mi ha fatto comunque impressione leggere che ci sarebbe un impianto di amplificazione in Arena: non me lo sarei mai aspettato. Tutti decantano la splendida acustica areniana…Per quanto riguarda il pubblico, ormai siamo ridotti così. Già il pubblico di "appassionati" è messo male in quanto a educazione; se poi parliamo del pubblico estivo, che assiste ai vari spettacoli all'aperto (Arena, Teatro Romano e quant'altro), che spesso ha lo spettacolo compreso nel "pacchetto vacanze" e quindi lo subisce, oppure lo va a vedere perché "bisogna" (visto che si è a Verona, in questo caso), allora… apriti cielo!Passerò a leggerti più spesso: magari imparo qualcosina anche di lirica…Grazie e un abbraccio.

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  28. amfortas 17 agosto 2010 alle 3:38 pm

    Nikiya, ti ringrazio molto per le belle parole.L'impianto di amplificazione in Arena è una novità di quest'anno, pare voluta da Zeffirelli.Tra io e te esce l'ascoltatore perfetto: tu compensi i miei clamorosi limiti (più che altro una vera e propria idiosincrasia) per il balletto e la mia pigrizia per la sinfonica, che invece ascolto parecchio a casa.I pacchetti tutto compreso sono davvero una bella rovina per l'opera, concordo.Per quanto riguarda quelli che bisogna andare a teatro esistono in natura ovunque, anche a Trieste non mancano, anzi.Quando ho tempo passerò a leggere di cosa ti occuoi, sperando non sia qualcosa che acclari ma la mia insipienza :-)Ciao!

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  29. nikiya62 18 agosto 2010 alle 1:42 pm

    OK, ti aspetto allora!Se poi avessi voglia di fare harakiri, puoi sempre andare sull'altro blog, di cui trovi l'indirizzo sul mio profilo: ovviamente è dedicato alla danza…..Ciao!

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  30. amfortas 18 agosto 2010 alle 9:55 pm

    Nikiya, beh ho dato un'occhiata veloce, appena ho qualcosa di sensato da dire mi appaleso 🙂

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  31. utente anonimo 20 agosto 2010 alle 11:30 am

    ieri sono andato ad ascoltare il Trovatore in Arena e l'impianto di amplificazione non c'era!  punto definitivo su questa questione…ripeto amplificato per i sordi: ieri 19 agosto 2010 il Trovatore è andatoin scena senza amplificazione alcuna…a chi dice il contrario chiedo -a parte l'ovvietà delle caratteristiche intrinseche del suono naturale che qualsiasi orecchio ieri presente ha potuto ascoltare:- dove erano i microfoni? (nella ribalta?, nascosti nelle scene?)     addosso nessuno dei cantanti aveva nessun tipo di microfono- e sopratutto, dov'erano gli impianti di diffusione?siete mai stati a Caracalla? avete notato quelle ENORMI torricon appese almeno una ventina di GROSSE casse acustiche?se siete tanto raffinati da disturbarvi un panino mangiato sulle gradinate dove la gente è li da DUE ore prima, vi vorrei ricordare che nei teatri fino agli inizi del secolo scorso si banchettava abbondantemente e opere di grandissimi artisti (penso a Mozart ma anche a Shakespeare) erano viste dai 'nobili' intenti a farsi spompinare nei palchetti mentre si mangiavano cosciotti di cinghiale arrosto!invece posso essere d'accordo sulla questione applausi fuori 'tempo'io -di solito- sono uno di quelli,che durante applausi fuoritempo dico,ad alta voce 'no'…e di solito qualcuno lo fermo…!ieri sera ho assistito ad un grande Manrico ed una grandissima (ma con un inizio sottotono) Leonora…la questione harakiri di Arzucena è coreografia e basta…salutoniRoberto Abate

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  32. amfortas 20 agosto 2010 alle 12:30 pm

    Caro Roberto Abate, il tono del tuo intervento è assai fastidioso, te ne rendi conto vero?Chi sei tu per venire qui e trattare me e i frequentatori di questo blog come dei minus habens? In assenza di comunicazioni ufficiali da parte dell'Arena di Verona in merito alla questione amplificazione, io non ho motivo di credere che la stessa non ci sia, visto che è stata strombazzata ai quattro venti per mesi.Ti ringrazio per concederci almeno la possibilità di infastidirci se qualcuno applaude quando non è opportuno, siamo fieri di essere in tua compagnia.Pensa poi che io ero al corrente che una volta nei teatri non c'era il silenzio assoluto e anche che nei palchi si copulava e quant'altro.Gli unici passi interessanti del tuo supponente commento sono quelli che riguardano i cantanti: grazie.Ciao.

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  33. utente anonimo 20 agosto 2010 alle 2:25 pm

    sono un fonico di 49 anni che ha fatto decine tournèè in europaed ama la musica classica ed appena in seconda battutal'opera…io no ho avuto nessun tono supponente se pensi chequi è stato scritto più volte che l'amplificazioneesiste….quando invece non esiste…forse ti ha dato fastidio il fatto che sono venutoa dire che oggi il sole splende nel cieloquando è stato invece scritto non c'è ???!!!!ti invito gentilmente a rileggere ed ad usare …le orecchie…prima di esprimemere giudizi…è propio assurdo che io venga additato come supponentein un luogo frequentato da gente che non si è minimamente accorta chel'amplificazione non c'era!!!!comunque ti ringrazio per il tuo interventose non altgro per i rignrazimaneti che mi haifatto e che ho graditosalutationsRoberto Abateps: Verona è gestita in modo assolutamente anti-turistaquando "hanno fatto i soldi" proprio con quelli… in rivierac'è tutto un altro modo (nobiltà contro leghismo?)ps2: ieri la platea era mezza vuota e se c'è stata partecipazionealla rappresentazione del "Trovatore" è grazie alla gentedelle gradinate che è anche molto giovane e garantisce ilfamoso "futuro" dell'opera…mentre in platea c'erano delle 'babbione'e dei 'pannoloni' da paura….ps3: io -sarà per l'età- sono un tipo da posto 'numerato' ma ieriper la prima volta in tanti anni sono stato sulle gradinate per seguirealcuni mei amici che lì vanno…ebbene i "panini" ed i "kebab2 mihanno un poco infastidito -evvero- ma solo per l'odore…ri-salutations con tanta amiciziaRA

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  34. amfortas 20 agosto 2010 alle 5:33 pm

    Roberto, ieri erano presenti altre persone che conosco e mi hanno confermato che l'amplificazione c'era, che devo dirti?Per quanto riguarda l'incidente dialettico, a me dà fastidio solo il tono da verità rivelata. Chiudiamo qui, ok?Ciao e grazie.

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  35. utente anonimo 22 agosto 2010 alle 3:04 pm

    Caro Paolo, le dichiarazioni ufficiali della fondazione Arena ci sono eccome: basta fare una ricerca sull'archivio del quotidiano arena e trovare l'articolo (che io lessi a suo tempo)  relativo alla conferenza stampa di presentazione del festival dove sovrintendente e direttore artistico parlano di un impianto di diffusione sofisticatissimo che consente un lieve innalzamento dei decibel onde render più udibile orchestra e cantanti. quindi metterei un punto definitivo alla questione.con cortesia Fabio

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  36. amfortas 22 agosto 2010 alle 6:33 pm

    Fabio, ciao, sì ricordo bene l'articolo e anche le polemiche che ne seguirono.È che davvero non capisco come funzioni, questo impianto, perché l'unica cosa visibile che ho notato sono dei microfoni lungo il palcoscenico, ma non ho visto diffusori o ampificatori.Ciao e grazie!

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